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Lunedì, 18 Febbraio 2013 10:55

INTERVISTA A STEFANO CASERINI

Di seguito la 6 intervista nell'ambito dell'iniziativa #ChiediloaFiab, a Stefano Caserini, sulla tesi n° 8 "Aria Clima, energia e mobilità ciclistica", la sesta delle 11 tesi congressuali discusse al Congresso Nazionale di Arezzo. Come anticipato, anche per la settima intervista (tesi n°4), la settimana prossima, è possibile inviare le domande per mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure attraverso Facebook, Twitter e Google Plus. L'argomento della tesi numero 4 è "Sicurezza stradale e scuola", relatore Germana Prencipe [Si prega di inviare domande attinenti all'argomento].

 

Si parla di utilizzo della bici in città per ridurre i costi legati alle emissioni e al traffico. Di quanti soldi si parla e su cosa oltre ai costi delle cure sanitarie, effettivamente, si risparmia?
Domanda troppo difficile, ci vorrebbero tre pagine per spiegarla in modo sensato

Come giudica gli effetti dell’introduzione dell’Area C a Milano sui tassi di inquinamento? E poi, c’è stato un effetto diretto anche sul numero di biciclette in circolazione? Potrebbe funzionare un esperimento del genere in altre grandi città come Roma, Torino o Napoli?
Area C è un provvedimento che riguarda una zona di circa 9 km quadrati della città; i suoi effetti sono importanti tanto più il traffico viene ridotto; è un provvedimento utile in una zona molto centrale e con tanti mezzi pubblici a disposizione, e in cui la bici può muoversi facilmente (nonostante la scomodità del pavé, in alcuni punti davvero fastidioso). La qualità del’aria a Milano dipende da emissioni in una scala più ampia, per cui Area C deve essere integrato con tante altre misure relative all’intera città, e non solo sul traffico.

Quanto contano domeniche ecologiche e targhe alterne? Non rischiano di essere iniziative fine a se stesse se non accompagnate da altri provvedimenti nel resto dell’anno?
I provvedimenti veramente importanti sono quelli strutturali. Le domeniche ecologiche hanno un valore più che altro culturale, nel mostrare un modo diverso di vivere la città. Le targhe alterne sono a mio parere inique, perché premiano chi ha più auto; non dobbiamo dimenticare che molte persone, che abitano in periferia o nell’hinterland, sono obbligate a usare l’auto da decennio di politiche urbanistiche scellerate.

Alcune ricerche diffuse da Fiab dimostrerebbero che in realtà gli automobilisti sono più soggetti all’inquinamento di chi usa la bici. Perché?
Quando succede, è perché chi sta in auto sta nel centro del traffico, a poca distanza dai tubi di scappamento. Però non si può generalizzare, perché alcune ricerche hanno mostrato che se l’auto ha un sistema efficiente di filtrazione dell’aria esterna, i livelli sono minori. 

Quali soluzioni sono più adatte per chi pedala in città per proteggersi dallo smog?
Scegliere percorsi alternativi alle vie principali, meno trafficati; stare lontano dal centro del traffico; non sostare dietro le auto e i ciclomotori. Certo, non sempre è possibile, e ci sono accorgimenti per aiutare i ciclisti che dovrebbero essere più diffusi, come gli spazi di sosta avanzati per le bici agli incroci. 

La Danimarca ha dichiarato di voler produrre la metà dell’energia dal vento entro il 2020 ed il 100% da fonti rinnovabili entro il 2050. Sono dati attendibili? Un caso in un Paese dove il 30% dei cittadini si sposta abitualmente in bici? E perché in Italia, dove sole e vento non mancano, obiettivi del genere non vengono nemmeno presi in considerazione?
In Danimarca la ventosità è superiore quella italiana; da considerare che in una gran parte dell’Italia del Nord, come la pianura padana, di vento ce n’è davvero poco. Come altri paesi nordici, la Danimarca ha investito seriamente sulle politiche ambientali, energetiche o dei trasporti, ne ha fatto un tema di modernità. Da noi la politica sull’energia è stata latitante o incoerente, spesso basata sull’improvvisazione. È mancata una strategia, per non dire una “visione”. 

Come afferma la tesi, l’Italia è fuori dai parametri di Kyoto proprio a causa delle emissioni di gas serra legate ai trasporti, che rappresentano il 25% di quelle totali. Quanto può contare la diffusione della bicicletta in ambito urbano nella diminuzione delle emissioni?
Può fare la sua piccola parte, che però ha tanti altri co-benefici. Con l’aumento dell’uso della bicicletta ci sono minori emissioni non solo di CO2, ma anche di polveri fini, ossidi di azoto e altri inquinanti. In più riduce l’inquinamento acustico, il consumo di combustibili fossili, fa bene alla salute, e alla vivibilità paesaggio. Insomma, la scelta di puntare sulla mobilità ciclistica non deve basarsi solo sulla CO2, perché allora altri interventi sono più convenienti e importanti. Ma se guardo nell’insieme i pro e contro, diffondere l’uso della bici nelle città diventa una delle soluzioni più vantaggiose. 

Proprio ieri il ministro Clini ha detto che è improprio parlare di crisi del settore, perché “siamo di fronte al superamento dell’età dell’auto”. Poi però aggiunge che “le auto vanno bene soprattutto per piccole e medie distanze”. Non è un po’ paradossale questo?

Penso che sia chiaro che la crisi dell’auto era inevitabile: non si poteva continuare a vendere auto in Italia come se fossimo negli anni ’70 o ’80. Ormai abbiamo un numero di auto ogni 100 abitanti che è ai primi posti a livello mondiale, farci stare più auto nelle città è un problema anche solo geometrico. 

Ultimamente sembra che la bicicletta non sia più il mezzo (solo) degli “ambientalisti”. Chi la riscopre per esigenze economiche, chi per fare attività fisica, chi semplicemente per piacere. E questo, tutto sommato, non è un bene?
Certo, la bici è e deve essere vista come uno degli ingredienti basilari della ricetta della mobilità sostenibile in Italia. È il mezzo di tutti o quasi. Ognuno ha i suoi motivi. È già così e non potrebbe essere diversamente.

Stefano Caserini, laureato in Ingegneria Ambientale, docente presso il Politecnico di Milano, è i fondatore e consigliere dell'associazione Fiab di Lodi "Ciclodi", ha di recente pubblicato il libro "Guida alle leggende sul clima che cambia", versione ridotta e a carattere più divulgativo del precedente "A qualcuno piace caldo", che tratta delle evidenze scientifiche e dei dubbi sul tema dei cambiamenti climatici.

 

Fonte: Alessandro Micozzi di fiab-onlus.it

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Argomento trattato:
Sabato, 16 Febbraio 2013 14:01

TORINO CAPOLISTA DEL PROGETTO EUROPEO OPTICITIES

La Città di Torino ha superato le selezioni per entrare a far parte del progetto europeo “Opticities”, grazie al quale potrà sperimentare servizi che integrano i dati della viabilità (traffico, limitazioni alla circolazione ed agli accessi delle auto) con quelli del trasporto pubblico, dei servizi per la mobilità ciclistica e del carpooling.

 

La Città di Torino ha superato le selezioni ed è in prima posizione per entrare a far parte del progetto europeo “Opticities”, grazie al quale potrà sperimentare servizi che integrano i dati della viabilità (traffico, limitazioni alla circolazione ed agli accessi delle auto) con quelli del trasporto pubblico, dei servizi per la mobilità ciclistica e del carpooling. 

La sperimentazione, che avverrà attraverso un navigatore multimodale, prevede il coinvolgimento di 150 persone a cui sarà affidato uno smartphone e che restituiranno dati e giudizi sul funzionamento del navigatore. 

Il valore aggiunto del progetto consiste nel mettere a sistema diverse fonti di dati, di garantirne qualità e aggiornamento e, dove possibile, aprire i dati a terzi in forma di “open web services”.

Il budget previsto per il progetto, a cui hanno lavorato oltre al Comune CSI, Politecnico e 5T è di 1 milione e 147 euro, 835 mila circa dei quali finanziati dalla Comunità Europea.

Opticities punta a supportare le città europee nell’affrontare la mobilità di persone e merci con particolare attenzione all’intermodalità e alle forme di trasporto alternative all’uso della propria auto quali il trasporto pubblico, l’uso della bicicletta, il car pooling ed altre: prevede anche lo sviluppo di forme di partenariato tra pubblico e privato e la sperimentazione di sistemi intelligenti di trasporto (ITS).

Le soluzioni saranno progettate e gestite secondo criteri di efficacia e di trasferibilità in altre città europee: i principali benefici attesi sono un minor uso dell'uso dell'auto privata, la riduzione delle emissioni di CO2, un minore inquinamento atmosferico, un uso più razionale e sostenibile dello spazio urbano e benefici economici per le imprese.

Il consorzio Opticities è costituito da 23 partner provenienti da 8 paesi dell’UE: comprende 6 città (Grand Lyon, Madrid, Torino, Birmingham, Wroclaw e Gothenburg) ed operatori del mondo della ricerca, della gestione dei sistemi informativi, del trasporto pubblico e dell’industria automobilistica.

 

Fonte: ecodallecitta.

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Con un'inchiesta parlamentare in corso in Gran Bretagna si parla molto di come il paese potrebbe aumentare l'uso della bicicletta. Il Direttore dello Sviluppo di ECF Kevin Mayne, veterano della bici, con una grande esperienza nel campo dell'advocacy, parlando alla stazione radio globale Monocle ha dato dei suggerimenti importanti.

articolo tradotto dal sito ECF "Want To Increase Cycling? You'll Need Money, Not Just Talk."

Perchè alcuni paesi riescono ad avere più di due terzi degli spostamenti in bici, mentre in certi altri solo pochi coraggiosi usano le due ruote ? E perchè il 40% dei bambini danesi vanno a scuola in bici, mentre negli USA, Australia e Gran Bretagna il loro numero non raggiunge neppure lontanamente il 10% ?

Parlando alla radio il direttore di ECF ha voluto condividere ciò che pensa.

«Il governo deve investire nella fiducia dei cittadini» ha detto Mayne. «Quando in Europa si chiede che cosa ha dato fiducia ai cittadini, la prima cosa è il fatto che le politiche per la bici sono sostenute in modo consistente e continuativo da soldi e non solo da parole. La bici è un mezzo di trasporto a tutti gli effetti. »

I paesi che hanno livelli importanti di spostamenti in bici investono soldi. Gli olandesi stanziano circa 25 Euro per abitante. Come minimo i governi nazionali e locali dovrebbero spendere il 10% del budget dei trasporti a favore della bici. Ma per spingere le persone ad usare la bici ci sono anche altri problemi da affrontare, come ad esempio l'uso dell'auto.

«Nessuno è riuscito a cambiare i comportamenti concentrandosi semplicemente sulla bicicletta. Si sono occupati delle abitudini degli automobilisti, si sono occupati di limiti di velocità... di strade in cui i bambini possano camminare e giocare» ha detto Mayne.

Mayne è ugualmente convinto che i governi nazionali debbano guardare anche a quale mezzo si usa per recarsi al lavoro. Durante la trasmissione anche Helle Soholte di Gehl Architects ha dato alcuni consigli utili.

«Non c'è un unico modello che funzioni in tutto il mondo», ha spiegato Soholte.

«Ma non c'è un urbanista del traffico che non sarà d'accordo con me su questo punto. Più strade si costruiscono, più le auto aumentano. Lo stesso vale per le infrastrutture per la bici. Se offriamo delle infrastrutture adatte per i ciclisti, avremo più ciclisti sulle strade».

Con l'inchiesta parlamentare in corso speriamo che le parole si trasformeranno in fatti, cioè una continuo flusso di soldi stanziati nei budget. Questo è ciò che farà la differenza tra il 2% di spostamenti in bici e il 20%.

(In Youtube l'intervista su Monocle Gobal Radio. Solo audio, in inglese).

Successivamente il sito Bike BIZ riporta che il Dft (Department for Transport) ha stanziato 62 milioni di sterline per la bici – questo è l'annuncio fatto dal Ministro dei Trasporti. Ma il British Cycling afferma «Una sterlina per persona non è sufficiente, ce ne vogliono 25».

Il Ministro dei Trasporti Norman Baker ha rivelato al Times che ulteriori 62 milioni di sterline saranno messi a disposizione per la bicicletta in Gran Bretagna. E' una manovra già annunciata e si presume che più soldi saranno stanziati quando in primavera David Cameron e Nick Clegg renderanno nota un'importante campagna per la bici.

Per quanto riguarda l'ultimo stanziamento le città potranno concorrere al fondo di 20 milioni di sterline per il miglioramento della sicurezza dei ciclisti. Ulteriori 32 milioni di sterline andranno al miglioramento degli incroci, per i parcheggi nelle stazioni ferroviarie e per itinerari ciclabili nei parchi. «Questo è l'investimento più importante per la bici che mai sia stato fatto» ha detto Baker al Times.

Il pacchetto principale riguarda il miglioramento della ciclabilità nelle città al di fuori di Londra. Il Ministro dei Trasporti ha detto che si aspetta di ricevere le richieste di finanziamento da parte delle municipalità entro l'estate.

«Siamo impazienti di dare il via. L'intenzione è di spendere questi soldi il prima possibile» ha affermato.

Il British Cycling ha accolto con soddisfazione il finanziamento, ma ha detto che si tratta ancora di una goccia d'acqua nell'oceano.

Martin Gibbs, direttore delle politiche e questioni legali di Bristish Cycling ha detto: «Bisogna dar credito a Norman Baker per questo ulteriore finanziamento per le infrastrutture per la bici, ma ciò di cui abbiamo bisogno è un investimento massiccio a lungo termine e una strategia che metta la bici al centro delle politiche dei trasporti.»

«L'investimento totale corrisponde a meno di una sterlina l'anno per abitante. Gli olandesi ne spendono 25 per persona e lo fanno da decenni. Abbiamo bisogno di arrivare a questi livelli di finanziamenti se vogliamo davvero fare decollare la bici in Gran Bretagna».

Pensate un po'. Un dibattito così da noi è pura fantascienza. In Italia per la mobilità ciclistica milioni di chiacchiere.

Fonte: Fiab onlus

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Un grande tubo sopraelevato, con pareti trasparenti, in cui percorrere in tutta sicurezza e fuori da smog e traffico fino a 10 chilometri con la propria bicicletta. È l'idea di un architetto americano, per ora solo un concept, applicabile al di sopra delle grandi arterie di trasporto urbano delle città più congestionate del mondo. Pensato per le metropoli sudamericane e statunitensi, il progetto potrebbe essere esportato anche in Europa, dove l'uso delle biciclette come mezzo di trasporto alternativo e a zero emissioni inizia a radicarsi nella cultura e negli usi quotidiani della popolazione.

ENERGIE ALTERNATIVE – Il Bicimetro Eco-bahn, dal nome tedesco ma dall'inventore americano, prevede una sorta di doppio binario soprelevato, protetto da un doppio tubo (per le due direzioni di marcia), fatto di acciaio e vetro, in cui salire usando apposite passerelle mobili, per percorrere poi fino a dieci chilometri all'interno del tunnel per sole bici. Ogni tunnel per ciclisti è areato, con stazioni di salita e discesa da studiare a seconda dei casi e delle città in cui viene costruito, e ogni meccanismo che necessita di energia (le passerelle, le porte, l'illuminazione per le ore notturne) funziona grazie a turbine a vento e pannelli fotovoltaici.

UN INVOLUCRO PROTETTO – Dalla parte di chi sceglie le due ruote ecologiche per spostarsi, la eco-ferrovia del Bicimetro potrebbe aiutare il ciclista regalandogli corsie riservate, la totale assenza di rischi di incidenti tra le auto, e giovando anche alla salute, permettendo di non respirare lo smog dei mezzi di trasporto a gas e benzina su strada. Ma per ora si tratta solo di un concept, appena presentato a Las Vegas dall'architetto Richard Moreta Castillo, che da molti anni lavora su progetti ecosostenibili per migliorare il panorama urbano delle grandi città. Originario di New York ma cresciuto a Santo Domingo, Moreta ha lavorato anche in Italia e Germania, ed è suo per esempio il progetto di città-container in aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto di Haiti del gennaio 2010.

L'IDEA DI NEW YORK – Per aiutare e incentivare l'uso delle bici per andare al lavoro, molte grandi città stanno studiando progetti per semplificare la vita ai ciclisti. È il caso di New York, dove lo scorso anno il Comune trasformò circa 200 vecchi parchimetri (oggi desueti e sostituiti con sistemi di pagamento computerizzati) in rastrelliere o pilastri cui poter legare il proprio mezzo senza rischiarne il furto. Qualche giorno fa, la stessa amministrazione comunale ha deciso di estendere il suo progetto coinvolgendo ben 12 mila piloni del parcheggio e la stessa idea sta ora contagiando altre città d'America.

Eva Perasso - Corriere della Sera

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Argomento trattato:
Giornata storica per la mobilità ciclistica nella Regione Puglia. Il Consiglio regionale con procedura d'urgenza, infatti, ha approvato con 44 voti favorevoli e 3 astensioni la proposta di legge sugli "Interventi per favorire la mobilità ciclistica" presentata tempo fa dal Consigliere regionale Antonio Decaro ed avallata dall'Assessore alle Infrastrutture strategiche e Mobilità della Regione Puglia Guglielmo Minervini che così si è espresso: "Abbiamo avvertito la necessità di mettere ordine in una materia, quella della mobilità ciclistica, che negli ultimi anni ha subito uno sviluppo tumultuoso."

Con questa legge, di fatto, si interviene su tre ambiti:

- organizzazione degli strumenti di pianificazione a vari livelli,

- classificazione puntuale delle diverse tipologie di infrastrutture ciclabili a disposizione dei Comuni

- incentivazione del lavoro culturale per promuovere l'utilizzo della bici negli spostamenti quotidiani.

agendo su due componenti complementari: la realizzazione di interventi infrastrutturali e la promozione di azioni di comunicazione, educazione e formazione.

L'aspetto pianificatorio parte dalla redazione del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC) coordinato con le norme statali già in vigore e con gli altri piani e documenti già approvati dalla Regione (Piano Regionale dei Trasporti, Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, Documento Regionale di Assetto Generale). Ogni Comune dovrà dotarsi di un Piano per la mobilità ciclistica. Tra gli interventi previsti per favorire la mobilità ciclistica di cui i Comuni dovranno farsi carico sono compresi, tra gli altri, la costruzione e dotazione di cicloposteggi attrezzati, liberi o custoditi, e di centri per il deposito, noleggio e la riparazione di cicli prioritariamente in corrispondenza dei centri intermodali di trasporto pubblico e presso strutture pubbliche, la messa in opera di segnaletica, verticale e orizzontale specializzata per il traffico ciclistico e di segnaletica integrativa dedicata agli itinerari ciclabili.

I Comuni dovranno destinare una quota non inferiore al 10 per cento dei posti auto previsti, adeguatamente attrezzata, al parcheggio di biciclette. Le stesse amministrazioni comunali dovranno inserire nei regolamenti edilizi norme per la realizzazione di spazi comuni negli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive per il deposito di biciclette. Sono previste anche attività di promozione, comunicazione, educazione, formazione, nonché servizi ai ciclisti e ai cicloturisti. Non potranno essere finanziate strade se le stesse non saranno dotate di adeguate infrastrutture ciclabili tali da consentire transito in bicicletta in condizioni di sicurezza.

In pratica, con questa legge la Regione Puglia è la prima e forse unica, finora, regione che recepisce concretamente i dettami del Codice della Strada.

(Roccaldo Tinelli - Presidente FIAB-Ruotalibera Bari)

Leggi il comunicato stampa di Fiab sulla nuova legge in Puglia.

 

Fonte: Fiab

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Appuntamento per il 10 dicembre al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo. Al centro, obblighi ed opportunità della Legge Regionale 27/2012.

 

Dopo lo slogan "L'Italia cambia strada" con cui si sono chiusi gli stati generali della bicicletta tenutisi di recente a Reggio Emilia, Fiab Toscana (coordinamento toscano della Federazione italiana amici della bicicletta) e Fiab Livorno invitano gli amministratori locali a passare all'azione.

Piani e strumenti per lo sviluppo della mobilità ciclistica nella nostra regione, saranno infatti al centro del Convegno "Lo sviluppo della Mobilità ciclistica Toscana. Le opportunità della Lr 27/2012" che si terrà a Livorno il prossimo 10 dicembre presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo.

«La Legge Regionale 27 del 6 giugno di quest'anno "interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica" - spiegano gli organizzatori - predispone interessanti risorse economiche e prescrive gli strumenti per ottenerle ed utilizzarle in modo efficace: i Piani della Mobilità Ciclistica di cui le amministrazioni locali, in particolare i Comuni, dovranno dotarsi e dovranno farlo, preferibilmente, in forma associata».

«Al di fuori della legge, continuano da Fiab, in Toscana ci sono più ragioni che rendono importante individuare da subito buoni piani e buoni progetti per realizzare una, non più rimandabile, rete ciclabile interconnessa e sicura».

L'orografia principalmente pianeggiante del territorio urbanizzato della Toscana, l'elevato numero di spostamenti intercomunali dei pendolari (studenti, lavoratori, utenti di strutture sanitarie, etc.), l'uso sempre crescente delle bicicletta -utilizzata oggi da oltre metà dei toscani-, le potenzialità del cicloturismo, la qualità del paesaggio toscano, il buon numero di progetti di grandi infrastrutture ciclabili regionali e nazionali che attraversano il territorio toscano quali la via Francigena, le Ciclopista del Sole, dell'Arno, dei due Mari e della Costa Tirrenica e, non ultime, le opportunità che la mobilità ciclistica offre per migliorare la mobilità urbana.

Al convegno, rivolto ai tecnici ed agli amministratori toscani, sarà presente come relatore anche Vincenzo Ceccarelli, Presidente della commissione Ambiente e Territorio della Regione Toscana e primo firmatario della Legge Regionale 27 2012.

Programma

Modera: Costantino Ruggiero. Past General Manager di Confindustria ANCMA

09.15 Saluti Istituzionali

Alessandro Cosimi. Sindaco di Livorno

Ass. Paolo Pacini. Provincia di Livorno - Agricoltura,Turismo, Pesca

Ass. Piero Nocchi. Provincia di Livorno - Prog. Territoriale, Trasporti, TPL, Porti

Ass. Maurizio Bettini. Comune di Livorno - Trasporti e mobilità.

09.50 Introduzione ai lavori

Luca Difonzo - Presidente Fiab Livorno.

10.00 Fondamenti ed obiettivi della legge

Vincenzo Ceccarelli. Presidente della 6° Commissione Regionale Territorio e Ambiente e primo firmatario della LR 27/2012.

10.30 La mobilità ciclistica nelle politiche dei trasporti regionali

Enrico Becattini. Dirigente Area di coordinamento Mobilità e Infrastrutture. Giunta Regionale Toscana.

11.00 Illustrazione della LR 27/2012: adempimenti e prospettive per la PA

Giovanni Cardinali. Coordinamento toscano Fiab.

11.30 Coordinamento tra la pianificazione regionale (PRIIM), provinciale e comunale della mobilità ciclistica

Sergio Signanini. Coordinamento toscano Fiab.

12.00 Piani comunali della mobilità ciclistica. Metodologie e risultati attesi.

Daniele Mirani. Simurg consulenze e servizi.

12.30 Approfondimenti e buone pratiche. Dibattito. Conclusioni

13.15 Buffet

Fonte: gonews

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Dopo gli stati generali della bicicletta tenutisi a Reggio Emilia (dove è stato coniato lo slogan "L'Italia cambia strada"), ed in seguito alla L.R. Toscana n. 27 del 6 giugno 2012 "Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica", Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) e Fiab Toscana invitano le amministrazioni locali a passare ai fatti.

 

A tal fine hanno organizzato il convegno "Lo sviluppo della Mobilità ciclistica Toscana. Le opportunità della Lr 27/2012" che si terrà a Livorno il prossimo 10 dicembre presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (Via Roma 234). «La legge predispone interessanti risorse economiche e prescrive gli strumenti per ottenerle ed utilizzarle i modo efficace: i Piani della Mobilità ciclistica- informano da Fiab - Le amministrazioni locali, in particolare i comuni, dovranno dotarsene e, preferibilmente, dovranno farlo in forma associata». In Toscana tra l'altro, al di la della legge, non si parte da zero spiegano dalla Federazione italiana amici della bicicletta.

L'orografia principalmente pianeggiante del territorio urbanizzato della Toscana, l'elevato numero di spostamenti intercomunali dei pendolari (studenti, lavoratori, etc..), l'uso sempre crescente delle bicicletta (oggi più della metà dei toscani la usa), le straordinarie potenzialità del cicloturismo, la qualità del paesaggio toscano, il buon numero di progetti di grandi infrastrutture ciclabili regionali e nazionali che attraversano il territorio toscano (via Francigena, Ciclopista del Sole, Ciclopista dell'Arno, Ciclopista dei due Mari e Ciclopista della Costa Tirrenica) e le straordinarie opportunità che offre la mobilità ciclistica per migliorare la mobilità urbana, «sono alcuni dei motivi per i quali è importante procedere da subito. Servono buoni piani e buoni progetti per creare una, non più rimandabile, rete ciclabile interconnessa e sicura», hanno concluso da Fiab.

Programma

Modera: Costantino Ruggiero. Past General Manager di Confindustria Ancma

09.15 Saluti Istituzionali

Alessandro Cosimi. Sindaco di Livorno

Ass. Paolo Pacini. Provincia di Livorno - Agricoltura,Turismo, Pesca

Ass. Piero Nocchi. Provincia di Livorno - Prog. Territoriale, Trasporti, TPL, Porti

Ass. Maurizio Bettini. Comune di Livorno - Trasporti e mobilità.

09.50 Introduzione ai lavori

Luca Difonzo - Presidente Fiab Livorno.

10.00 Fondamenti ed obiettivi della legge

Vincenzo Ceccarelli. Presidente della 6° Commissione Regionale Territorio e Ambiente e primo firmatario della LR 27/2012.

10.30 La mobilità ciclistica nelle politiche dei trasporti regionali

Enrico Becattini. Dirigente Area di coordinamento Mobilità e Infrastrutture. Giunta Regionale Toscana.

11.00 Illustrazione della LR 27/2012: adempimenti e prospettive per la PA

Giovanni Cardinali. Coordinamento toscano Fiab.

11.30 Coordinamento tra la pianificazione regionale (PRIIM), provinciale e comunale della mobilità ciclistica

Sergio Signanini. Coordinamento toscano Fiab.

12.00 Piani comunali della mobilità ciclistica. Metodologie e risultati attesi.

Daniele Mirani. Simurg consulenze e servizi.

12.30 Approfondimenti e buone pratiche. Dibattito. Conclusioni

13.15 Buffet

Fonte: Fiab

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Argomento trattato:
Fornire una base-dati utile a supportare e orientare gli Enti Territoriali nella progettazione di infrastrutture e servizi a favore della mobilità ciclistica: è questo lo scopo del Primo Rapporto Annuale degli interventi a favore della mobilità ciclistica in Lombardia.

 

Le attività di Rilevamento delle Infrastrutture e dei servizi per la mobilità ciclistica avranno una cadenza annuale dal 2012 al 2015 e daranno la possibilità, da un lato, di verificare quante risorse economiche vengono messe in campo dagli Enti pubblici per il potenziamento dei percorsi ciclabili in Lombardia, dall'altro, di orientare le scelte future di tutti i soggetti territoriali per la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili che trova, nella dorsale degli itinerari regionali, la sua "ossatura" principale.

Il Progetto per il Rilevamento Infrastrutturale e dei servizi è stato coordinato dalla Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità in collaborazione con la Sede Territoriale di Varese, che ha svolto il ruolo di raccordo con tutte le altre Sedi Territoriali.

Il Coordinamento regionale FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) ha messo a disposizione le proprie persone e competenze per la predisposizione della scheda di rilevazione, per la raccolta, sistematizzazione, lettura dei dati da elaborare.

 

Per consultare il rapporto completo (formato PDF) della Regione Lombardia clicca qui

Fonte: Fiab-onlus

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Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale per una nuova figura professionale:

 

Promotore della Mobilità Ciclistica

La mobilità ciclistica, un tema complesso ed articolato

In Europa la bici assieme al trasporto pubblico sta diventando l'elemento centrale, la sfida per migliorare la qualità dell'aria, la vivibilità dei centri urbani e per modificare la mobilità spesso impostata sull'uso dell'auto privata sia in ambito urbano che tra centri abitati diversi.

Anche il turismo vede nella bici una risorsa ormai affermata per alleggerire la congestione dei centri turistici principali, inoltre attraverso il cicloturismo itinerante favorire le economie locali minori oppure attraverso la pratica del ciclismo sportivo, della mountain bike e del cicloturismo stanziali su area ristretta ma pregevole, aumentare in modo consistente le presenze turistiche di un territorio elevando in nodo importante i corrispondenti fatturati.

La promozione della mobilità ciclistica necessita di azioni costruttive, come la messa in sicurezza di percorsi, piste ciclabili, zone 30, e di allestimento di servizi, come bici-stazioni, noleggi e bike sharing, fino alla realizzazione di segnaletica di indirizzamento turistico accompagnata da relative cartografie specifiche.

Le predette azioni di tipo "hard", devono essere accompagnate da altrettante e sofisticate azioni di tipo "soft" finalizzate a cambiare atteggiamenti, stili di vita, scale di valori personali. Queste azioni ed interventi sono spesso dimenticati o non intrapresi con la necessaria determinazione per valorizzare con un effetto di rimbalzo le citate azioni costruttive e di attivazioni di servizi.

I benefici di un miglioramento della mobilità ciclistica ricadono sul clima, sull'inquinamento e sulla salute delle persone e delle città.

Figura professionale sue competenze, aspetti formativi e sbocchi professionali

La figura professionale che si individua viene chiamata Promotore della Mobilità Ciclistica.

Le conoscenze necessarie sono fortemente multi disciplinari in quanto il soggetto deve padroneggiare le seguenti competenze con una specificità mirata alla promozione della bicicletta e soprattutto arricchite da una forte motivazione personale al tema:

- aspetti di tipo tecnico:

- una significativa esperienza personale diretta di fruizione di sistemi di mobilità ciclistica con relativi servizi, in ambiti urbani ed extraurbani di qualità effettuata in contesti europei evoluti;

- problemi climatici, ambientali, energetici e della salute;

- codice della strada, percorsi e piste ciclabili, zone 30, loro pianificazione in area ristretta, (quartieri), vasta (province o insieme di comuni o ambito regionale);

- principi generali e specifici della mobilità urbana, PUM, PUT, PPTU, modal spit, azioni di mobility managment;

- servizi integrativi alla rete ciclabile come intermodalità con treno (di interscambio e di trasporto all'interno della carrozze), ciclostazioni, ciclonoleggi, bike sharing;

- la bici, postura, ergonomia e allenamento

- aspetti di tipo gestionale - commerciale:

- cicloturismo e servizi annessi, pianificazione e organizzazione di prodotti turistici e reti di percorsi cicloturistici differenziati per tipo di utente/mezzo, bici da corsa, cicloturismo, mountain-bike, (ognuno di essi con i diversi gradi di difficoltà e di prestazione sportiva richiesta), sistemi cicloturistici adatti a famiglie, ciclisti poco esperti o allenati; redazione ed esecuzione di piani di segnaletica di indicazione e produzione di cartografie specifiche;

strategie di marketing cicloturistico;

- aspetti di tipo formativo - comunicativo:

- processi formativi e di comunicazione, azioni di base nelle scuole elementari, medie, superiori e università, mobility manager scolastici, ed aziendali;

- tecniche di comunicazione persuasiva ed emozionale a mezzo carta stampata, filmati, web e spazi pubblicitari;

- spiccata capacità relazionale, di lavorare in gruppo, di fare rete, di distribuire e raccogliere materiali e collaborazioni

La figura professionale del promotore della mobilità ciclistica non ha provenienza da un curriculum scolastico particolare, ma viene formata sia in aula che sul campo attraverso una fase di approfondimenti interdisciplinari che gli consentiranno di operare mediante le diverse modalità applicative possibili.

Sbocchi professionali; per promuovere anche in Italia una mobilità ciclistica di livello europeo, sia urbana, che di area vaste e di tipo cicloturistico, è necessario oltre ad una volontà politica chiara che metta a disposizione fondi dedicati, anche di una rete di figure competenti che attivino le azioni: Sarebbe necessaria una Direzione generale per la mobilità ciclistica a livello centrale – ministeriale, Uffici regionali di pianificazione degli interventi e individuazione delle priorità da finanziare, uffici a carattere provinciale o comunque di bacino-area vasta per le pianificazioni intermedie fino agli Uffici comunali che dovranno contenere uno specifico ufficio per la mobilità ciclistica con finzione di pianificazione e costruzione di interventi, manutenzione, promozione e che si interfacci con gli uffici educazione e per la promozione della salute.

Oltre a tutti questi ambiti definibili "pubblici" esistono poi gli impieghi privati nell'ambito della progettazione delle infrastrutture, negli ambiti del marketing e comunicazione, ne cicloturismo e nel modo educativo attraverso studi professionali tecnici, di comunicazione o cooperative di servizi.

I laureati in scienze motorie potrebbero essere interessati come promotori di sport ed attività outdoor che oggi sono in crescita

Direttore

Prof Federico Schena, Professore Ordinario, Vicepreside Facoltà di Scienze Motorie

Dipartimento promotore

Scienze neurologiche, neuropsicologiche, morfologiche e motorie dell'Università di Verona -

Approvato con nota del Direttore del Dipartimento del 14 maggio 2012.

maggiori info Università di Verona

http://www.univr.it/main?ent=offerta&fac=8&tcs=P

Fonte: FIAB

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Il Consiglio regionale della Toscana ha licenziato, all'unanimità, la proposta di legge regionale a favore dello sviluppo della mobilità ciclistica e della realizzazione della rete ciclabile regionale. 
La nuova legge, attesa da anni dalla FIAB, promuove in concreto l'utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto. Il testo, già approvato all'unanimità dalla commissione consiliare Mobilità e Infrastrutture, intende diffondere l'uso della due ruote attraverso interventi infrastrutturali su tutto il territorio regionale, individuando la bicicletta quale mezzo di trasporto alternativo a quelli motorizzati e come mezzo di prevenzione sanitaria e di socialità 
Ad illustrare la proposta di legge in Aula consiliare è stato Fabrizio Mattei, Pd, presidente della commissione Mobilità ed Infrastrutture. "Questa legge ha affermato Mattei è volta a realizzare obiettivi di intermodalitâ, tesi a favorire una migliore fruizione del territorio e uno sviluppo infrastrutturale con valenza anche in ambito sanitario, sociale, turistico e sportivo". "Inoltre - ha proseguito il presidente - la legge intende garantire lo sviluppo in sicurezza dell'uso della bicicletta sia in ambito urbano che extraurbano, attraverso la realizzazione di una rete ciclabile regionale e le relative infrastrutture. 
Il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia dichiara: "La Toscana è fortemente impegnata in politiche di mobilità ciclistica, anche grazie al lavoro di sensibilizzazione delle istituzioni da parte del nostro coordinamento regionale che ha trovato nella Regione Toscana, sia in Consiglio che in Giunta, una particolare attenzione al tema delle reti ciclabili. Siamo certi che questa nuova legge spronerà anche altre Amministrazioni regionali a seguire la stessa strada." 
Il provvedimento legislativo prevede un finanziamento di 2 milioni di euro già per il 2014. A partire dal 2015, è previsto lo stanziamento di non meno dell'8% delle risorse destinate dalla Regione alla modernizzazione delle infrastrutture e all'efficienza del sistema regionale dei trasporti. Tra gli obiettivi strategici, si individuano il potenziamento e la messa in sicurezza delle piste ciclabili in città e la loro messa in connessione con il sistema della mobilità per creare percorsi extraurbani protetti e dedicati alle due ruote.
Gli interventi per la mobilità ciclistica possono comprendere la realizzazione di sottopassi e sovrappassi ciclabili e ciclopedonali, dotazioni infrastrutturali utili alla sicurezza del traffico ciclistico e motorizzato, la costruzione e dotazione di parcheggi attrezzati, liberi o custoditi, e di centri di noleggio riservati alle biciclette, la messa in opera di segnaletica, verticale e orizzontale, specializzata per il traffico ciclistico.
Lello Sforza
Ufficio Stampa FIAB onlus
(Federazione Italiana Amici della Bicicletta)
Tel. +39 3200313836
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