Vi presentiamo questo gadget che chiaramente non può e non deve andare a sostituire le azioni che dovrebbero mettere in campo le istituzioni preposte, però aiuta il ciclista a rendere il suo percorso più sicuro.
In collaborazione con Città di Ebla, Fiab - Amici della Bicicletta di Forlì, Rivista Questa Città, Sun. Set., Cooperativa sociale Tangram, Diagonal Loft-Club, Regnoli 41, Rivista Sei Gradi.
Gli interventi artistici, coordinati dall'artista Patrizia Giambi, sono a cura d
i Nicola Galli, Luca Freschi, Patrizia Giambi, , Matteo Lucca, Mala. Arti Visive, Filippo Pantieri, Stefano Ricci, Giovanna Sarti, Francesco Selvi, Giulio Vesprini, Federica Zucchini.
Programma
** Sabato 8 settembre 2012 ** (in caso di maltempo 15 settembre)
CICLI INDECISI 2012
ore 15.00 > ritrovo presso ex Stabilimento Atr, piazzetta Savonarola - Forlì
A seguire inizio percorso cicloturistico attraverso gli spazi indecisi di Forlì, con soste e happening in alcuni di questi:
> Fornace Maceri Malta
> Palestra di Campostrino
> Foro Boario
> Convento Santa Maria della Ripa
> Zuccherificio Eridania
ore 20.00 > apertura e serana in Arena Forlivese, via g. Regnoli - Forli
Sybiann + Dead Albert Chestnut in concerto
Proiezione doc "Lavori in Trascorso" a cura di Sun. Set., Rivista Questa Città e Spazi Indecisi
Aperitivo a cura Diagonàl Loft Club
** Domenica 9 settembre 2012 **
WORK-SHOW "Le Mappe dell'Abbandono italiane. Obiettivi e possibili strategie comuni"
Workshop con realtà associative provenienti da tutta Italia che si occupano di valorizzazione, attivazione di spazi ai margini.
ore 11.00 > ex Stabilimento Atr, piazzetta Savonarola - Forlì
Partecipano:
> Temporiuso (Milano)
> Catalogo Spazi Opportunità (Trieste)
> Ri-Fabbrica (Liguria)
> Planimetrie Culturali (Bologna)
> Ri-generazione Urbana (Ferrara)
> Primule e Caserme (Friuli Venezia Giulia)
> La mappa dell'abbandono (Toscana)
Moderatore: Giacomo Zaganelli, Mappa dell'Abbandono - :esibisco. , Berlin / Firenze
+++more info: http://www.spaziindecisi.it/
2.556 ciclisti e 7.625 pedoni uccisi sulle strade italiane è il tragico bollettino degli ultimi 10 anni di quella che sempre più somiglia ad una guerra.
Per porvi freno, il movimento #salvaiciclisti ha oggi lanciato una petizione on line (change.org/30elode) indirizzata ai presidenti di Camera e Senato, al presidente della Commissione Trasporti alla Camera, Mario Valducci e, per conoscenza, ad altri parlamentari ed esponenti del panorama politico italiano per chiedere la riduzione dei limiti di velocità massima all’interno delle aree residenziali a 30 km/h ad eccezione delle arterie a scorrimento veloce.
“30 km/h significa offrire l’opportunità a chi conduce dei veicoli motorizzati di reagire prontamente ed evitare gli impatti che si possono verificare in strada: bambini che giocano, pedoni , ciclisti o anche animali che attraversano all’improvviso.”si legge sul sito del movimento che si batte per una mobilità che rimetta al centro le persone.
La richiesta dei 30 km/h è uno dei punti fondanti del manifesto di #salvaiciclisti e dell’iniziativa “Caro Sindaco” che lo scorso febbraio generarono grande dibattito sui social media e portarono 63 senatori e i sindaci di oltre 100 città ad aderire alle richieste del movimento.
Oltre all’annuncio del lancio della petizione, sul sito del movimento è stata anche inserita una presentazione che include un sunto della letteratura scientifica disponibile, delle esperienze provenienti nel resto del mondo e una confutazione punto per punto dei soliti pregiudizi che solitamente circondano la mitigazione del traffico.
Sfogliandola si ha la possibilità di scoprire che ogni morto sulle strade costa mediamente alla società oltre 1,3 milioni di euro e che, riducendo la velocità a 30 km/h, oltre a dimezzare il numero di morti e feriti in città, sarebbe agevolato anche lo sviluppo dei bambini, ormai impossibilitati a vivere la strada. Per contro, i tempi di percorrenza media per gli automobilisti aumenterebbero di appena il 3%.
“Uno degli obiettivi – fanno sapere dal movimento – è instaurare un dibattito sano e scevro da pregiudizi infondati riguardo al tema della sicurezza sulle nostre strade anche in vista della Settimana Europea della Mobilità che si terrà dal 16 al 22 settembre”
La petizione lanciata dal movimento #salvaiciclisti segue di pochi giorni l’annuncio della sperimentazione del limite di 30 km/h all’interno della cerchia dei navigli nel Comune di Milano. Tutto lascia credere che il dibattito in proposito sarà molto acceso e che il Parlamento italiano dovrà presto o tardi schierarsi.
Per seguire la vicenda su twitter, l’hashtag di riferimento è #30eLode
Un giorno stavo guardando un documentario che descriveva il processo di assemblaggio di un jumbo jet e uno gli ingegneri stava spiegando che sapeva di essere sulla buona strada quando qualcuno gli rispondeva che quello che stava facendo era 'impossibile'. Questa frase mi ha convinto a sperimentare con diversi materiali e tipologie di cartone, per rendere il mio prototipo affidabile e robusto.
Sembra una storia inventata e non lo è. Izhar Gafni, soldato nel kibbutz di Bror Negev, ha ideato la prima bicicletta interamente realizzata in cartone. Il prezzo di produzione è bassissimo (si aggira tra i 9 e i 12 dollari) quindi il prezzo di vendita potrebbe portare a una spesa tra i 60 e i 90 dollari, in base alla quantità dei – pochi – componenti aggiuntivi. Verrà avviata la commercializzazione? Per ora Gafni è alla ricerca di un investitore...
fonte: Designer Blog