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La proposta di legge, firmata da 26 deputati, si propone l'obiettivo di sostenere l'uso della bicicletta per recarsi al lavoro con l'eliminazione delle condizioni che rendono impossibile il riconoscimento dell'indennizzo per infortunio in itinere. Infatti, la normativa vigente riconosce l'infortunio in itinere e la relativa indennità per coloro che usano la bicicletta solo nel caso in cui vi è l'uso necessitato di tale mezzo di trasporto (piste ciclabili, sciopero dei mezzi pubblici e altro). La proposta di legge propone l'eliminazione dell'uso necessitato della bicicletta per recarsi al lavoro nel caso di incidente nel percorso casa, lavoro, casa e di conseguenza faciliterebbe l'uso di tale mezzo. Con i livelli di polveri sottili ed altri inquinanti, dichiara Lorenzo Dalai consigliere della Provincia di Verona, sempre oltre i limiti cercare di attuare anche la più piccola misura che vada a limitare il traffico automobilistico privato è senz'altro encomiabile. Purtroppo fino ad oggi si sono invocate "misure strutturali" e con questo alibi nulla è stato messo in cantiere. L'iniziativa di garantire la copertura assicurativa a chi decide di utilizzare la bicicletta per andare al lavoro è senz'altro piccola cosa di fronte alla gravità del problema, ma ha il grande merito di dare concretezza ad un disegno, che, partendo appunto da misure reali, seppur non eclatanti, può far capire che la direzione intrapresa è quella che nel nord dell'Europa vede appunto una parte consistente dei lavoratori utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto ideale: silenziosa, non inquinante, economica, salutistica. Cominciamo da qui e, senza soste, lavoriamo per una mobilità alternativa e sostenibile!

"Accrescere sempre più il numero delle persone che utilizzano la bicicletta per recarsi al lavoro, soprattutto in città, è un passo avanti importante per la nostra comunità, afferma Matteo Avogaro. Dal punto di vista della tutela dell'ambiente e della salute. Naturalmente, l'invito ad utilizzare la bicicletta deve corrispondete ad una modifica delle leggi che spinga le persone a fare questo passo. Ed è qui che si rivela la qualità e l'importanza della proposta di Diego Zardini. Un'ottima iniziativa, che dimostra come Diego e gli altri estensori del progetto sappiano occuparsi, in Parlamento, di temi che toccano la vita concreta e quotidiana dei cittadini. E di saperlo fare nel modo migliore". Luca Granzarolo richiama l'impegno degli enti locali: "La Proposta di legge di cui Zardini è primo firmatario è fondamentale, perché costituisce un elemento di modernizzazione del nostro Paese e ha importanti ricadute sulla vita di tutti noi. Rappresenta un incentivo all'utilizzo della bicicletta, con conseguenze positive per la salute delle persone e per dell'ambiente. Tuttavia è anche importante pensare a una seria e completa rete di piste ciclabili che attraversi Verona, per rendere effettiva e concreta la possibilità di spostarsi in bicicletta. A questo scopo dovranno impegnarsi i consiglieri circoscrizionali e comunali." A livello europeo sono numerosi gli esempi di normative tese a favorire l'uso della bicicletta, dichiara Yared Ghebremariam-Tesfau, come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro, realtà grandi, come Barcellona o Amsterdam, e realtà meno grandi, come Friburgo, con questo tipo di iniziativa hanno ottenuto una considerevole riduzione del numero di automobili con tutti i vantaggi che da questo comporta. Prendendo questi esempi virtuosi a modello, è giunto il momento di iniziare a valorizzare davvero questo tipo di trasporto e non limitarci a qualche isolata pista ciclabile o a qualche imbarazzante surrogato di bike sharing. A sostegno della proposta di legge è nato un gruppo in Facebook "Al lavoro in bicicletta" che in pochi giorni ha raccolto il consenso di 1.335 persone e tra questi i gruppi amanti della bicicletta sparsi in tutt'Italia.

Numerosi sono stati i commenti degli aderenti e tra questi si riportano i seguenti:

- il mio direttore arriva al lavoro in bici, anche io lo faccio da S. Massimo a corso Porta Nuova con il bel tempo. La salita di via San Marco, però è troppo irta e spesso porto la bici a mano;

- trovo che quando vado a lavoro in bici guadagno in umore, salute ,finanza, felicità, tempo, e tanta goduria nel vedere i miei fratelli ingabbiati e incazzati nelle loro lussuose scatole di ferro!!;

- Awsome!!! cioè.... che figata.... andare al lavoro in bici! Ma quanto sono più rincoglioniti di noi i colleghi che usano l'auto per fare 1 km!!! Prima di carburare di la dalla scrivania impiegano tempo e caffè mentre noi arriviamo già pimpanti ed energizzati. Diffondiamo il verbo;

- Oltre al problema dell'infortunio in itinere, occorrerebbe incoraggiare la pratica economicamente o con un incentivo economico all'olandese o con una riduzione delle imposte sul reddito (come succedeva a mia figlia quando lavorava a Berlino);

Dai commenti si evince che occorre impegnarsi e mobilitare le persone affinché la proposta di legge venga approvata e non dimenticata come è successo con la precedente proposta predisposta da Fiab. Inoltre è necessario attuare una politica territoriale della mobilità sostenibile e sensibilizzare le imprese a mettere a disposizione dei parcheggi custoditi e coperti a favore dei propri dipendenti che usano la bicicletta.

Il primo obiettivo è quello di ampliare il gruppo "Al Lavoro in bicicletta" in Facebook affinché la proposta venga conosciuta e sostenuta dai cittadini e dalle associazioni ciclistiche: https://www.facebook.com/allavoroinbicicletta?ref=ts&fref=ts

Fonte

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Martedì, 07 Gennaio 2014 10:44

Lucetta. I fanali led portatili per le biciclette

Il nuovo led magnetico per le bici si chiama Lucetta, è trendy, italiana e molto pratica. L'idea è di Emanuele Pizzolorusso, già ideatore delle Crumpled City Maps, le mappe pieghevoli e impermeabili, e si compone di un cilindretto metallico di pochi centimetri che si divide in due parti: la prima ha una luce bianca, la seconda rossa.
Dietro ogni porzione si trova un magnete così, per montarla, basta appoggiarla alla canna del sellino e al manubrio e poi devi scegliere una delle tre modalità tra luce continua, intermittente veloce o lenta.
Quando parcheggi la bici basta staccarli: i magneti tengono unite le due porzioni così da riporre il cilindretto in tasca senza paura di perderlo.
Lucetta serve solo a "migliorare la visibilità di bici e conducenti" e che "in nessun caso può sostituire l'illuminazione prevista per legge" anche se il nostro Codice della strada parla genericamente di luci "anteriore bianca o gialla, altezza tra 30 e 100 cm; posteriore rossa, altezza massima 100 cm". Il prezzo delle luci non è eccessivo; solo 18 euro a set.

Info

Fonte: www.palomarweb.com

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Chi nel 2013 ha fatto a meno dell'auto andando in bici, ecco quanti soldi ha risparmiato e che ora troverà sotto l'albero:
1000-2000 euro di acquisto di carburante;
700-1000 euro di assicurazione
300-500 euro di riparazioni e manutenzione;
200-300 euro di pezzi di ricambio, olio e lubrificanti;
150-500 euro di bollo;
35-100 euro di multe;
una certa cifra per il parcheggio a pagamento, o peggio per il nolo di un garage;
Senza contare i soldi per l'acquisto del mezzo stesso, magari in "comode" rate ancora da saldare...
Nel 2012 secondo Federconsumatori, il costo annuale di mantenimento di un'auto, compreso l'ammortamento del costo del mezzo in 10 anni, sarebbe ammontato a circa 7000 mila euro l'anno.
Certo, chi ha rinunciato all'auto per la bici, probabilmente avrà fatto un abbonamento annuale al servizio pubblico della sua città, avrà speso qualche decina di euro per gli accessori della bici, qualche altra per un taxi o un car sharing nei momenti in cui aveva bisogno di un'auto, ma tutto sommato la voce "trasporti" non ha intaccato troppo i conti di casa.

Fonte: www.bikeitalia.it

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Lunedì, 23 Dicembre 2013 11:15

Il programma di Biciviaggi FIAB 2014

Un programma di tutto rispetto, molto vario e accattivante, con proposte adatte a tutte le tipologie di soci FIAB, dai pedalatori incalliti, a chi desidera la vacanza facile, dai patiti dell'arte e della cultura ai ragazzi a cui piace divertirsi e ballare tra un tuffo e l'altro nel nostro splendido mediterraneo.

Ecco l'elenco dei biciviaggi:
L'anello delle Dolomiti
Dal ponte degli alpini alle montagne più belle del mondo.
12-19 luglio 2014

Alla scoperta del Sannio e dei Sanniti
Il Molise che non ti aspetti
19-26 luglio 2014

Baviera Romantica e ciclabile
Tra città imperiali e guioielli medioevali
26 luglio – 2 agosto 2014

Ungheria di terra e d'acqua
Dall'Austria a Budapest, passando dal Balaton
2-9 agosto 2014

La costa Est della Sardegna
Da Olbia a Orosei, mare e natura
18-23 agosto 2014

Taranta in bici Camp & Music
La Pizzica e il mare di Salento
23-30 agosto 2014

Il programma completo che verrà via via aggiornato si trova alla pagina: http://www.biciviaggi.it/viaggi_2014.htm

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Fonte: Fiab

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Lunedì, 23 Dicembre 2013 11:29

Bike sharing. Le 7 citta' leader nel mondo

La ricerca condotta dall'Itdp di New York, prendendo in considerazione 400 città di 5 continenti nelle quali è attivo il servizio di bike sharing, ha individuato le 7 città con il più alto tasso di utilizzo del servizio. È possibile scaricare la guida "The bike share planning guide" sul sito dell'Istituto. Barcellona, Lione, Città del Messico, Montreal, New York, Parigi e Rio de Janeiro sono le 7 città del "bike-sharing". Lo studio è incluso nella prima guida "The bike share planning guide", edita dall'Itdp (Institute for transportation and development policy), contenente le best-practices adottate nelle città che offrono questo tipo di servizio ai cittadini, che risolve in particolar modo il problema delle piccole distanze da percorrere senza auto per chi arriva in città in treno o con gli autobus e deve raggiungere il luogo di lavoro. "Il servizio di bike sharing è rapido, ideale per viaggi brevi di cui c'è enormemente bisogno nelle città": spiega Colin Hughes, direttore del National policy and project evaluation dell'Itdp.
Un sistema utile per eliminare una piccola parte di congestionamento dovuto al traffico e alla caoticità delle grandi città, ma non solo, infatti oltre al risparmio in termini di emissioni inquinanti e benzina, a trarne benefici è anche la salute e il fisico.
"Un sistema ideale per migliorare lo stato dell'ambiente e ridurre il numero di miglia percorsi in automobile. Ad esempio i 22.000 membri del car sharing di Washington hanno ridotto il numero di miglia fatti in auto di 4,4 milioni all'anno e molti studi dimostrano che 20 minuti di bicicletta al giorno hanno un impatto significativo sulla salute mentale e fisica": conclude Hughes.

Guida in lingua inglese

Fonte: itdp.org; ilsostenibile.it

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La conoscenza del Codice della Strada è un tassello fondamentale per circolare sulle strade in sicurezza. D'altro canto, il semplice rispetto delle regole della circolazione può non essere sufficiente per garantire la sicurezza del ciclista.
E' sempre utile l'accortezza che deriva dalla pratica quotidiana della bici, condividendo lo spazio tra diversi utenti nel rispetto reciproco. Spesso, d'altra parte, la mancanza di abitudine a muoversi in bicicletta esalta la percezione del pericolo anche oltre l'effettivo rischio di conflitti con gli altri veicoli. Eppure, proprio per i ciclisti vale il motto anglosassone "safety in the number": la maggior sicurezza è nella quantità dei ciclisti in circolazione. È quindi per creare consapevolezza e sicurezza nel "ciclista urbano" che FIAB Ciclocittà e Comune di Varese offrono ai varesini un agile opuscolo che affronta con l'aiuto di semplici disegni le situazioni più a rischio per un ciclista in città, dagli incroci alle rotatorie, dai sorpassi agli attraversamenti pedonali.

Link opuscolo

Fonte: www.fiab-onlus.it

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Giovedì, 19 Dicembre 2013 07:19

Bologna. Bici senza Frontiere

A due anni dalla nascita del movimento #salvaiciclisti, l'8 e il 9 febbraio 2014, ci sarà a Bologna l'evento "Bici Senza Frontiere", un appuntamento nazionale per tutti quelli che credono nella bicicletta come mezzo di spostamento urbano. Le due giornate saranno articolate in momenti di festa, pedalate, giochi, incontro e confronto su quello che sarà il futuro del movimento salvaiciclisti.
Si inizia sabato 8 Febbraio, a Piazza Maggiore, con il gioco urbano "Bici Senza Frontiere" : ogni città è invitata a formare una squadra per misurarsi in prove di abilità ciclistica a tuttotondo. Le squadre, una per ogni città-comune, si sfideranno su un terreno di gioco su cui sono allestiti dei percorsi urbani. Ogni città può dare sfoggio dei suoi migliori pedalatori con ogni tipo di ciclista quotidiano, da 0 a 99 anni.
Le prove da superare sono diverse: ci sarà il Bike to Work, una gara tra "lavoratori ciclisti" dove vincerà chi marcherà prima il cartellino, il Bike to School, dove vincerà la squadra dei genitori che porteranno più bambini in bicicletta su una cargo bike, il Bike in progress, un gioco a quiz per vedere chi ne sa di più in tema di mobilità ciclistica e infine il Bike to Sky, pedalando verso il cielo, un gioco a sorpresa tutto da scoprire. Dopo la proclamazione della città vincitrice, prevista una critical mass per le vie della città. Per partecipare all'evento come singoli o come associazione, è necessario registrarsi, compilando il form su salvaiciclisti bologna.
Fonte: www.bicizen.it

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Legambiente e Fiab Grossetociclabile continuano l'impegno con costanza e determinazione sul fronte della sicurezza e della mobilità sostenibile, a maggior ragione dopo gli incidenti mortali accaduti negli ultimi anni. Nel capoluogo maremmano si vedono chiari passi avanti sulla mobilità sostenibile. "Apprezziamo i passi in avanti fatti dall'amministrazione comunale sulla mobilità sostenibile: dal nuovo limite di velocità di 30 km l'ora - afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente - e i quattro attraversamenti stradali rialzati istituiti su viale della Repubblica alla decisione (presa da sindaco e assessori) di proibirsi l'entrata nella Ztl del centro storico con le proprie auto, o ancora al piano di car e bike sharing che prevede il noleggio di 11 quadricicli e 13 biciclette a pedalata assistita entro la fine del 2013. Adesso però bisogna continuare così ed estendere la Ztl a tutto il centro cittadino, mettere in sicurezza i tratti più pericolosi ed estendere la rete ciclabile in città e frazioni. In questo modo si riesce ad abbattere le emissioni climalteranti, abbassando l'inquinamento e rendendo al tempo stesso la città più vivibile, pulita e sicura. Tutto questo per cercare di rispondere alle esigenze dei cittadini sulla mobilità, trasformare la Maremma in un laboratorio sulla mobilità sostenibile, per il quale da tempo stiamo lavorando senza sosta anche noi". "Abbiamo richiesto con forza il limite di 30 km orari per viale della Repubblica - spiega Angelo Fedi, Presidente Fiab Grossetociclabile - e siamo felici che la richiesta sia stata accolta. Il Comune non deve però fermarsi qui perché sono ancora molti gli interventi necessari per garantire un minimo di sicurezza alla mobilità ciclabile di Grosseto. Bisogna rivedere i punti più critici, tramite la messa in sicurezza degli attraversamenti e la riduzione dei limiti di velocità a 30 km/h. Questa è l'unica strada per evitare di mettere altre "bici bianche". Le zone che maggiormente necessitano d'intervento sono: gli attraversamenti in zona Quattro Strade, quelli nei pressi di Piazza della Libertà, di Via Senese nei pressi del Villaggio Curiel e dell'Ospedale, la percorrenza da e verso la Stazione, tutta la viabilità su Via Giusti e Via Telamonio. Inoltre, all'intersezione di via Giulio Cesare con Via del Tiro a Segno è prevista una rotatoria, potrebbe essere l'occasione buona per dare continuità all'adiacente vecchia pista ciclabile".

Fonte: legambiente

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Dopo tanti mesi di attesa, venerdì scorso è stato votato in Consiglio Comunale lo studio di fattibilità denominato "Piano della Integrato della Mobilità Ciclistica di Figline e Incisa" avviato oltre un anno fa e pronto già dalla scorsa primavera.
"Come associazione FIAB ValdarnoInBici ci dichiariamo soddisfatti dei contenuti del Piano, perché sono state recepite molte delle nostre osservazioni avanzate durante la fase di realizzazione del progetto, nell'ambito di alcuni incontri del Tavolo Tecnico sulla Mobilità al quale anche l'associazione FIAB era invitata" dichiara Christian De Lorenzo, presidente dell'associazione.
Dal punto di vista dei contenuti, il nuovo Piano, oltre a suggerire le direttrici su cui realizzare alcune piste ciclabili, propone alcuni interventi per moderare la velocità del traffico veicolare in alcune zone del paese (zone30 nel centro Storico e aree di moderazione del traffico nei pressi delle scuole) e per istituire alcune strade con il doppio senso ciclabile.
"Ci dispiace però che sia stato perso tanto tempo e che la sua approvazione sia giunta quando i Consigli Comunali si stanno sciogliendo in vista delle prossime elezioni, perché non permetterà che da questo Piano nasca un BiciPlan vero e proprio a breve termine. Il Piano, infatti, era pronto già dalla primavera scorsa e nonostante i nostri solleciti l'iter si è prolungato fino ad ora, non permettendo di attuarlo subito ma demandando la sua attuazione alla futura amministrazione che comunque ne dovrà tenere conto."
Gli amministratori, adesso, hanno un impegno preciso, un piano stabilito che non potranno non mantenere e non portare a compimento. FIAB ValdarnoInBici sarà loro di stimolo e, se necessario, di aiuto perché mantengano l'impegno preso.

Per maggiori informazioni
Vedi sito: valdarnoinbici.blogspot.it/2013/12/finalmente-e-stato-approvato-il-piano.html

Fonte: Fiab

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L'idea di rendere il quartiere Solari-Tortona a "mobilità dolce" è arrivata dopo una tragedia, la morte di Giacomo, il ragazzo che, nel novembre di due anni fa, tornando a casa in bicicletta, nel tentativo di evitare un'auto in sosta in via Solari, è stato investito da un tram,.
Il progetto di Zona 30 è dunque partito dai genitori della scuola di via Moisé Loira, quella frequentata da Giacomo, a cui si sono subito unite le scuole di via Foppette e di via Bergognone. Obiettivo, "rendere sicuri i percorsi casa-scuola dei nostri figli, rendendo anche un servizio alla città", ha spiegato uno dei genitori del comitato di quartiere Tortona-Solari all'assemblea tenutasi mercoledì sera nella scuola di via Moisé Loira.
Nelle immagini del progetto si può notare infatti come l'asse delle piste ciclabili collegherà innanzitutto i tre istituti scolastici, ridisegnando, così, la viabilità di un intero quartiere. Per dare spazio alle bici in corsie protette sarà infatti necessario restringere carreggiate, istituire sensi unici in vie finora a doppio senso (in particolare in via Cola di Rienzo e in via Stendhal), restringere i marciapiede e ridurre gli stalli di sosta delle auto. Un'operazione da 1,6 milioni di euro, che vedrà la luce entro il 2014. Nascerà quindi una zona a 30 km orari per le automobili che avrà come lati le vie Foppa e Tortona, spostandosi sull'asse est-ovest, e le vie Montevideo e Troya (esclusa), in direzione nord-sud.
L'assessore alla mobilità Maran ha ribadito la filosofia che guida la realizzazione delle zone 30: "non significa che controlliamo gli automobilisti con gli autovelox, ma che c'è una progettazione stradale fatta pensando che per prima cosa viene la sicurezza degli utenti deboli, pedoni e ciclisti". In pratica, grazie a restringimenti di carreggiata, castellane (ovvero rialzamenti della strada) e altri accorgimenti le auto sono indotte a moderare la velocità. Allo stesso tempo, si creano percorsi privilegiati per le biciclette.
Fonte: www.chiamamilano.it

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