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Mercoledì, 24 Aprile 2013 09:08

Concorso Fotografico "Citta' in Bici" edizione 2013

Dopo il successo conseguito lo scorso anno, che ha dato l’avvio al Primo Concorso Nazionale FIAB di Fotografia per le Scuole Superiori e l’Università, l’Associazione cicloambientalista FIAB Roma Ruotalibera, nell’ambito delle attività formative e divulgative, promuove nel 2013 la Seconda Edizione del Concorso Fotografico “CITTÀ IN BICI”: per una città a misura di bicicletta.
L’iniziativa, finalizzata a favorire l’uso della bicicletta, sarà realizzata in collaborazione con l’Ente Regionale del Parco dell’Appia Antica, che ha concesso gli spazi espositivi della mostra.
Diversamente dall'edizione nazionale FIAB, destinato esclusivamente agli studenti medi e universitari, il concorso romano è gratuito e aperto a tutti: fotografi amatoriali, studenti, soci e non soci FIAB, ciclisti indipendenti e quanti utilizzano la bicicletta nel rispetto dell’ambiente. 

Il concorso è destinato: a tutti quelli che aspirano a vivere in una città con meno automobili e tante biciclette; a coloro che scelgono la bici per usarla in modo consapevole: per recarsi a scuola, al lavoro o per spostarsi in città; a quanti desiderano svelare e diffondere immagini che riguardano la bicicletta: estetica, stravaganza, personaggi.

Le foto, massimo due per ogni aderente, (in formato .JPG e alla risoluzione minima di 4 megapixel) dovevano essere inviate via e-mail, entro il 20 aprile 2013, al seguente indirizzo:
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Le migliori 50 opere, selezionate da una giuria di esperti, saranno esposte, con altre fuori concorso, nella mostra “CITTÀ IN BICI”, che si svolgerà dal 9 al 12 maggio 2013, nella sala Nagasawa dell’ex Cartiera Latina, sede del Parco Regionale dell’Appia Antica, in Via Appia Antica 42 - Roma. Saranno inoltre presentate le opere vincitrici del Concorso Nazionale FIAB, alcune installazioni artistiche sul tema della sicurezza in bicicletta, alcuni prototipi di biciclette innovative e originali.

Fonte. http://www.comune.roma.it

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Martedì, 26 Marzo 2013 13:00

IL SOFTWARE PER LA BICI SICURA

L’Irpinia è terra feconda non solo di uomini illustri ma anche di figli talentuosi, scienziati e ricercatori. Antonio Tedeschi, classe ‘88, è laureando magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni all’Università Roma Tre. Qui ha progettato un software destinato radicalmente a cambiare il modo di andare in bici in città, e che siamo certi troverà presto ampia diffusione, ben oltre la capitale, per la quale è stato pensato il progetto pilota. «Un servizio che mancava, necessario a promuovere la mobilità ciclabile» ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti durante la presentazione dello studio, lo scorso 21 marzo, a Roma. 

Il progetto infatti è stato finanziato dalla Regione Lazio, si intitola “Sicuro in Bici è meglio” ed è promosso da Legambiente Lazio (coordinatore Cristiana Avenali) e dal Centro Interuniversitario di Ricerca per gli Studi sulla Sicurezza Stradale, ha lo scopo di elaborare strumenti per l’individuazione di itinerari ciclabili sicuri. Ad affiancare il software un manuale “Sicuro in Bici è Meglio ad opera del professor Ing. Andrea Benedetto. In sostanza il giovanissimo avellinese, nell’ambito della tua tesi magistrale, ha sviluppato un’applicazione per smartphone e tablet Android che si chiama “BiciSicura” con l’obiettivo di mettere a disposizione degli amanti delle due ruote gli itinerari sicuri. Chi utilizza la bicicletta nella capitale quale mezzo di trasporto o per fare attività all’aria aperta, come piacevoli passeggiate, trova un ottimo alleato in questa app dalla grafica accattivante, dall’interfaccia user friendly e dalle molteplici funzionalità. «A Roma esistono circa 80 itinerari possibili per andare in bici – spiega Antonio che si è trasferito nella capitale dall’età di 18 anni, appena iniziati gli studi universitari – Non sono molti considerata la grandezza della città. L’utente può scegliere a priori il grado di difficoltà del suo itinerario, la pendenza, i luoghi di interesse culturale che attraversa, se è adatto per bambini o no. L’applicazione ti consente di navigare sul percorso, ma puoi visualizzare le mappe dinamiche di google anche per arrivare fino allo start. Una volta scelto il percorso, l’utente può esaminare nel dettaglio la zona , essere geolocalizzato, essere informato sul traffico, e tante altre cose. L’applicazione è tutt’ora in fase di aggiornamento con l’inserimento anche di una sezione meteo per ogni itinerario». Per il giovane informatico avellinese, che ha realizzato il progetto insieme al grafico Claudio Bruno (di Bruno Disegna, un collega e amico con il quale ha collaborato in quest’ultimo anno nella realizzazione di diverse applicazioni “mobile”), BiciSicura rappresenta una sorta di positivo“incidente di percorso”, perché nasce da una costola della sua tesi di laurea che prevede la realizzazione di una piattaforma Web per la gestione di dati e applicazioni “mobile” relative alla sicurezza stradale. Al suo attivo Tedeschi ha già una pubblicazione su una prestigiosa rivista scientifica internazionale per un altro progetto di “firma digitale” nascosta e sempre per Android ha sviluppato le app “Ichef” e I”drink” che hanno fatto registrtare già oltre 40mila download. E il futuro? «Dopo la laurea magistrale, vorrei continuare con la carriera universitaria e provare il concorso di dottorato nel ramo delle Telecomunicazioni . Dopo credo che numerose potranno essere le possibilità, ma è ancora presto: diciamo che a breve termine l’obiettivo più importante è laurearmi per maggio e fare l’esame di stato per iscrivermi all’albo. Il resto si vedrà».

Fonte: avellino.ottopagine.net

 

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Venerdì, 22 Marzo 2013 11:07

IL TRENO VERDE DI LEGAMBIENTE CELEBRA LA BICI

Vince ancora la bicicletta. È l’esito di una gara ideata dal Treno Verde di Legambiente che metteva a confronto i diversi sistemi di spostamento. Il Trofeo Tartaruga – i cui partecipanti concorrevano utilizzando vari mezzi di trasporto – celebra il mezzo ecologico per eccellenza: la bici inquina poco, è veloce ed è economica. Il Treno Verde, messo a disposizione dalle Ferrovie dello Stato, accompagna l’Associazione ambientalista che monitora a livello nazionale i tassi d’inquinamento atmosferico e acustico delle maggiori città italiane. 

Il Trofeo Tartaruga se l’è aggiudicato un giornalista di Metro, Lorenzo Grassi, che ha impiegato 20 minuti per giungere al traguardo; al secondo posto, con 29 minuti, si piazzano la Consigliere della Regione Lazio Cristiana Avenali e il direttore Regionale Trenitalia Lazio Aniello Semplice, che hanno optato per i mezzi pubblici. Sul terzo gradino del podio sale, con 33 minuti, un volontario di Legambiente che ha invece impiegato uno scooter.
Il nostro impegno è quello di realizzare nell'arco dei primi mesi della legislatura, più precisamente nei primi 120 giorni, il piano trasporti per una mobilità sostenibile. Si tratta di un’esigenza non più rinviabile per migliorare la qualità della vita degli stessi cittadini, nonché per ridurre l'inquinamento della nostra città. Occorrono sicuramente fondi e investimenti importanti, ma occorre anche attivare servizi ugualmente strategici e di più semplice realizzazione come parcheggi di scambio e bike-sharing”.
L’itinerario prevedeva 5 km di tragitto che attraversava una delle zone più trafficate e inquinate della Città Eterna: da piazza Gondar al binario I di Roma Termini, con una tappa intermedia alla stazione Tiburtina.
Si tratta di un percorso che attraversa le zone più critiche della città di Roma per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico e la mobilità - ha sottolineato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - dove poco o nulla è stato fatto per la riduzione del traffico. Anche oggi è stato dimostrato che il treno metropolitano resta sempre di più un'infrastruttura centrale per la città, ma in attesa dell'entrata in funzione della linea C è venuto il momento di ridiscutere di come migliorare la qualità del servizio, come tornare a investire sul trasporto su ferro, non solo in città ma nell'area romana più ampia. Da anni, invece - ha continuato Parlati- si è fermi con gli investimenti in questo settore: la Regione investe solo lo 0,13 per cento del suo bilancio, pari a circa 35 milioni di euro, su questo servizio vitale per la mobilità dei cittadini. Occorre lavorare e investire non solo sull'infrastruttura ma anche sugli stessi mezzi, ormai invecchiati. La Regione prenda in mano la situazione e affronti un tema imprescindibile per la qualità della vita delle persone che è invece stato abbandonato nella scorsa legislatura. Altra sfida importante è quella legata ai tram. Anche qui registriamo una totale assenza di programmazione e di interventi: da anni è nascosto in un cassetto un progetto di riorganizzazione della rete tramviaria. Lo si riprenda, se ne discuti e si affronti finalmente il tema della mobilità in maniera seria e responsabile”, ha concluso Parlati. 

Fonte: greenreport.it
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Lunedì, 04 Marzo 2013 11:07

BOOM DI CICLISTI A ROMA

Numeri di un’indagine ancora non pubblicata, ma che l'Adnkronos è in grado di anticipare, dell'Agenzia per i servizi alla mobilità del Campidoglio: ogni giorno in bici 170.000 persone. A occhio l'hanno notato tutti, ma adesso ci sono anche i numeri a confermarlo. A Roma è aumentato enormemente il numero dei ciclisti urbani abituali.

Numeri contenuti in un’indagine, ancora non pubblicata ma che l'Adnkronos è in grado di anticipare, in possesso dell'Agenzia per i servizi alla mobilità del Campidoglio. L'indagine, realizzata durante i mesi di aprile, maggio e giugno 2012, fa parte del “Rapporto 2012, il punto sulla ciclabilità a Roma”, che raccoglie il lavoro di un pool di giovanissimi professionisti in tirocinio al Dipartimento politiche ambientali del comune e ha prodotto risultati inaspettati: dall'ultima rilevazione ufficiale, tra 2010 e 2011, che evidenziava una quota di spostamento abituale in bici dello 0,4%, si è passati improvvisamente a quasi il 4%, con una forchetta numerica che varia tra le 150.000 e le 170.000 persone. Il rapporto del pool, guidato dagli architetti Roberto D'Alessandria e Maria Luigia Convertino e dal designer Matteo Rapisarda, ha come l'obiettivo - si legge nella premessa - di “fornire un valore aggiornato e attendibile sul numero degli attuali utenti e la relativa frequenza di utilizzo della bicicletta per gli spostamenti”. Per spostamenti abituali, si legge nell'indagine, si intende almeno 5 spostamenti a settimana. E anche qui è sorprendente il dato di picco: almeno 40.000 persone effettuano almeno 10 spostamenti settimanali in bicicletta. Il campione, oltre 5.000 interviste, è stato suddiviso sia in fasce d'età che in fasce territoriali, queste ultime riguardanti 4 macrozone: zona a traffico limitato più mura Aureliane; anello ferroviario; confini entro il Grande raccordo anulare; confini comunali extra Gra. Le età considerate sono state invece suddivise in tre fasce: giovani sotto i 24 anni; adulti tra 24 e 60 anni; anziani sopra i 60 anni. La massima parte dei utilizzatori abituali di bici, ciclisti urbani a pieno titolo, si situa naturalmente nella seconda fascia, con una percentuale tra il 6 e il 7% dell'intera popolazione romana. L'incrocio delle due componenti, età e territorio, “evidenzia - si legge - il primato della zona 1 (ztl più mura Aureliane), con un picco del 10% tra gli anziani e una media complessiva dell'8%. Tale valore diminuisce allontanandosi dal centro”, in media 5,4% entro l'anello ferroviario, 4,6% entro il Gra per poi risalire nell'area compresa all'interno dei confini comunali al 5,4%. La percentuale di spostamenti calcolata, avvisa l'indagine è determinata dal numero complessivo di ciclisti, che secondo le proiezioni ponderate assommano alla cifra di 1.001.165 persone che usano la bici anche sporadicamente, e dalla loro frequenza di utilizzo del mezzo, media ponderata del numero di spostamenti settimanali dichiarati per il tasso di rappresentatività di ciascuna intervista. Il numero degli spostamenti giornalieri in bicicletta è stato confrontato con l'insieme complessivo degli spostamenti compiuti nel comune di Roma avendo assunto - si legge ancora - un indice di mobilità pari a 2,4 spostamenti al giorno per cittadino. Il totale considerato degli spostamenti all'interno di Roma è quello quotidiano misurato nel 2010, equivalente a 7 milioni, ma secondo i dati del 2011 il totale è sceso a 5 milioni, rendendo dunque ancora più elevata - ma questo punto, avvertono i ricercatori, è controverso all'interno dell'Agenzia mobilità - la quota percentuale di ciclisti urbani rispetto a chi usa altri mezzi. Nel 2012, c'è da ricordare, il dato sulle immatricolazioni di automobili e dei consumi di carburante è sceso del 20%, mentre la vendita di biciclette è aumentata del 10%. Dati sorprendenti, che non mancheranno di provocare polemiche tra chi si batte per misure per la ciclabilità e l'amministrazione. L'aumento, conclamato dai dati ma percepito empiricamente da tutti, avviene in assenza di politiche per la ciclabilità, dunque spontaneamente e malgrado la mancanza di azioni amministrative - attacca infatti Simone Dini, uno degli esponenti di spicco di #salvaiciclisti e tra i principali organizzatori del bis della manifestazione del movimento, quest'anno a Milano dopo il successo dell'anno scorso proprio a Roma, sui Fori Imperiali - se ci fossero politiche per la ciclabilità il dato sarebbe immensamente moltiplicato. Ma la tendenza è ormai inarrestabile, anche se gli amministratori fanno finta di niente. Secondo Dini, occorre favorire la ciclabilità con politiche davvero efficaci, senza agitare la bandiera demagogica dei km di piste ciclabili per raggranellare consenso tanto facile quanto disinformato: non è solo una questione di tutela di ciclisti, per quanto priorità assoluta, ma un modo per iniziare a ragionare sulle reali esigenze di spostamento delle persone, e non più sulla gestione dei flussi di automobili. 

Fonte: adnkronos

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Mercoledì, 27 Febbraio 2013 11:42

A ROMA IL BIKE SHARING NON HA PIÙ BICICLETTE

Rubate le ultime 150, ne sono rimaste 10, ma sono rotte. Servizio sospeso Bando fermo per il nuovo appalto. Si aspetta l’ok dell’assessorato al Commercio.  

Il bike sharing non esiste più. Le biciclette rimaste in circolazione sono una decina, ma sono danneggiate. Il progetto delle due ruote a noleggio era nato nel giugno 2008. Dopo cinque anni è tramontato. Definitivamente. Una speranza che rinasca c’è. Dipende tutto dal piano regolatore della pubblicità in mano all’assessorato capitolino alle Attività produttive. Il nuovo servizio, infatti, è legato alla concessione di 1.500 metri quadri di spazi pubblicitari alla ditta che vincerà la gara. Intanto, niente più biciclette a tempo. Fino a qualche mese fa, nonostante ne fossero rimaste, poche, si potevano ancora affittare. Adesso, invece, quelle in circolazione sono zero. Le 66 postazioni sono deserte. La metà si trova in Centro (32). Ognuna dovrebbe contare almeno una decina di mezzi. Ormai gli stalli sono utilizzati in altro modo. La gente li sfrutta, dove possibile, per parcheggiarci i motorini. Troviamo la stessa immagine desolante in piazza Venezia, in piazza del Parlamento, in piazza di Spagna, in via dei Prefetti. Niente bici. In piazza Colonna ce n’è una: inutilizzabile. Come quella in largo Argentina, rimasta senza sellino e senza ruota anteriore. I vandali ormai ci hanno preso l’abitudine. Da giugno 2009 a metà dei 2011 sono state rubate 450 bici. Il servizio a quella data era in ginocchio. A fine febbraio, ne sono state comprate altre 150. Per evitare altri furti, sono state dotate di un sistema di aggancio più sicuro. I ladri per un certo periodo hanno tirato i remi in barca. Poi sono tornati in azione. Prima hanno tolto tutto quello che potevano: campanelli, ruote, sellini. Infine sono riusciti a smontare l’ingranaggio che le bloccava al sostegno. Ed ecco che si arriva a oggi con il servizio sospeso. E pensare che il Campidoglio ha sborsato alcuni milioni di euro in questi anni. Nel 2009 Atac ne ha spesi 700mila e incassati 39. Nel 2010 il servizio è passato all’Agenzia per la mobilità. Sborsato mezzo milione, incassati 52mila euro. Stessa spesa nel 2011, entrate per 25mila euro. Il nuovo progetto prevede 80 postazioni. Il Tar, un anno fa, lo ha bocciato, perché nel bando deve essere specificata la dislocazione sul territorio degli impianti pubblicitari. L’Agenzia per la mobilità ha inviato una mappa all’Assessorato da approvare. Intanto, le bici sono sparite del tutto. 

Fonte: Dario Martini de iltempo.it

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Pubblichiamo le prime pagine del libro "La mia bici va a potassio. Milano-Roma a due banane all'ora" di Albano Marcarini, nelle migliori librerie dal 5 aprile 2012.

 

90. Avvertenza prima di uscire da casa

Ogni giorno che uso la bicicletta, prima di uscire di casa, oltre a gonfiare bene le gomme, devo tenere a mente questo dato. In quarant'anni la densità dei veicoli a motore sulle strade italiane è aumentata del 178%. Nel 1970 c'erano 81 veicoli per ogni chilometro di strada, oggi ce ne sono 225. Nel medesimo periodo la rete stradale è aumentata solo del 34%. In questo senso, se mi può confortare, non sarò mai solo sulla strada. Magari un po' indifeso. Come se fossi nudo, di fronte a persone corazzate.

89. La strada

Una volta tanto non sono state le città, pure belle, o i monumenti, pure importanti, ma è stata la strada. Lei è stata la protagonista di questo viaggio da Milano a Roma. Sì, perché la strada, soprattutto certe strade, non sono un nastro d'asfalto, ma sono storia, cultura, incontri, personaggi, cibi, paesaggi. La strada è la vita di un Paese lungo e stretto come il nostro. Penso, ed è un paradosso, che l'auto mi abbia a lungo rubato le strade. Le percorre ma non le ama. La bicicletta mi restituisce questo patrimonio. Devo conservarlo. Il pedale mi riconsegna il senso e la dimensione reale dello spostamento da un luogo all'altro, con i tempi, le pause, gli allunghi e le impennate. Questa è una velocità vera e non fittizia, non alta e neppure bassa, ma dolce. Mi dà il tempo e il piacere di (ri)leggere i nomi dei luoghi e delle vie per cercare di risalire al loro significato profondo, mi permette di contare i cipressi uno a uno, le vigne una dietro l'altra o gli ulivi nei campi o le nuvole che scorrono nel cielo. Capire perché, lungo la strada che ci arriva, un paese sta sopra un colle oppure si nasconde in basso, fra le ombre della valle. Così facendo, o meglio, così andando anche la fatica ha un senso e si giustifica perché i miei avi, che costruirono quelle strade, non erano spreconi ma sapevano esattamente dosare i tracciati a seconda del bisogno. Alcune strade, le "vecchie" strade, si sposano al paesaggio e all'orografia senza offese e ingiurie. Mi dicono che il territorio non è vuoto, ma è lo spazio del vento e del sole, dei bei profumi e anche dei meno nobili odori, del verde dei boschi e del giallo dei campi, dei lontani orizzonti crestati o confusi nel caos nerastro di una tempesta in arrivo. «La strada viaggia già da sé», dice il gazzettista Marco Pastonesi, a me l'infinito piacere di conoscerla. Fortunatamente il ciclista ha ancora un tesoretto di belle strade, che le auto trascurano perché strette o tortuose. Di fronte all'incedere del brutto, pedalare il più possibile lontano da una strada trafficata significa ritrovarmi. In questo caso l'azione del pedalare opera come una specie di dinamo rigenerante. Più pedalo, più il mondo si abbellisce. È una constatazione che vi prego di fare e vi accorgerete quanto è vera. Tutte le strade hanno un nome, le più povere hanno almeno un numero. Mi riprometto di ricordare nomi e numeri delle strade per poterle distinguere l'una dall'altra. Infatti, non esistono due strade uguali. Ognuna ha pregi e difetti, bellezze e lati da nascondere esattamente come gli umani. La strada è figlia dell'uomo fin da quando, in origine, alcuni cacciatori nomadi presero a seguire le tracce delle loro prede, facendo una pista, poi un sentiero, infine una strada.

Fonte: ediciclo

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In meno di dieci città italiane l'uso della bici per gli spostamenti urbani raggiunge percentuali significative, superiori al 15 per cento. In altri 16 capoluoghi i pedali vengono scelti almeno dal 5 per cento degli abitanti. Negli altri centri urbani con più di 50mila abitanti l'uso della bici è assolutamente marginale e spesso prossimo allo zero.

 

bicisnob ha raccolto i dati comunali sul modal split, l'indicatore che misura quale tipo di mezzo di trasporto viene utilizzato per muoversi, e ha così avuto la possibilità di stilare una graduatoria aggiornata al 2012 delle città più pedalate.

Sopra tutte c'è Bolzano, col 29 per cento di spostamenti in bicicletta all'interno del centro urbano, seguita da Ferrara (27%), Venezia-Mestre (20%), Treviso (19%), Biella e Pavia (18%), Padova (17%) e Cremona (16%). Sono tutte città del nord, piccole o di medie dimensioni, che sono riuscite a raggiungere standard nordeuropei in relazione alla mobilità ciclabile.

Seguono altri 8 capoluoghi che hanno percentuali di spostamenti urbani a pedali comprese tra il 10 e il 15% (Reggio Emilia, Novara, Pisa, Forlì, Udine, Vercelli, Parma e Modena) e un altro gruppetto di 9 Comuni dove la bici quantomeno si fa notare, usata almeno dal 5% della popolazione (Monza, Verona, Cuneo, Trento, Vicenza, Bologna, Firenze, Livorno, Siena). Ci sono infine altre 5 città dove i ciclisti urbani oscillano tra il 2 e il 4% della popolazione mobile (La Spezia, Bergamo, Brescia, Lecce e Torino) e un'altra dozzina di Comuni che non hanno dati aggiornati sulla composizione degli spostamenti (oppure non li hanno affatto). Nel resto dei capoluoghi c'è il deserto dei pedali (o l'ingorgo di auto se preferite). A Roma la percentuale di spostamenti in bici è vicina allo zero (in compenso si sposta a bordo della sua macchina il 70% della popolazione), così come a Genova, a Napoli e a Palermo. Niente a che vedere con le aree metropolitane europee (come Amsterdam, Berlino, Copenaghen...) , dove le due ruote soddisfano una quota consistente della domanda di mobilità. C'è proprio da augurarsi che gli Stati Generali della Bici e della Mobilità Nuova in programma a Reggio Emilia il 5 e il 6 ottobre riescano a far cambiare strada a questo Paese.

 

Fonte: bicisnob

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Martedì, 24 Aprile 2012 12:25

Capobianchi Srl Cicli Moto Sport

L'officina risolve i problemi dei ciclisti e delle loro bici e collauda componenti appena immessi sul mercato.

Sito internet

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Sede: Roma (RM) 117, Via Di Macchia Palocco.

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Argomento trattato:
Martedì, 24 Aprile 2012 12:22

Bbike Srl

Vendita e riparazione bici.

Sito internet

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Sede: Roma (RM) 16, Via Giovenale Ettore.

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Argomento trattato:
Martedì, 24 Aprile 2012 12:07

PEDALANDO

Nuovo, usato e un’officina per dare risposta a ogni esigenza.

Sito internet

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Sede: Roma (RM) 5/B, Via G. Serafino.

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