Redazione

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Mercoledì, 07 Marzo 2012 09:55

Berlino capitale delle due ruote

Berlino ha approvato un progetto molto ambizioso, che riguarda l'aumento delle piste ciclabili, che andranno dritte e saranno ben più visibili anche agli incroci. Una soluzione ideale in un inizio d'anno dove il caro-benzina allarma e fa soffrire anche la Germania. "Fahhradfreundliches Berlin", Berlino città amica della bici, è lo slogan. Piano bipartisan, come il governo della città-Stato: con il giovane, popolare borgomastro-governatore socialdemocratico Klaus Wowereit, gay dichiarato, il suo vice democristiano (il partito della cancelliera) tutto legge e ordine Frank Henkel, e la responsabile dell'Integrazione dei migranti, la turco-tedesca Dilek Kolat, d'amore e d'accordo sulla priorità alle due ruote. È un esempio che vale la pena di studiare, pensando a casa nostra. In Italia, informa la Legambiente, le città-regine della bici sono Bolzano e Mestre, mentre le metropoli se la cavano proprio male e Roma è maglia nera. Nel capoluogo altoatesino avvengono in bici 29 spostamenti su cento, a Mestre 20 su cento, a Roma, Palermo e Genova zero su cento. A Napoli si spostano in bici un cittadino su cento, a Torino due, a Milano 4. Quassù è diverso. Qui nella prima potenza europea, e patria dell'auto di qualità, viaggiano circa 40 milioni di automobili ma oltre 67 milioni di bici. A Berlino le bici sono in media 128 per ogni 100 nuclei familiari. A livello federale possiedono bici 96 coppie con bimbi su cento e 66 singles su cento.
Infine ma non ultimo, Berlino ce la mette tutta per essere sempre più la location preferita delle grandi esposizioni mondiali sulla bici, l'equivalente a due ruote dei saloni dell'auto. Chiusa da poco Vivavelo, questo week end è stato il turno della Fahhradschau, seguirà l'enorme Velo-Berlin. Il grande pubblico s'incuriosisce, si vede offerti test e corsi di guida di bici gratis, ammira e programma di comprare i modelli più diversi. Bici low cost di artigiani locali, superbolidi in carbonio come un jet moderno, peso 5 chili e costo 10mila euro. E accessori vitali per la sicurezza, come luci fisse e lampeggianti ipervisibili, o gadget cool quali lo stereo per bici. Ecologisti a oltranza, i cari tedeschi? Sì, ma intanto Berlino ti offre anche 26 linee di metropolitana tra sopraelevato e sotterraneo, e tanti bei bus. Con biglietto supplementare sali sulla metro con la bici, poi scendi e prosegui pedalando. Alla salute del caro-benzina.

Fonte: www.repubblica.it

Tabelle stagionali di allenamento per ciclisti
Autore: Vedana Fabio
Pagine: 139
Prezzo: € 14,50
Editore: elika

Questo testo vuole essere per gli appassionati delle due ruote, uno strumento per poter scegliere ed organizzare al meglio il proprio piano di allenamento.
Sei sono le categorie per le quali sono state proposte delle tabelle di lavoro:
Ciclismo amatori gran fondo;
Ciclismo amatori gare da 50-70 km;
Cicloturisti;
Special Crono;
Agonisti categorie giovanili (esordienti/allievi);
Agonisti categorie giovanili (juniores/under 23).
La stagione è suddivisa in 6 periodi di lavoro: transizione, preparazione aerobica generale, preparazione aerobica specifica, potenziamento aerobico e forza, ritmi gara, agonistico.
Nella prima parte sono state trattate tutte le problematiche del lavoro invernale in palesstra, un ampio capitolo è dedicato all'approfondimento delle più moderne tecniche di allenamento.
Non resta che scegliere la tabella più appropriata e....salire in sella!

http://www.elika.it

Martedì, 06 Marzo 2012 10:44

Ciclismo

Ciclismo
Autori: Confalonieri Francesco , Vedana Fabio
Pagine: 160
Prezzo: € 12,50
Editore: elika

Finalmente in un solo libro tutto quello che occorre sapere a proposito di telai e rapporti, tabelle di allenamento, test e strumenti di valutazione, tattica, gare, alimentazione, farmaci e salute. Un testo semplice ma rigoroso, scritto da un medico e da un tecnico che operano da anni nel mondo del ciclismo, partendo dalle esperienze, dagli incontri e dai successi costruiti con tanti − piccoli e grandi − ciclisti.

http://www.elika.it
Lunedì, 05 Marzo 2012 16:35

Ciclismo e benessere

Ciclismo e benessere
Autore: Posabella Giovanni
Pagine: 224
Prezzo: € 12,50
Editore: elika

 

Questo testo, rivolto a preparatori e ciclisti appassionati, tratta di anatomia, fisiologia e biomeccanica del gesto sportivo proprio del ciclista. Particolare attenzione è data all'alimentazione e all'integrazione in funzione sia dell'allenamento che della gara. Inoltre, offre consigli sull'applicazione dei recenti test di valutazione funzionale.

http://www.elika.it

Lunedì, 05 Marzo 2012 16:32

La mountain bike

La mountain bike
Autore: Diamantini Simone
Pagine: 128
prezzo: € 12,50
Editore: elika

 

Questo testo illustra il mondo delle "route grasse" all'appassionato, al preparatore e all'amatore agonista. Partendo dalla strutturazione e programmazione dell'allenamento, passando per la scelta e la regolazione della bicicletta, e terminando con la tecnica di guida, esaurienti cenni di alimentazione e consigli su cura e manutenzione del mezzo, La mountain bike – tecnica e allenamento è l'ideale compagno del biker moderno.

http://www.elika.it

Martedì, 06 Marzo 2012 10:06

Francia, ciclisti liberi ai semafori

Già nel 2010 in Francia 12 creativi di tutto il mondo si sono messi a ricordare quanto è cool andare in bicicletta, soprattutto in edizione limitatissima. Il progetto charity si chiama Be Cycle and Fashion e fra i suoi organizzatori ha un portale multimediale internazionale dedicato alla solidarietà, La Chaine du Coeur. I proventi delle vendite saranno destinati ad Act Responsible, un’associazione che promuove campagne pubblicitarie di utilità sociale o ambientale. Oggi Thierry Mariani ministro dei Trasporti francesi, ha annunciato la rivoluzione del settore puntando sul rilancio della bicicletta che sarà considerata negli anni a venire il mezzo privilegiato per gli spostamenti cittadini. Per ora ci sarà una nuova luce sui semafori per garantire ai ciclisti previo avviso luminoso la svolta a destra a semaforo rosso o per andare dritto a patto che comunque diano precedenza ai pedoni; in più sarà obbligatorio nelle nuove costruzioni prevedere parcheggi per le biciclette, marcature dei telai contro i furti e chip elettronico, scuola guida per ciclisti e una campagna media per migliorare la percezione che hanno i francesi della bicicletta e dei ciclisti in strada. Detto ciò a mancare all’appello, con gran delusione delle associazioni di ciclisti, l’ attuazione della defiscalizzazione dei costi per le aziende che sostengono l’uso della bicicletta per i lavoratori e l’incentivo in busta paga ai dipendenti che per il tragitto casa-ufficio e/o fabbrica usano la bicicletta con o senza mezzi pubblici. Il ministro ha detto che se ne dovrà riparlare. L’idea di un piano trasporti per la bicicletta è nata dalla considerazione che un francese in media percorre in bicicletta in un anno 87 Km contro gli 800 Km o 1000 Km di un danese o di un olandese. Dunque nero su bianco il ministro Mariani ha messo i vantaggi della bicicletta in termini di salute, riduzione dell’inquinamento, costi di trasporto e sviluppo economico. Al lavoro dal luglio scorso un team di esperti composto da 17 persone presiedute da Philippe Goujone con rappresentanti di associazioni, ciclisti e politici, ha lavorato per progettare appunto il Piano di mobilità in bicicletta.

Fonte: www.ecoblog.it

I limiti di velocità lungo i Fori Imperiali sono, costantemente, superati: 60, 70 chilometri orari di velocità raggiunti in un pochi metri, dopo il semaforo di largo Corrado Ricci. A documentare gli sforamenti, ancora una volta, sono intervenuti i ciclisti urbani della Capitale. Con pistola-autovelox alla mano, gli attivisti si sono radunati – martedì mattina – in via dei Fori Imperiali, a pochi passi dal punto in cui stata travolta e uccisa la giovane ciclista Eva Bohdalova – per rilevare le velocità medie raggiunte dai macchine e moto in una giornata qualunque nel centro di Roma.

I ciclisti urbani tornano a farsi sentire rilanciando temi e obiettivi della campagna “Salvaiciclisti”, partita da Londra, e che in queste settimane spopola sui social network ed ha trovato sponda in un nutrito drappello di senatori e deputati, oltre al consenso di migliaia di persone in tutta Italia. E alcuni di questi senatori, martedì mattina, hanno voluto assistere alla rilevazione lungo i Fori Imperiali. Presenti il radicale Marco Perduca e i senatori del Pd Andrea Sarubbi e Leana Pignedoli. «È indegno – commenta il senatore Marco Perduca- che nella Capitale d'Italia e fianco del Palatino sia consentito ai mezzi privati di scorrere come se si fosse lungo una tangenziale». I parlamentari annunciano di voler presentare una serie di interrogazioni sia alla Camera sia al Senato per chiedere conto della mancata vigilanza dei limiti di velocità in una delle strade più fotografate del mondo. 

Su richiesta degli attivisti, i senatori e deputati sostenitori della campagna invieranno a breve «una lettera al ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, per convincere il governo – dice Perduca – a iniziare un percorso esecutivo il prima possibile per rimettere l’Italia al passo dei paesi più moderni e già ciclabili, come Olanda e Danimarca». Nella lettera a Passera, che verrà firmata dai parlamentari presenti all'incontro con i ciclisti, si legge che «è giunto il momento di riconoscere, ad ogni livello amministrativo e politico, la ciclabilità non solo come parte integrante della moderna mobilità quotidiana ma come l’unica soluzione efficace e a impatto zero per gli spostamenti cittadini personali su mezzo privato. Deve essere riconosciuto l’elevato valore sociale della mobilità ciclistica».

LETTERA AL MINISTRO PASSERA – Gli stessi concetti sono alla base del Ddl presentato al Senato, a firma Francesco Ferrante (Pd) e altri 62 di vari schieramenti politici tranne la Lega. La quota di ciclisti abituali aumenta costantemente anche per causa della crisi, osserva Ferrante, e «cambiando le pessime abitudini stradali degli italiani – aggiunge il senatore – possiamo cambiare finalmente le nostre città, e questo vale per tutti. Siamo avvelenati dal traffico, le strade sono caotiche, gli scontri mortali sono in aumento: è ora di fare qualcosa, e la campagna Salvaiciclisti è la benvenuta».

Fonte: roma.corriere.it/

Lunedì, 05 Marzo 2012 15:37

A Roma il Bike sharing fermo al palo

Il bike sharing a Roma è fermo. Infatti come scrive il corriere romano: "La città di Roma è ostile alle due ruote neanche 1% degli spostamenti in bici, graniticamente fermo, ed è scivolato ancora (dopo la proroga di un mese) il bando per l’assegnazione del nuovo gestore per le due ruote «in condivisione»". Ed è di questi giorni la sciabolata di Legambiente: a Roma solo lo 0,4% degli spostamenti avviene in bicicletta, risultato inferiore rispetto a tutte le grandi città italiane. Insomma, la mobilità sostenibile resta un miraggio nella Capitale. Associazioni e ciclisti urbani sono sul piede di guerra. Secondo l’indagine resa nota da Fiab, Legambiente e Città in Bici, continua ancora il corriere romano, una Capitale virtuosa dovrebbe registrare almeno il 15% di spostamenti su due ruote ecologiche e una mobilità in auto (e moto) minore del 50%. Ma i dati caratterizzano invece la Città eterna come fanalino di cosa in Italia con solo il 34% di “spostamenti sostenibili”, realizzati in bici (0,4%), a piedi (6,1%), con il mezzo pubblico (27,7%), e ben il 66% di “spostamenti insostenibili”, attuati in auto o moto. «E' uno scandalo – sottolinea il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati – In quattro anni Roma non ha fatto nulla per i ciclisti, l'Assemblea capitolina non è stata nemmeno in grado di approvare il piano della ciclabilità. Il piano è stato presentato più volte, approvato in giunta il 24 marzo 2011, presentato il 9 maggio: che altro dobbiamo aspettare per vederlo approvato e finanziato? Per far partire gli interventi per nuove piste? Per dotare Roma di un bike sharing come quello di tutte le altre città italiane ed europee? Vanno subito reperiti i 40 milioni necessari ad anticipare la realizzazione degli interventi a breve e medio periodo». E, aggiunge Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio «chiediamo all’assessore Visconti, interventi forti: l’obiettivo finale di 986 chilometri di piste al 2020 è lontanissimo».

PIANO CICLABILITA’ IN STALLO – Dal Campidoglio ricordano i progetti già avviati. «La pista ciclabile della Nomentana è in corso di progettazione e sarà realizzata entro la prossima primavera - afferma l’assessore all’Ambiente, Marco Visconti. - Con l'adesione alla Campagna del Times di Londra “Salva-ciclisti”, il Campidoglio si è impegnato ad accelerare i tempi di approvazione del Piano della ciclabilità». E, continua Visconti, «sono in realizzazione 4 importanti percorsi ciclabili che si aggiungono a quello appena realizzato con il Ponte della Scienza, che raccorda i quartieri Ostiense e Marconi: il raccordo Tor Pagnotta-stazione metro Laurentina, all'interno del corridoio della mobilità; la pista ciclabile che mette in collegamento il Santa Maria della Pietà con la stazione di Valle Aurelia; la pista di via Palmiro Togliatti-Parco della Cervelletta e quella che dal Torrino conduce all'Eur. Ad aprile installeremo i primi 200 portabici nei principali nodi di scambio». OBIETTIVI LONTANI» – Il Parlamento Europeo, già nel 2002, ribadiva la necessità di incrementare gli spostamenti con bicicletta e il Piano Quadro di Roma pone obiettivi precisi: passare da 225 a 1.200 chilometri di rete ciclabile (oggi 115 chilometri sono nel verde e solo 110 su strada), da 26 a 350 stazioni per il bike sharing, con nuovi parcheggi nei nodi di scambio. Ad oggi risultano già finanziati solo 65 chilometri di nuovi itinerari. Nel piano, la rete ciclabile principale è composta da 361 chilometri di piste, di cui 70 esistenti, 50 finanziati e il resto da finanziare. La rete ciclabile locale ha invece circa 40 chilometri di piste già realizzate, 17 già finanziati e circa 550 pianificati. Accanto a queste, ci sono, nel piano, quasi 150 chilometri di corridoi verdi. E, lunedì 5 marzo vengono consegnate le nuove biciclette ai ragazzi del progetto Pica, Percorsi ciclabili sicuri, iniziativa a cura dell’assessore Visconti e dal presidente della commissione sicurezza, Fabrizio Santori, «per monitorarne lo stato e ideare interventi di ottimizzazione della fruibilità». «Troppo poco», concludono le associazioni.

Fonte: www.corriereromano.it

“Nel 1984 l’istinto mi portò a San Francisco: avevo sentito parlare di un gruppo di corridori pazzi che si buttavano giù da discese fuoristrada su gomme larghe del tipo “baloon”. Traversai il Golden Gate per conoscere Gary Fisher, che ai tempi stava in una specie di capanno da pionieri. In seguito a un fiume di parole, un concerto dei Grateful Dead, non troppo business e un anno di tempo, riuscimmo a presentare la prima e per un bel po’ unica Mountain Bike Italiana: il Rampichino. Era il 1984.
Scarica il Catalogo Componenti Cinelli 2012

Nel 2005 la storia incredibilmente si ripete: io ritorno a San Francisco per incontrare Mike Martin e il gruppo di Mash, incuriosito da questi ragazzi che non soltanto scorrazzavano in città con bici da pista, come già facevano i messengers, ma addirittura si lanciavano in discesa senza freni in una sorta di slalomistica epopea urbana. Circa un anno più tardi è nato il telaio MASH, il primo nel suo genere. Quest’anno abbiamo presentato un attacco di concezione innovativa e una curva nati entrambi dalla collaborazione con MASH. E sono fiero di poter dire che il mio team a Milano, dialogando con i corridori Mash a San Francisco, è riuscito a creare una serie di prodotti entrando nella stessa logica estrema con la quale corrono i migliori atleti al mondo nel campo delle fisse. Mi sento un po’ come i Clash, che tra tutti i gruppi punk inglesi erano gli unici capaci di viaggiare e di innestare nella loro musica le diverse influenze incontrate sul percorso, di suonare reggae, girare col ghetto blaster, ingaggiare Futura per le loro scenografie: così allo stesso modo credo che Cinelli sia l’unica marca di ciclismo italiana capace di rispondere alle sempre nuove manifestazioni di quello che è l’infinito potenziale della bicicletta – ovunque esse si trovino nel mondo”.
Antonio Colombo, Cinelli

Fonte: bicinews

Venerdì, 02 Marzo 2012 12:46

TOMMASINI

Tommasini produce e commercializza biciclette da corsa sin dal dopo Guerra. Quella di Tommasini è una realtà fatta di storia ed esperienza che, legate ad una continua ricerca tecnologica, consentono all'azienda di essere una moderna e competitiva realtà nel settore.
Il punto vendita Tommasini è ben fornito di capi di abbigliamento per ciclisti professionisti e amatori; infatti è possibile trovare tutto ciò che riguarda il mondo ciclo, a partire dalle magliette, cappellini per il tempo libero, zaini, borse ecc.

Sede: Via Nepal, 5/7/9

58100 Grosseto (Gr) tel. 0564 455 006

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http://www.tommasini.it/accessori.php

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