Martedì, 18 Ottobre 2011 09:16

I CALANCHI DELLA VAL LEMME. Arquata Scrivia

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Lunghezza: 30 Km circa
Asfalto/Sterrato: 27/3 Km circa (90/10 %)
Dislivello: 1050m circa
Quota Max: 600m
Tempo di percorrenza: 4h
Cartografia:
Difficoltà: MC – BC/MC
Ciclabilità: 97%

Periodo Consigliato: Primavera e Autunno (da evitare dopo periodi di pioggia prolungati)

 

Bellissimo itinerario che abbraccia una vasta zona della Val Lemme, in mezzo a boschi di castagni e di conifere, calanchi suggestivi e sentieri poco frequentati.

Quasi totalmente pedalabile ad eccezione di un paio di tratti molto ripidi e con fondo molto sconnesso.

E’ una gita che richiede un discreto allenamento a causa dei continui saliscendi e per la presenza di diverse salite lunghe ed impegnative, di contro non richiede particolari doti tecniche e può essere percorso con bici Front e Full (anche se con quest’ultima tipologia di bici il divertimento è maggiore). Da non affrontare dopo periodi di pioggia prolungata a causa della conformazione del suolo: tufo e argilla lo creano un fango terribile e colloso.

 

Avvicinamento:

Dal Casello di Vignole Borbera/Arquata andare a destra, passare il ponte sul Torrente Scrivia e arrivare all’incrocio, da lì andare a sinistra direzione Genova una volta arrivati nedi pressi del supermercato UNES (sinistra) parcheggiare vicino al negozio LA BICI.

 

Itinerario:

Dal parcheggio si passa davanti al negozio LA BICI e si imbocca il Viale Italia, alla fine girare a destra in Via Libarna e oltrepassare la Piazza dei Caduti per poi svoltare a destra in Via Montaldero (indicazioni per l’omonimo Santuario) che diventa sterrata in corrispondenza di un maneggio. Ora la salita si fa un pochino più accentuata ma sempre su fondo regolare, ignorare il primo bivio che sale a sinistra (WP02) e che porta al Santuario di Montaldero. Si arriva ad un quadrivio (WP04) e prendiamo la strada che sale a sinistra (cartello sentiero E1) inizialmente pedalabile anche se con forte inclinazione poi a causa del fondo molto sconnesso è necessario scendere e spingere (questo è il primo dei due tratti impedalabili a causa del fondo sconnesso). L’ultima parte di questa salita, indicativamente 100/150m ripermettono di salire in sella e ci fanno collinare vicino ad un pilone dell’alta tensione (sx). Da qua inizia un interessante single track nel bosco con divertenti saliscendi e un punto panoramico sul paese di Rigoroso (WP05) che ci porterà alla fine del bosco ad immetterci, dopo una splendida discesa, in una strada sterrata.

Proseguiamo a destra, sempre seguendo il segnavia E1, trovando il secondo tratto non pedalabile totalmente nei pressi di una cascina diroccata. Al termine del bosco incontriamo un prato sulla sinistra che verrà raggiunto individuando una piccola traccia di sentiero (WP06) sulla sinistra, lo prendiamo e dopo aver percorso il prato ci immettiamo in un sentiero dove andremo a sinistra. Altro bel single track in falsopiano con diversi sassoni da oltrepassare nei punti più bassi.

Quando arriviamo alla Chiesa non prendiamo la strada che scende a destra (case) ma continuiamo sul sentiero che passa alla destra della stessa (ignorando le diramazioni), altro single track senza particolari difficoltà che ci condurrà ad un tratto in discesa in mezzo ai calanchi: attenzione al fondo sconnesso e alla discreta esposizione a cui si è sottoposti. Alla fine della discesa una strada in mezzo al prato che non presenta nessuna difficoltà. Arrivati alle case si prosegue fino alla strada asfaltata girando a destra in direzione del paese di Sottovalle fino a raggiungere una fontana (WP07) giriamo a sinistra e poi subito a destra iniziando a salire prima su fondo asfaltato e poi su fondo ghiaioso, incontrando sulla destra prima degli orti e poi un prato delimitato da grosse pietre. Al primo bivio saliamo a sinistra (WP08) anche se si potrebbe continuare diritti ma ci toglieremmo una parte del divertimento…

Incomincia un’altra salita totalmente pedalabile per i più allenati, prima dolce e poi a tratti molto dura, che ci condurrà ad un altro single track favoloso in mezzo al bosco. Occorre fare attenzione a non prendere il sentiero verso sinistra con segnavia 3 che vi porterebbe a Borassi. Si esce dal bosco per poi rientrare dopo poco. Qua non si può sbagliare e dopo una prima parte di saliscendi non faticosi incontriamo l’inizio della discesa, in mezzo alla pinetaia, abbastanza ripida con fondo sassoso da affrontare in modo controllato vista la numerosa presenza di dossi taglia-acqua. Stare attenti nei pressi di una tornante a non continuare diritti (WP10).

Alla fine della discesa arriviamo sulla strada asfaltata che scende da Sottovalle e oltrepassato il torrente Lemme, saliamo leggermente e all’incrocio giriamo a destra entrando nel paese di Carrosio percorrendo la Via Odino (Acqua WP11) dove al termine della discesa svoltiamo a destra (WP12 indicazioni campo sportivo) riattraversando il torrente; l’asfalto finisce e lascia spazio nuovamente allo sterrato. Al primo bivio andiamo a sinistra (WP13) dove la strada inizia a salire prima in modo graduale e poi in modo deciso, dove solo i più allenati aiutati anche da un fondo ottimo riusciranno a non scendere dalla bici, per fortuna la sua parte finale si addolcisce e ci permette di arrivare al WP14 in sella. Siamo ora sul sentiero del Piona (che inizia da Gavi), andando a sinistra andiamo a Gavi noi invece proseguiamo a destra (fondo buono). Questa parte di sentiero è caratterizzato da diversi saliscendi in mezzo al bosco, incontriamo anche una parte rocciosa molto divertente dove possiamo scegliere se salire sfruttando la roccia o un nuovo sentierino sulla destra. In cima ad una salitella incontriamo un bivio (andando a sinistra ritorneremmo al paese di Sottovalle) dove si prosegue diritto per iniziare una discesa, il fondo non è dei migliori ma non presenta grosse difficoltà tecniche.

Alla radura altro bivio dove noi prenderemo la strada che sale un pochino verso sinistra. Ha inizio qua l’ennesimo single track prima sul crinale,poi nel bosco e nei calanchi caratterizzato da diversi salti e saltini. Prestare attenzione al fondo che, soprattutto nel finale della discesa, è molto sdrucciolevole. Arriviamo alle prime case di Pratolungo dove occorre moderare la velocità, scendiamo ora su asfalto e arriviamo al cimitero, all’incrocio si va a destra fino ad arrivare al cartello Vignar (WP16); svoltiamo a sinistra su fondo ghiaioso, inizia qua l’ultima salita che ci condurrà prima alla cascina diroccata che si vede sulla verticale del nostro percorso e poi al quadrivio incontrato all’inizio del giro (WP04). E’ l’ultima salita dura ma totalmente pedalabile sempre se allenati. Arrivati al quadrivio prendiamo la strada alla nostra sinistra (andando diritti ripercorremmo la strada fatta all’andata ma ci perderemmo l’ultimo bellissimo single track), ancora qualche piccolo strappo in salita e poi una lunga discesa verso Arquata; qualche toboga, alcuni saltini e tanto tanto divertimento. Attenzione che quando il sentiero diventa strada (via Carrara) non è inusuale incontrare cavalli ed escursionisti, si raccomanda di tenere un’andatura sempre controllata. La strada continua a scendere ma ritorna asfaltata e dopo essere transitati vicino alla Torre del Castello incontriamo le prime case del paese e sbuchiamo nuovamente in via Libarna (già percorsa all’andata).

Ora la traccia gps ripercorre la strada in senso inverso, però tenendo conto che è a senso unico converrebbe individuare la via San Gerolamo e prendere la SS35 (andare a sinistra direzione Serravalle). In breve in ogni caso si ritorna al punto di partenza.

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