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16-02-2012

Consigli agli Automobilisti per Condividere la Strada con le Biciclette

Cerchiamo di capire cosa può fare chi è al volante per rispettare e tutelare chi con lui condivide la strada. A leggerle bene si tratta di accortezze scontate, dettate soprattutto dal buon senso.

Ricordare sempre che una macchina pesa due tonnellate o giù di lì, mentre una bicicletta spesso e volentieri nemmeno 20 chili.

In qualsiasi scontro, il ciclista perde sempre, non c'è collisione in cui ne esca meno ferito.

LEGGE

Rispettare i diritti di chi va in bicicletta: visto che a volte non viene considerato nemmeno un utente legittimo della strada (un classico esempio è la frase "vai sulla ciclabile").

La bicicletta è considerata dal Codice della Strada un veicolo ed ha pieno diritto di stare sulla carreggiata.

SVOLTE

Usare le frecce, in particolare nelle svolte a destra, perché altrimenti se il ciclista è indietro ma in una posizione poco visibile dallo specchietto per lui sarà impossibile accorgersi dell'auto e si rischia di tagliargli la strada o peggio investirlo.

DISTANZA

Mantenere una distanza di almeno un metro e mezzo da chi è in bici. Fissare bene questa regola e renderla un'abitudine abbasserà senz'altro le probabilità di colpire il ciclista.

Sarebbe poi gradito rallentare, invece di sorpassare in fretta e furia, risparmiando così qualche spavento.

ATTENZIONE

Guardare la strada e mantenere la concentrazione. Si sa, a volte l'automobile si guida un po' "per inerzia", non ci si rende conto ed è un'azione meccanica. La maggior parte degli automobilisti che investe un ciclista dichiara di non averlo visto arrivare.

Per questo si chiedono le cosiddette zone 30, in cui circolare insieme ed in sicurezza biciclette, pedoni e certamente anche automobili. Quello che si sta chiedendo in fondo è una pacifica convivenza.

REGOLE

Guardare indietro o almeno allo specchietto prima di aprire lo sportello per uscire dall'auto, e questa è una delle pratiche che chiunque abbia sostenuto un esame per la patente dovrebbe ricordare...

Eppure incidenti di questo tipo sono ancora troppo frequenti, l'ultimo qualche settimana fa a Milano dove ha perso la vita Giacomo.

Anche se la bicicletta proviene a 20 km/h l'impatto è violentissimo. E chi è in bici non ha alcun modo di accorgersi dell'apertura dello sportello.

CALMA

Ricordare che chi usa la bici non ha tempo da perdere. Alcune frasi ricorrenti tra gli automobilisti sono: "non hai niente da fare? vai in campagna a passeggiare". E perdono la pazienza per un danno di quanto, 10 secondi? Forse anche meno.

Senza rendersi conto che è chi va in macchina che se la può prendere comoda, visto che ci trascorre ore e ore, tanto ormai da averla dotata di musica, tv e altro. Per rimanere bloccati in fila, ma con tutti i comfort.

RINGRAZIA

Considerare i vantaggi che offre chi usa la bici agli automobilisti stessi: sono meno macchine in strada facendo risparmiare tempo negli spostamenti, meno concorrenti per un parcheggio, non usurano la strada quindi non causano buche evitando ulteriori danni alle auto e soldi spesi per le riparazioni, limitano quello che sarebbe un livello di inquinamento ancora più alto.

In alcuni Paesi in cui lo hanno capito, come il Belgio, vengono riconosciuti degli incentivi economici a chi si reca al lavoro in bicicletta, e la stessa richiesta è stata presentata di recente in Francia.

ANCHE TU

Considerare che la bici è un mezzo che esiste da prima della macchina ed esisterà in eterno, l'uso è in aumento in molti Paesi, e timidamente anche in Italia.

Ma questo non può meravigliare: siamo in tempi di crisi, il prezzo della benzina è arrivata alle stelle, andiamo sempre di fretta e ci inventiamo tutti gli stress possibili, ripetiamo costantemente che gli altri Paesi sono meglio, che i tedeschi e gli olandesi vanno in bici perché "lì c'è la cultura". Ma non può essere una scusa questa, si può cominciare a seguire questa cultura da subito. Lasciando a casa l'auto, ora.

fonte: http://www.amicoinviaggio.it/

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