Venerdì, 16 Dicembre 2022 10:33

Piano Generale della Mobilità Ciclistica

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Foto di Patrick Hendry su Unsplash Foto di Patrick Hendry su Unsplash Foto di Patrick Hendry su Unsplash

Approvato dal precedente MIMS – Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, ora MIT - Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, il Piano Generale della Mobilità Ciclistica rientra nel progetto di realizzazione del “Sistema Nazionale della Mobilità Ciclistica” (SNMC).

Di durata triennale, orienta gli obiettivi distinguendo l’ambito urbano e metropolitano da quello extra-urbano, per ciascuno dei quali sono stati definiti i traguardi da conseguire annualmente e sono stati distribuiti i finanziamenti, pari, nel totale, a 943 milioni di euro già assegnati, su quasi 1,2 miliardi.

Il documento del piano, consultabile a questo link, prevede molteplici punti che vanno a toccare i diversi ambiti del progetto generale di promozione dell’uso della bici sul territorio italiano e di sviluppo di infrastrutture adeguate.

Permette inoltre di leggere la situazione attuale, confrontata con gli anni passati, relativa all’uso della bicicletta, all’incremento di servizi che lo favoriscono nelle aree urbane, alla sicurezza stradale dei ciclisti.

La finalità del Piano è quella di rendere, ad ogni livello, la mobilità ciclabile una componente fondamentale del sistema modale sostenibile per l’Italia, con caratteristiche di accessibilità, efficienza trasportistica ed economica, positivo impatto ambientale, strumento ad ampia accessibilità sociale e a basso costo economico.

Gli interventi sono distribuiti su tutto l’ampio raggio di settori e aspetti che verrebbero interessati da un’intensa incentivazione della mobilità ciclistica e prevedono un ripensamento delle abitudini e dello spazio cittadini. Gli obiettivi fissati mettono in evidenza la portata che un suo incremento comporterebbe a livello logistico, ambientale, economico, sociale. 

Tra questi, la promozione di un cambio di mentalità che in maniera trasversale arrivi ad affermarsi per tutta la popolazione, mettendo in luce i vantaggi che la bici offre sia all’individuo che alla comunità; interventi mirati verso un modello della condivisione della strada, passando attraverso regole chiare; una riduzione della velocità in ambito urbano (“Città 30 km/h”) e una redistribuzione equa dello spazio pubblico; lo sviluppo di collegamenti efficienti tra le aree più frequentate delle città (scuole, università…) e le reti di mezzi pubblici, presso i quali si intende assicurare la possibilità di portare con sé la propria bici; la realizzazione di ciclovie turistiche nazionali integrate con i sistemi ciclabili urbani per favorire un cicloturismo attraverso il quale poter raggiungere e visitare in maniera comoda, piacevole ed ecologica le bellezze locali e nazionali.

Redazione 

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