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Mercoledì, 19 Febbraio 2014 00:00

Per un'Italia a pedali

Attraversare l’Italia intera in bicicletta, usufruendo di una rete nazionale per le due ruote lunga almeno 20 mila chilometri e di una serie di servizi agevolati nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti. È quanto si ripropone di portare a compimento un ambizioso disegno di legge, elaborato dal Gruppo interparlamentare sulla mobilità ciclistica.

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Dopo tanti mesi di attesa, venerdì scorso è stato votato in Consiglio Comunale lo studio di fattibilità denominato "Piano della Integrato della Mobilità Ciclistica di Figline e Incisa" avviato oltre un anno fa e pronto già dalla scorsa primavera.
"Come associazione FIAB ValdarnoInBici ci dichiariamo soddisfatti dei contenuti del Piano, perché sono state recepite molte delle nostre osservazioni avanzate durante la fase di realizzazione del progetto, nell'ambito di alcuni incontri del Tavolo Tecnico sulla Mobilità al quale anche l'associazione FIAB era invitata" dichiara Christian De Lorenzo, presidente dell'associazione.
Dal punto di vista dei contenuti, il nuovo Piano, oltre a suggerire le direttrici su cui realizzare alcune piste ciclabili, propone alcuni interventi per moderare la velocità del traffico veicolare in alcune zone del paese (zone30 nel centro Storico e aree di moderazione del traffico nei pressi delle scuole) e per istituire alcune strade con il doppio senso ciclabile.
"Ci dispiace però che sia stato perso tanto tempo e che la sua approvazione sia giunta quando i Consigli Comunali si stanno sciogliendo in vista delle prossime elezioni, perché non permetterà che da questo Piano nasca un BiciPlan vero e proprio a breve termine. Il Piano, infatti, era pronto già dalla primavera scorsa e nonostante i nostri solleciti l'iter si è prolungato fino ad ora, non permettendo di attuarlo subito ma demandando la sua attuazione alla futura amministrazione che comunque ne dovrà tenere conto."
Gli amministratori, adesso, hanno un impegno preciso, un piano stabilito che non potranno non mantenere e non portare a compimento. FIAB ValdarnoInBici sarà loro di stimolo e, se necessario, di aiuto perché mantengano l'impegno preso.

Per maggiori informazioni
Vedi sito: valdarnoinbici.blogspot.it/2013/12/finalmente-e-stato-approvato-il-piano.html

Fonte: Fiab

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In parlamento è iniziata la revisione del codice della strada. Zone con limite di velocità a 30 km/h, finanziamenti per le piste ciclabili, patentino a punti per minorenni e ciclomotori e un manuale per la conoscenza del codice della strada anche per bici. Sanzioni più severe e reato di omicidio stradale. Gli italiani pedalano più della politica. Ma ora si cambia. il 2014 sarà l'anno del nuovo codice della strada per tutelare pedoni e ciclisti.
Per la mobilità sostenibile, spiega D'Angelis, sottosegretario ai trasporti: "abbiamo dato 500 milioni di euro nella legge di stabilità per il rinnovo del parco mezzi pubblici (autobus in particolare). Nel 2010 eravamo a zero. Ma ci sono anche altre risorse per la sicurezza delle strade (600 milioni all'Anas), per le realizzazione di infrastrutture e ciclabili ai comuni (centinaia di milioni di euro di trasferimenti e in arrivo il piano Città2 che porterà nuove risorse). Ma «la vera novità è che è iniziata in Parlamento la revisione del codice della strada». Tra le cose che cambieranno: «le zone con limite di velocità a 30 km (davanti a scuole, ospedali e luoghi di lavoro), finanziamenti per le piste ciclabili, patentino a punti per minorenni e ciclomotori e un manuale facile per la conoscenza del codice della strada diffuso anche a chi acquista una bici". Alcuni punti sono ancora in discussione, chiarisce il sottosegretario, come il fatto di consentire alle biciclette di circolare doppio senso di marcia nelle strade che sono a senso unico per le automobili. Anche il rovesciamento dell'onere della prova in caso di incidente, per cui toccherebbe all'automobilista dimostrare di non avere torto nei confronti del ciclista «è in discussione». Novità anche sul fronte dei reati stradali: verranno inasprite le sanzioni per chi guida sotto effetto di alcol e droghe. Arrivando persino a immaginare il reato di omicidio stradale.

Fonte: www.ilsole24ore.com

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Il 14 novembre nella sedi di Palazzo Nervegna, Sala Convegni Università (Brindisi) si svolgerà il convegno internazionale: "IN BICI! Buone prassi italiane ed europee per la mobilità ciclistica".
Il convegno internazionale - organizzato dall'Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia - è un'iniziativa promossa nell'ambito del progetto di cooperazione "CiELo - City-port Eco Logistics", cofinanziato dall'Unione Europea attraverso il Programma di Cooperazione Territoriale Europea Grecia - Italia 2007/2013.
Sono partners del progetto CiELo i Comuni di Bari, Brindisi, Corfù e Patrasso (attraverso la "Patras Municipal Enterprise for Planning & Development S.A."), oltre allo stesso Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia. Il convegno si propone l'obiettivo di condividere e promuovere alcune delle migliori e recenti esperienze italiane ed europee nell'attuazione di politiche a favore della mobilità ciclistica. Analoga iniziativa si terrà a Patrasso (Grecia) il prossimo 27 novembre 2013.
Ulteriori informazioni sulle conferenze internazionali di Brindisi e Patrasso sono disponibili sul sito www.bikeconference.eu, mentre per il progetto CiELo è possibile consultare il sito www.cieloproject.eu.

Fonte: www.alternativasostenibile.it

 

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Martedì, 17 Settembre 2013 09:38

Solo piste ciclabili a tutti i costi?

I tempi per la realizzazione di una ciclabile sono lunghi e noi abbiamo invece l'urgenza di accelerare i tempi di realizzazione di un sistema di mobilità ciclistica che metta in sicurezza chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto. Le piste ciclabili andrebbero fatte, e anzi sono indispensabili, solo là dove non si può fare altrimenti, dove si affiancano a grosse strade di collegamento.

E quindi quello che necessita una città come Monza sono le corsie ciclabili, economiche, facili e veloci da realizzare. Una semplice separazione disegnata con la vernice sull'asfalto. Possiamo unire le piste ciclabili esistenti, sia con tratti di pista se necessario, oppure con una semplice corsia ciclabile, che unita alla moderazione del traffico ha il doppio ruolo di tutelare il ciclista e rallentare sensibilmente la velocità dei mezzi motorizzati, in modo che siano rispettati più facilmente i limiti di velocità cittadini troppo spesso ignorati. 

Potremmo così facilmente unire gli spezzoni di ciclabili, la cui disgregazione attuale è pericolosa per il ciclista che si trova improvvisamente a contatto del traffico, dopo aver percorso un tratto sicuro, realizzando percorsi ciclabili che raggiungono i punti di interesse generale della città molto facilmente e in modo economico.

Sulle arterie di grande comunicazione saranno ancora necessarie le piste ciclabili, ma al di fuori di queste avremo creato, con la moderazione del traffico e le corsie ciclabili, degli spazi condivisi da tutti. Insomma una città molto diversa da quella in cui viviamo oggi, una città dove in modo naturale, con l'aiuto dell'amministrazione e la consapevolezza dei cittadini, si ridurrà il numero sia delle auto circolanti che ferme ad occupare spazio nelle strade.

Come afferma il presidente di Monzainbici, Giuseppe Piazza,  "la mobilità ciclistica non si aggiunge, ma si integra al resto della mobilità".

Spesso basterebbe semplicemente copiare da altre città con esperienze analoghe che hanno dato  frutti positivi. Senza prendere come esempio le solite città europee lontane da noi, ci sono comuni italiani che solo qualche anno fa si trovavano nelle nostre stesse condizioni ma che hanno saputo reagire a situazioni particolarmente negative: pensiamo a Milano, che pur non avendo una situazione idilliaca per la mobilità ciclistica sta sperimentando con successo tanti interventi indirizzati verso una maggior tutela della mobilità dolce, come le corsie ciclabili e i controsensi permessi ai ciclisti. 

Quindi corsie ciclabili semplicemente disegnate, rifiutando l'idea che le corsie senza una separazione fisica possano essere poco rispettate.

Dobbiamo rinunciare all'idea che la segnaletica sia insufficiente a garantire sicurezza? Noi pensiamo che al contrario è venuto il momento, e crediamo che ormai ci sia la cultura giusta, per iniziare un nuovo percorso, non ci mancano né le possibilità, né l'intelligenza per uscire da comportamenti che per troppo tempo hanno condizionato le nostre vite.

Monza, come molte altre città, ha bisogno di una svolta decisa e radicale in tema di mobilità. Questo è il momento giusto. 

Massimo Benetti - Ufficio Stampa FIAB MonzaInBici

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Lunedì, 05 Agosto 2013 08:48

Palazzo Marino. Cortili aperti alle bici

Cortili aperti alle bici. Palazzo Marino scrive agli amministratori degli stabili milanesi per sollecitarli a far rispettare il diritto dei ciclisti a parcheggiare nella corte del condominio dove vivono o lavorano. Un’esortazione necessaria dopo le tante denunce di biker ai quali viene negata questa opportunità prevista invece dal regolamento edilizio, «interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica». Cortili liberi per le bici, quindi. Si vada oltre le lamentele di chi le bici sotto casa non le desidera proprio. «L’amministrazione riceve sovente lamentele di cittadini che si sono visti negare o limitare fortemente il diritto a depositare le biciclette nei cortili». La lettera scritta dall’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, parte da qui. La norma però prevede che «in tutti i cortili esistenti o di nuova costruzione debba essere consentito il deposito delle bici di chi abita o lavora ai numeri civici collegati al cortile». A meno che «si dimostri l’assenza di un cortile o altro spazio utile o di un vincolo storicomonumentalepaesaggistico che ne impedisca la realizzazione». Per rifiutare l’ingresso alla bici non basta «la presenza di fiori, posti auto, il fastidio di avere le bici sotto la finestra». Un obbligo di aprire alle bici, per le case ma anche per uffici e industrie, che «la nuova proposta di regolamento edilizio rafforzerà individuando anche uno standard numerico di stalli».

Fonte: milano.repubblica.it

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Per evitare traffico e pericoli le due ruote potrebbero percorrere strade sopraelevate già dal 2015. Sam Martin il landscape architect inglese ha immaginato una rete ciclabile sopraelevata di collegamento delle principali stazioni metropolitane londinesi. Un nuovo paesaggio urbano prenderebbe forma: strutture tubolari in vetro, prive di copertura, avvolgono una gabbia elicoidale la cui forma crea percorsi fluidi e dinamici che popolano tetti di edifici e vecchie linee ferroviarie.
Un percorso mozzafiato per gli estimatori della bellezza dei panorami, forse un po’ meno apprezzato per chi soffre di vertigini. Resta il fatto che la convenienza per gli users sarà anche, e soprattutto, economica: meno di una sterlina a tratta, ovvero meno della metà del costo del biglietto medio di metro o bus, su una pista destinata esclusivamente al traffico ciclistico.
Il sindaco Boris Johnson ha appoggiato con entusiasmo l’idea, e sta già lavorando al progetto del primo tratto che collegherebbe Stratford con la City - passando per le stazioni di Liverpool e Fenchurch Street - e che sarebbe inaugurato già nel 2015. La scelta di localizzare l’intervento nella east London non è casuale: il primo tratto potrebbe essere costruito sulla spinta della rigenerazione urbana che ha invaso la città prima e dopo le Olimpiadi del 2012. La nuova Cabinovia di Londra e’ un progetto ambizioso, inaugurato recentemente e capace di trasportare 2.500 passeggeri all’ora in un percorso di circa 1.100 metri e della durata di 5 minuti. La Cabinovia consente l’attraversamento facile e rapido del Tamigi per tutti i pedoni, inclusi anziani, disabili e ciclisti; si trova a 90 metri sul fiume, offrendo una vista spettacolare verso il Parco Olimpico.

Fonte: www.mentecritica.net

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Da settembre l’amministrazione del comune di Parigi imporrà il limite di velocità di 30 chilometri orari su un terzo delle vie urbane: una misura già sperimentata nell’aprile del 2012 nel 10° arrondissement. La notizia arriva mentre anche in altre città europee si raccolgono firme per il limite dei 30 chilometri orari.

Il limite di velocità per le automobili scenderà da 50 a 30 km/h nei pressi di 1300 scuole ed in 23 aree critiche come quelle intorno ai centri commerciali, università e zone pedonali. Ma non solo. In alcune aree considerate particolarmente a rischio il limite scenderà persino a 20 km/h. Praticamente bisognerà viaggiare con il piede fisso sul pedale del freno. La motivazione che sta dietro questa scelta la fornisce Julien Bargeton, responsabile della mobilità parigina: “Non vogliamo criminalizzare gli automobilisti,  ma fargli capire che non sono gli unici utenti della strada e che la nostra politica di riduzione del traffico privato individuale, dal 2001 a oggi, ha permesso di ridurre del 25% l’uso dell’auto. A 30 all’ora bastano 13 metri per fermarsi, a 50 ne servono il doppio e ovviamente aumenta il rischio di un incidente”.

Oggi, infatti, all’interno dei 20 arrondissement, il 60 % della popolazione si sposta a piedi, il 27% col trasporto pubblico, il 7% in macchina e il 4% in bici. “L’obiettivo – continua Bargeton – è quello di favorire la convivenza di differenti tipologie di utenti della circolazione, ridurre il rumore, lottare contro lo smog, favorire la sicurezza stradale proteggendo i più vulnerabili: a 30 all’ora bastano 13 metri per fermarsi, a 50 ne servono il doppio e ovviamente aumenta il rischio di un incidente”. E sempre a proposito di velocità, Delanoë ha chiesto al governo una modifica del codice della strada che gli consenta di abbassare la velocità sulle grandi arterie di scorrimento intorno alla capitale a 70 kmh.

Fonte: Comune-info.net

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Mercoledì 26 giugno alle 21 a Roma, incontro pubblico del gruppo interparlamentare per la mobilità nuova/ciclistica con le associazioni Fiab, Legambiente e #Salvaiciclisti.
L'iniziativa, che si terrà presso la sede dell'associazione umanitaria INTERSOS (via Aniene 26/A, nei pressi di Piazzale Fiume) è stato promossa dall'on. Paolo Gandolfi che, per il coordinamento dell'intergruppo, si avvale della collaborazione dei colleghi parlamentari Decaro, De Lorenzis, Pellegrino, Nardi per la Camera dei Deputati, e di Cotti e Vaccari per il Senato.
La delegazione FIAB, guidata dalla Presidente Giulietta Pagliaccio, sarà composta, tra gli altri, dal Vice Presidente Marco Gemignani e dal Responsabile Sicurezza Edoardo Galatola.
Tra i punti all'ordine del giorno: formulazione di una legge quadro nazionale sulla mobilità ciclistica partendo dall'esame dei disegni di legge già precedentemente presentati in Parlamento; modifica del Codice della Strada con l'introduzione di norme riguardanti la mobilità ciclistica e la sicurezza degli utenti non motorizzati; modifica della legge nazionale sull'infortunio sul lavoro con una norma che includa la tutela giuridica dell'infortunio in itinere in bicicletta, attualmente non prevista, come già proposto dalla FIAB con petizioni e campagne nazionali.
La Presidente FIAB Giulietta Pagliaccio dichiara: "Siamo particolarmente soddisfatti di questo incontro con il gruppo interparlamentare per la mobilità nuova e ciclistica, che aspettavamo, e che avremo insieme ad altre associazioni con cui abbiamo già condiviso l'organizzazione degli Stati Generali della Bicicletta tenutisi ad ottobre dello scorso anno a Reggio Emilia e con cui abbiamo elaborato i documenti conclusivi".
"Per la FIAB è importante - prosegue la Presidente Giulietta Pagliaccio - oltre a modificare il codice della strada per esempio con l'introduzione del limite dei 30 Km/h in ambito urbano, o della circolazione in bicicletta nei due sensi di marcia nelle strade a senso unico per le auto quando sussistano particolari condizioni, che a livello nazionale sia istituito un Servizio Nazionale per la Mobilità Ciclistica con specifiche competenze di promozione delle politiche di ciclabilità e di coordinamento tra le iniziative a diverso titolo svolte dai diversi Ministeri".
"Il capitolo finanziamenti - conclude la Presidente FIAB - è essenziale, infine, per il rilancio della mobilità in bicicletta e della sicurezza dei ciclisti. Va trovato sicuramente un meccanismo che assicuri annualmente risorse continuative a favore degli enti locali. Ma occorre pure accrescere la cultura tecnico-progettuale di chi, nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni si occupa di programmazione, pianificazione, progettazione, direzione lavori, affinchè la mobilità ciclistica sia vista non come aspetto optionale ma come parte essenziale di un sistema integrato di mobilità sicura e sostenibile".

Fonte: Fiab Onlus

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Uso della bicicletta nelle città portuali di Puglia e Grecia: infrastrutture e servizi per la ciclabilità. E' il tema che verrà sviluppato nell'ambito di un convegno internazionale su "Mobilità ciclistica: il progetto CIELO e le reti ciclabili euro-mediterranee", che si terrà a Bari, presso l'Hotel Palace, martedì 21 maggio a partire dalle  ore 09. 00.

L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto di cooperazione "CiELo" – (City-port Eco Logistics), finanziato con fondi del Programma di Cooperazione Territoriale Europea Grecia-Italia 2007-2013, cui aderiscono i comuni di Bari, Brindisi, Corfù (attraverso la "Corfu Municipality Sole Shareholder co. S.A.") e Patrasso (attraverso la "Patras Municipal Enterprise for Planning & Development S.A."), insieme all'Assessorato alle Infrastrutture, Mobilità e Lavori Pubblici della Regione Puglia.

Il convegno si propone di proiettare le attività locali di progetto in un sistema euro-mediterraneo di mobilità sostenibile in cui gli spostamenti in bicicletta, integrati al trasporto pubblico e collettivo, abbiano un ruolo sempre più centrale nelle politiche di governo del territorio.

Per i partecipanti al convegno che arriveranno in bicicletta, cicloposteggio gratuito nel garage dell'hotel.

Info

Raffaele Sforza

Regione Puglia

Ufficio Reti della Mobilità Sostenibile

A.P. Mobility Manager Aziendale

RUP Progetto CIELO

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tel.: +39 080 5405602

fax: +39 080 5405601

mob + 39 3200313836

Fonte: mobilita.regione.puglia.it

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