Giovedì, 19 Gennaio 2012 08:44

Tra la Val Grande di Lanzo e Valle Tesso

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Percorso ad anello, dallo sviluppo kilometrico contenuto, ma che affronta un buon dislivello in relazione alla lunghezza e che permette di cimentarsi con tutte le varianti in cui si può imbattere il cicloescursionista. Si percorreranno tratti su sentieri lastricati, sterrati e discese su scalini; tratti di asfalto e facili sterrati, nonché un tratto in salita su sentiero non ciclabile da affrontare con bici a spalla.

 

  • Partenza Pessinetto (To) - Parcheggio di fronte Trattoria "l Circul"
  • Dislivello 1140 m
  • Sviluppo 24 km
  • Difficoltà: BC/BC+ (Scala di difficoltà)
  • Periodo Da aprile a ottobre
  • Cartografia IGC 1:50.000 n. 2 Valli di Lanzo e Moncenisio
  • Accesso SP Valli di Lanzo
  • Descrizione

Valdostane Lasciata l'auto sul parcheggio antistante la Trattoria "'l Circul" (canoa appesa alla facciata), si percorrono pochi metri sulla Provinciale in direzione Ceres per imboccare subito una stradina in discesa e quindi il sottopasso della ferrovia a sx. Si attraversa quindi il bel ponte in legno sulla Stura (visibile dal parcheggio) e quindi si va a dx sulla vecchia mulattiera che congiungeva Pessinetto all'abitato di Mezzenile (fare attenzione al fondo scivoloso in caso di pioggia recente).
In leggera salita si supera una Cappella e quindi un caratteristico ponte in pietra e si prosegue fino a trovare l'asfalto di Via Murasse che scende da Mezzenile. Sulla destra imbocchiamo una larga scalinata in pietra che ci permette di raggiungere la fraz. Sabbioni. Si costeggia la ferrovia su asfalto, si attraversa la Stura e si giunge alla Provinciale che si percorre in salita (sx) fino al semaforo dove andremo a dx per Procaria. All'inizio del paese si imbocca Via Vernetti sulla dx e quindi subito a sx, Via Passiolo, che si inoltra nel bosco, dapprima su asfalto e quindi su sterrato.
Ad una radura (km 3,43 - 708 m) lo sterrato inizia a scendere e raggiunge la provinciale nei pressi dell'abitato di Fè. Si scende per un centinaio di metri a sx sulla provinciale fino a superare un paio di case: sulla dx, delimitata da una catena, scende una pista erbosa che, dopo un paio di tornanti supera un torrentello e si inoltra in un fitto bosco fino a costeggiare un depuratore di recente costruzione. Di qui parte uno sterrato carrozzabile fino ad un'azienda agricola dove ritroviamo l'asfalto. Lo abbandoniamo subito per attraversare un ponte pedonale in legno sulla Stura. Si gira subito a dx prima delle case poste sull'altra sponda (Regione Ponti) su un sentiero che attraversa prima un cortile e poi un prato (fare attenzione se vi è l'erba alta in quanto la traccia potrebbe essere poco visibile) e si raggiunge l'asfalto di Via Cantoira. Si riattraversa la Stura e si risale fino a Fè, dove si attraversa la Provinciale e si seguono le indicazioni per Cernesio.
Giunti nei pressi dell'abitato, si va a dx in Via Brusiera e si prosegue su ripido asfalto con numerosi tornanti nel bosco tralasciando tutte le deviazioni. Giunti a quota 950m, dopo 8,5 km si lascia l'sfalto (che prosegue verso il Passo della Croce e Chiaves) e si svolta a sx su sterrato (catena) seguendo le indicazioni per S. Giacomo. La salita alterna tratti più ripidi ad altri meno impegnativi, fino ad un nuovo bivio a dx (indicazione per S. Giacomo) dove si affrontano stretti tornanti erbosi fino a quota 1195m (km 10,50). Qui, in prossimità dell'ultimo tornante (proseguendo sulla strada si sale ancora per 200m e si giunge ad una baita dove la strada finisce), si imbocca la mulattiera che si stacca sulla sx (segni biancorossi sugli alberi e sulle rocce) e si risale, bici in spalle o a fianco, dove la larghezza del sentiero lo permette, fino ad un gruppo di baite dove e possibile risalire in sella per pochi metri. Si riprende a salire nel bel bosco di faggi, si attraversa una pietraia e si intravede tra gli alberi più radi la Baita San Giacomo, di proprietà del CAI di Lanzo che l'ha ristrutturata negli ultimi anni.
Il sentiero raggiunge un bello sterrato erboso poco a monte della Baita dove è possibile rifornirsi di acqua. Si sale ancora in un bellissimo bosco di betulle con sottobosco di mirtilli (e genziane fiorite tra aprile e maggio), fino ad un bivio: scendendo sulla sx si raggiunge in poche centinaia di metri la Chiesetta di San Giacomo, ben visibile e da cui si può ammirare il bellissimo panorama sulle testate della Val Grande e della Val d'Ala separate dalla dorsale che culmina nel Santuario di Santa Cristina, proprio davanti a noi.
Proseguendo sulla destra si costeggia una baita ristrutturata con un bel murales e si giunge ad un nuovo bivio: a sx si scende verso Vru e Cantoira, mentre a dx con poche pedalate raggiungiamo il Colle San Giacomo, ampia radura erbosa che divide la Val Grande di Lanzo dalla Valle Tesso (1458 m - 12,2 km). Scendiamo su sterrato (o in alternativa su un bel sentierino ciclabile più diretto che corre a sx della strada) fino alla carrozzabile che da Chiaves porta al Lago di Monastero, la attraversiamo e proseguiamo su un sentiero (segni biancorossi) che scende sulla dx in prossimità di un cippo eretto in ricordo di due partigiani caduti nel corso dell'ultimo conflitto.
Il sentiero è in gran parte ciclabile (80%), ma occorre prestare molta attenzione, soprattutto nella prima parte in quanto vi sono roccette affioranti e qualche salto che sconsigliano di rimanere in sella, a meno di essere dotati di ottima tecnica. La seconda parte risulta più scorrevole fino a raggiungere un più ampio sterrato che proviene dal Santuario di Marsaglia. Si prosegue in discesa fino a ritrovare l'asfalto in prossimità di un Pilone votivo. Si scende ancora fino alla Fontana Sistina (acqua) e quindi a Chiaves.
Dalla piazza del paese si affronta una breve salita in direzione Gisola e su ampio sterrato si scende sulla cresta spartiacque tra le due valli. Ad un primo bivio si trascura la deviazione di dx, che porta direttamente a Gisola, ma si prosegue sulla sx fino ad incontrare l'asfalto, evitando le numerose deviazioni che portano ad abitazioni sparse sulla montagna. Prima di giungere all'abitato di Tortore, dominato dall'imponente struttura del Santuario di Sant'Ignazio, ben visibile anche dalla pianura avvicinandosi alle valli di Lanzo, si imbocca una stretta stradina asfaltata sulla dx che dopo pochi metri finisce al cancello di una villa. Su sterrato si costeggia il muro di cinta della villa, purtroppo invaso da vegetazione e rovi per un breve tratto, percorrendo la vecchia mulattiera che univa Tortore a Gisola. Superata la villa il sentiero ritorna ben ciclabile e termina a Gisola, dopo aver superato un nuovo tratto di pochi metri invaso dai rovi. Si attraversa un piccolo campo sportivo e, attraverso la case del paese, si sbuca di fronte alla chiesa e di qui si raggiunge la SP 30 che unisce Pessinetto a Sant'Ignazio.
Si scende in direzione Pessinetto ed al secondo tornante si abbandona l'asfalto e ci si inoltra sulla dx nel bosco imboccando la bella mulattiera, recentemente ripulita dal CAI di Lanzo, che unisce Gisola con Pessinetto Fuori. E' necessario fare attenzione in quanto non è segnalata e non risulta visibile dalla strada a causa della folta vegetazione. La mulattiera scende con moderata pendenza ed è interamente ciclabile con un minimo di tecnica in prossimità di tratti più sconnessi o piccoli gradini di roccia fino ad un bivio: ci manteniamo sulla dx con indicazioni per Fraz. Costa, mentre proseguendo a sinistra si scende al Funtanass, sulla SP 30. Un bel sentiero a mezzacosta, interrotto in tre punti che ci obbligano a scendere dalla bicicletta per pochi metri a causa di frane e torrentelli, ci porta ad attraversare un prato e quindi ad un pilone votivo con bivio per Procaria. Si scende a sx ed in breve si giunge alle prime case della frazione Costa dove occorre scendere dal mezzo per affrontare una ripida scalinata con curva che termina davanti alla chiesetta di San Giuseppe. Di qui si raggiunge la SP 30 che si percorre a dx in discesa fino alle case di Pessinetto Fuori. Attraversato il paese si scende ancora su Pessinetto giungendo in breve alla SP delle Valli di Lanzo in prossimità del parcheggio dove abbiamo lasciato le auto.
Varianti Per chi non se la sentisse di affrontare lunghi tratti tecnici, scendendo dal Colle San Giacomo, giunti all'asfalto che porta al lago di Monastero, è possibile seguirlo in discesa fino a Chiaves ed evitare la prima mulattiera. Analogamente, dall'abitato di Gisola si può scendere su asfalto fino a Pessinetto evitando la seconda mulattiera che porta a frazione Costa. Note Itinerario sconsigliato in caso di pioggia.

 


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Lunghezza: 19,04 Km
Tempo percorrenza: 3 ore e 30'
Cartografia: ISTITUTO GEOGRAFICO CENTRALE 1:25.000 n. 110 LANZO VIU' CHIALAMBERTO LOCANA CIRIE' BASSE VALLI DI LANZO - 1:50.000 n. 2 VALLI DI LANZO e MONCENISIO
Località di partenza: Chiaves
Dislivello: 700 metri effettivi
Difficolta': B.C.A.
Tipo: asfalto 6,98 Km (37%) - sterrato 12,06 (63%) 
Periodo consigliato: primavera - estate - autunno
Effettuato il:
8 dicembre 2001 e 3 febbraio 2002
Accesso:
da Lanzo Torinese (raggiungibile facilmente da Torino con la "direttissima" delle Valli di Lanzo) si prosegue per Monastero e poi per Chiaves, sulla cui piazza si parcheggia la vettura.
Descrizione: l'itinerario ruota attorno ad uno dei monumenti simbolo delle Valli di Lanzo (un altro e' il Ponte del Diavolo) che si erge sulla vetta strategica e panoramica del Monte Bastia o Castellazzo, ad una quota di 931 metri. In origine vi era una cappella votiva, eretta dai valligiani nel 1629. In quel tempo, la zona era infestata dai lupi, i quali erano soliti attaccare i bambini dediti alla guardia dei greggi di pecore. Gli abitanti iniziarono allora a pregare Sant'Ignazio di Loyola, il fondatore dei Gesuiti, la cui devozione era in quel periodo molto diffusa, invocando l'incolumita' per i loro piccoli e tutta la comunita'. Nel giro di pochi anni i lupi sparirono dalla valle. Le suppliche al santo sconfissero anche un'epidemia che aveva colpito il bestiame, il "neiret", senza possibilita' di cura. In segno di ringraziamento, ai primogeniti veniva imposto quale voto il nome del Santo (ancor oggi molto diffuso in zona) e si provvide inoltre ad erigere la cappella. L'attuale edificio risale invece al 1720, per iniziativa dei Gesuiti, i quali si erano accorti che ormai la chiesetta era diventata troppo piccola. Il Santuario venne costruito in modo che al centro, dal pavimento, emergesse per un'altezza di cinque metri la cima del monte, sormontata dalla statua del Santo, sul quale doveva convergere la luce proveniente dalle finestre. Ultimamente, a seguito di una ristrutturazione, l'opera e' stata spostata annullando tale effetto scenografico. Questo giro stravolge lo schema classico dei percorsi per MTB in quanto presenta la parte iniziale tutta in discesa, con recupero del dislivello solamente nella fase conclusiva. Dalla piazza prendiamo la stradina che si diparte in direzione sud (0 Km - in salita), verso il Parco degli Alpini, passando ai piedi della chiesa di S. Giovanni Evangelista, che domina dall'alto tutto l'abitato. Lasciata la deviazione del sentiero 335 per Pessinetto/Procaria (0,30) e, nei pressi di una nicchia con immagine sacra (Maria SS. delle Rose), quella bassa per Gisola (0,63), si tagliano le pendici di Punta Serena (alla cava, 0,75, tenere la destra). Quando si incontra l'asfalto, si lasciano tre deviazioni sulla sinistra (2,00 - 2,39 - 2,55) arrivando nei pressi di alcuni garage (2,84 - prima dello STOP): qui si devia sulla sterrata di destra che conduce ad una casa. Poco prima del cancello, nei pressi di un pilone, si affronta il sentiero comunale per Gisola (3,01 - cartello) che, passando dietro il piccolo cimitero della frazione, ci fa pervenire dinnanzi alla chiesa di S. Giacomo Maggiore (3,68), una delle prime parrocchie delle Valli di Lanzo. La chiesa primitiva (forse eretta a sua volta su un preesistente tempio pagano dedicato al Dio Sole) venne quasi completamente abbattuta nel 1859 per far posto a quella attuale. Allo STOP (3,78), ci portiamo verso il tornante dove continuiamo la discesa (3,82). Prima del successivo, si svolta a sinistra (4,00), transitando tra le abitazioni. Oltre queste si supera una sbarra (4,12) su fondo diventato sterrato. La stradina termina presso un cancello, prima del quale dobbiamo necessariamente deviare su un sentierino (4,57) che va ad aggirare sulla destra alcune baracche per poi riportarsi sulla sterrata abbandonata in precedenza (4,79). Prestare attenzione dopo circa 300 metri, prima di un tornante, ad intraprendere il sentierino segnalato da cartelli indicanti S. Ignazio / Germagnano (5,07), realizzato  negli anni '30 con il rimboschimento dei Monti Momello e Bastia, seguendo una ipotetica linea tagliafuoco. La prima parte, giacche' pianeggiante, e' la piu' facile. Poi, superate le deviazioni per S.Ignazio/Gisola (5,56) e Pian del Rozzello/Ponte di Traves (6,16), la ciclabilita' degenera, soprattutto nell'affrontare alcuni tornanti. Ad una stima, considerando l'intero sentiero, la parte da fare a piedi rimane contenuta entro il 20%. Molto pericolose risultano alcune pietre, affioranti dal terreno e poste di traverso, che si vedono solo all'ultimo momento e sulle quali si rischia di impattare con la ruota. Il sentiero e' anche uno stupendo balcone panoramico: riconosciamo ai nostri piedi la centrale elettrica di Funghera, il Turu, il Ponte del Diavolo ed in lontananza i terrazzi dell'ex amiantifera di Balangero. Raggiunte le case Maddalene (9,21), si continua su asfalto sino alla chiesetta di S. Giovanni (9,56). Si prosegue superando una catena, per poi affrontare il sentierino con indicazioni per Fontana del Monte / Lanzo Centro (9,61). Al trivio nei pressi di un pilone con scritta "Favero Giovanni 1945" continuare diritto in discesa (9,78). Con alcuni tornantini si arriva all'asfalto che si segue a destra (10,11). Superato il ponte sul rio Uppia andare a sinistra (10,20) e quindi, dopo circa 200 metri, ancora a sinistra (10,41 - cartello via Fontana del Monte dal civico 35 al 47). Si svolta alla prima strada sulla destra (10,64 - sbarra generalmente aperta). Giunti all'ultimo tornante che precede la casa (10,88), circa 1 metro sotto la sede stradale, si individua un sentiero che va seguito in salita. Quando i rovi tendono ad ostruire il passaggio, si sfrutta una sterrata laterale (11,02). Quando questa curva, tirare diritto sulle erbacce (traccia) guadagnando l'asfaltata che collega Momello con la SP 30 (11,21 - proseguendo sulla sterrata ci si troverebbe dinnanzi ad un cancello chiuso). Seguendo l'asfalto a destra arriviamo alla Provinciale dove proseguiamo in salita (11,72). Si passa Praile e quindi, superato un tornante con fontana, si svolta a destra sulla antica strada per S. Ignazio (12,96), ormai in disuso. Dopo una serie di tornanti si e' nuovamente sulla Provinciale (14,57). Arrivati in cima alla salita, si evita la deviazione per Tortore (15,73), e, ad una curva, si imbocca il sentierino segnalato da cartelli indicanti Gisola/Mombresto/Pessinetto Fuori (15,90). Chi vuole raggiungere il Santuario di S. Ignazio deve continuare sino al piazzale-parcheggio e quindi percorrere la via alberata che risale il monte Bastia (se il cancello e' chiuso basta scavalcare il muretto).  Raggiunta la strada per Tortore (16,00), percorrerla in salita. Al tornante continuare diritto seguendo le indicazioni per Chiaves (16,17), sulla strada percorsa all'andata, sino alla piazza di partenza (19,04).   

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Fonte CAILANZO

Lunedì, 09 Gennaio 2012 09:27

Giro delle miniere

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ITINERARIO: Chiaves-S.Giacomo di Moia-Blinant-Cantoira-Fe'-Chiaves. LUOGO DI PARTENZA/ARRIVO: Chiaves 1049 mt. (frazione di Monastero di Lanzo ) LUNGHEZZA: 26 Km. DISLIVELLO: 763 mt. DIFFICOLTA': impegnativo ....... TEMPO: Agonisti h.1.45 ; Praticanti allenati h.2.30 ; Praticanti h.4.00 ; PERIODO.CONSIGLIATO: maggio-agosto-settembre CARTOGRAFIA:carta.IGC.1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio; IGM 1:25.000 Chialamberto 41 II se; tavoletta IGM 1:25.000 Ceres 55 I ne.

L'itinerario prende il nome dalla zona che attraversa ricca di miniere di talco, la frazione di Vrù era un paese di minatori, in zona esiste un museo-miniera.Avvicinamento: da Lanzo si sale a Monastero e quindi a Chiaves dove sulla piazzetta si può lasciare l'auto. Dalla piazza si prosegue per Sistina e dopo le case Curchiatto si raggiunge un piazzale molto grande con una fontana famosa in tutta la valle, l'itinerario parte dal fondo piazza con un lungo tratto su strada asfaltata su un tratto iniziale con tornanti e poi a mezzacosta sino a che aggirato il costone si raggiunge la frazione di Menulla, costituita da abitazioni sparse. Lasciato il paesino con ampie svolte su una strada sterrata si raggiunge la cresta dove è sistemato un cippo alla memoria dei partigiani, di quì lo sguardo spazia sulla val grande e sulla val d'ala, mentre a destra si contempla tutta la val tesso. Di quì tenendosi sul versante di Ceres si imbocca un sentiero pianeggiante per il primo tratto che poi dopo un ripetitore scende tra betulle e prati sino all'alpe S.Barbara contraddistinta da una grande fontana con abbeveratoio per mucche. Scendere sulla strada che taglia il prato e arrivati al colle daviare a destra (seguire cartelli indicatori Baita S.Giacomo) ora la strada sterrata si fa più bella sino a raggiungere un incrocio e proseguire a destra (cartello indicatore Vru) dopo un tratto tutto in leggera discesa a mezzacosta si giunge ad un alpeggio dove finisce la strada sterrata. Di quì sempre a destra si imbocca il sentiero attraverso un pianoro che dopo un breve tratto entra in un bel bosco di faggi e si raggiunge la frazione di Blinant, caratteristica la teleferica che la collega a Cantoira per i rifornimenti durante il periodo invernale quando la frazione è isolata dalla neve. Dopo aver attraversato la borgata si imbocca lo sterrato in prossimità della teleferica e si scende rapidamente su una strada a forte pendenza, viene così raggiunta la frazione di Vru' (si suggerisce di fare una piccola deviazione di 10 minuti seguendo a valle le indicazioni "miniera" e di visitare la frazione Rivirin con le caratteristiche riproduzioni della mole antonelliana e seguendo le indicazioni è possibile visitare il presepe meccanico aperto tutto l'anno. Si prosegue quindi in direzione Cantoira su una strada asfaltata, raggiunto il paese si prosegue verso il fondovalle per Ceres, prima di giungere alla frazione Fe si gira a sinistra per Cernesio su strada in forte salita, arrivati al paese in prossimità di un piccolo giardino con cabina telefonica girare a destra sempre su strada asfaltata per via Brusiera, il percorso è ora su sterrato alternato a tratti asfaltati solo sui tornanti più ripidi, si raggiungono numerose case isolate sino ad arrivare su un piazzale sovrastato da una antenna la borgata Croce di Chiaves, al fondo dello spiazzo inizia la strada asfaltata che conduce alla piazza di Chiaves dove è parcheggiata l'auto.

sito internet

Fonte CAILANZO

Mercoledì, 23 Novembre 2011 09:08

Giro della Punta Charra' (Valle Susa)

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  • Punto di partenza e arrivo: Oulx m.1080 circa
  • Ciclabilità: 85% salita, 95% discesa
  • Dislivello: 2000 m. circa
  • Sviluppo: 55 km circa
  • Difficoltà: OC/OC+
  • Attività individuale: Luciano, Aldo, Paolo, Mauro,Enzo.
  • Descrizione percorso:Si parte da Oulx e si prosegue alla volta della Madonna Cotolivier, arrivati alla chiesetta si segue il bellissimo single che tutto in cresta ci porta a riprendere la sterrata che avevamo lasciato prima. Ora continuiamo a seguire questa fino alla fine, quando diventa sentiero e con alcuni tornantini si porta ai piedi di un’enorme ghiaione con vista sulla nostra meta iniziale, il Passo Desertes. Bici in spalla e via in 40 minuti circa lo raggiungiamo, ora non ci resta che scendere nel bel Vallon Des Acles, su di un sentiero che, tolto la parte centrale, è abbastanza ciclabile. Arrivati agli Chalets des Acles, si procede sulla sterrata fino al bivio per il Col Des Acles, lo si imbocca e con dei tratti ciclabili, in tre quarti d’ora si raggiunge. Ora si può riposare, rimane solo discesa, si imbocca il sentiero verso nord-ovest che stupendamente ci porta a raggiungere la pista di downhill che se vogliamo (io la consiglio) ci porta con una serie interminabile di paraboliche a scendere a Bardonecchia e poi a Oulx chiudendo l’anello.
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  • Punto di partenza e arrivo: Bivio per Chianocco m.440 circa
  • Ciclabilità: 80% salita, 90% discesa
  • Dislivello: 2300 m. circa
  • Sviluppo: 54 km circa
  • Difficoltà: MC/OC+
  • Attività individuale: Luciano,Mauro,Enzo.
  • Descrizione percorso:Si arriva con l’auto all’inizio di Bussoleno, al bivio per Chianocco. Metri 440 circa e si parcheggia sotto il ponte della ferrovia. Ci si avvia con la nostra bici sulla ciclo strada della Val Susa seguendo sempre le indicazioni, arriviamo così a Susa, 10 chilometri circa, svoltiamo per Mompantero-Urbiano e cominciamo a salire, inizialmente molto ripida ma poi si alleggerisce e diventa più tranquilla. Seguendo sempre le indicazioni per il Rocciamelone, arriviamo ad un primo bivio con indicazioni trucco, dove l’ asfalto finisce, proseguiamo e, al prossimo con indicazione tour, giriamo a destra e la seguiamo fino ad un secondo bivio, andiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Alpe Sevina, una breve salita e poi una leggera discesa ci porta al termine della sterrata, all’Alpe Arcella a metri 2008, chilometri 31 circa dalla macchina. Qui all’alpeggio troviamo un cartello indicatore con su scritto “Capanna Sociale Aurelio Ravetto” e segnalato GTA bianco-rosso. Bici in spalla, di buona lena ,iniziamo a salire i 550 metri di dislivello che ci separano dal Colle della Croce di Ferro. Bisogna dire che in alcuni tratti il sentiero è ciclabile, arriviamo al Colle a metri 2558 in circa un’1.30 dall’Alpe Arcella. Poco sotto il Colle è stata sistemata una vecchia casermetta militare dedicata a Aurelio Ravetto e adibita a rifugio, con una parte sempre aperta e attrezzata con brandine che potrà essere molto utile in caso di cattivo tempo. Uno sguardo all’orizzonte che ci circonda, e via verso la croce che vediamo alla nostra destra. Dalla croce ci portiamo a destra sul versante Val Susino e pochi metri più in basso troviamo un sentiero, anche qui ci portiamo nuovamente la bici in spalla e subito il sentiero comincia a scendere ma poi spiana, tagliando con un lunghissimo mezzacosta tutto il versante, in alcuni tratti chi ha un totale controllo della bici può anche pedalare, bisogna però stare molto attenti perché il sentiero è ben tracciato, ma molto stretto e i pendii sono ripidissimi, in caso di caduta, impossibile fermarsi!! (attenzione dunque).Arriviamo così in circa 40 minuti circa al Colle delle Coupe a metri 2345. Qui finalmente ci possiamo fermare perché oramai esiste soltanto discesa. Dopo esserci rifocillati e riposati a dovere, ci prepariamo per la discesa. Imbocchiamo l’unico sentiero che vediamo davanti alla casermetta diroccata, e, per i primi 150-200 metri di dislivello è poco ciclabile, ma poi seguendolo senza possibilità di errore, diventa tutto ciclabile e in men che non si dica, e con la gioia dentro di noi per la riuscita dell’impresa arriviamo all’Alpe le Combe a metri 1600. Qui troviamo acqua. Dopo aver fatto rifornimento, riprendiamo la via del rientro e cercando di imboccare il sentiero con indicazioni Molè, e senza possibilità di errore scendiamo a Chianocco chiudendo così l’anello.
  • sito internet
  • Fonte CAI Pinerolo
Mercoledì, 23 Novembre 2011 09:02

Giro del Malinvern (Valle Stura di Demonte)

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  • Punto di partenza e arrivo: Bivio per il Vallone Rio Freddo m.1030 circa
  • Ciclabilità: 70% salita, 70% discesa
  • Dislivello: 2100 m. circa
  • Sviluppo: 46 km circa
  • Difficoltà: BC/OC+
  • Attività individuale: Luciano, Aldo.
  • Descrizione percorso:Da Pratolungo mt 900 si prosegue con l’auto ancora per poco sulla strada che porta al Colle della Lombarda fino al bivio del Vallone Rio Freddo a mt 1030 circa. Qui si parcheggia l’auto, e fondo schiena sulla sella della nostra fedele compagna a due ruote inizia la gita, seguendo la strada della Lombarda si arriva al bivio per il Santuario di S.Anna, che noi seguiremo fino ad una fontana a mt 1850 circa dove faremo rifornimento, a questo punto imbocchiamo la sterrata che porta dopo poco alla Malga Orgial mt 1908, si continua su questa stupenda strada sterrata che con pendenza costante ci porta ad uscire al Colle della Lombarda a mt 2350. Senza indugiare si scende di circa 100/150 mt di dislivello sull’asfalto che porta ad Isola 2000 e che vediamo al fondo della valle, prestare attenzione ad una palina segnaletica con indicazione Bassa di Druos e senza scendere oltre imbocchiamo questo sentiero che, molto ben segnalato, di bianco e rosso del G.T.A. lo seguiamo e in parte ciclabile transitiamo al Ref. Lagrange mt 2234, e seguendo sempre le segnalazioni del sentiero, proseguiamo bici in spalla alla volta della stupenda conca dei “Lacs de Terres Rouges” mt 2452, ormai in vista della Bassa di Druos che a tratti ciclando lo raggiungiamo a metri 2628. Qui chi ha le gambe! lascia la bici e: seguendo l’indicazione per il Malinvern sale alla punta prestando attenzione a seguire degli ometti di pietra posti qua e là. Raggiunta la Cima a mt 2939 in circa 30-40 minuti, e, dato uno sguardo a 360° al panorama, si ritorna alla bici e con sentiero stupendo ma molto impegnativo si scende ai Laghi di Valscura a mt 2274. Qui troviamo un’indicazione per il Colletto Valscura, lasciamo il sentiero G.T.A. che abbiamo seguito finora e che scende a Pian Valasco e Rif Questa, e c’incamminiamo bici in spalla per l’ultima fatica, la salita al Colletto Valscura mt 2520 che raggiungiamo in circa 30 minuti. Ora in vista del Vallone Rio Freddo, dopo un attimo di riposo scendiamo sul sentiero che, ciclabile solo a tratti, e senza possibilità d’errore, ci porta al Lago Malinvern mt 2122 e successivamente transitando nei pressi del Rifugio Malinvern, e poco più in basso attraversiamo il Rio Freddo su di un precario ponte di legno in parte crollato per trovare la strada di fondo valle che ci porta con veloce discesa al punto di partenza chiudendo l’anello.
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  • Fonte CAI Pinerolo
Mercoledì, 23 Novembre 2011 09:00

Giro della Rocca Brancia (Valle Maira)

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  • Punto di partenza e arrivo: Prazzo Superiore m.1030 circa
  • Ciclabilità: 99% salita, 95% discesa
  • Dislivello: 2000 m. circa
  • Sviluppo: 46 km circa
  • Difficoltà: OC/OC+
  • Attività individuale: Luciano, Aldo.
  • Descrizione percorso:La partenza è da Prazzo Superiore m. 1030, fatti pochi metri in salita, si svolta a sinistra su di uno stradello in discesa e si va ad attraversare il fiume su di un ponticello, ora si va a destra e si comincia a salire decisamente con dei tratti sul 15/20% di pendenza, ma questo permette senza possibilità di errore, di raggiungere velocemente il Colletto di Canosio 1650 m. Si comincia a scendere passando per il Colle San Giovanni, scendendo fino alle Grange Gautieri, qui imbocchiamo un sentiero che evitando parte di asfalto ci porta nel fondovalle a m. 1340. Riprendiamo a salire su asfalto fino al Colle del Preit. Dal Colle Preit m. 2083, si svolta a destra su sterrata e si procede fino al rifugio e dopo al Colle della Gardetta m. 2437. Ora si va a sinistra verso il Passo di Rocca Brancia e con un bellissimo traverso, che, sembra più pulito dalle pietre degli anni passati, ci porta al Colle stesso a m. 2570. Dal passo, continuiamo a destra sempre sulla militare verso il Colle Oserot che vediamo davanti a noi poco più in alto a destra. A un bivio, si tralascia il sentiero che porta a sinistra, e in pochi minuti si è all’Oserot m. 2640. Dal Colle la vista è fantastica, una serie di pareti da far paura che racchiudono il vallone di discesa. Una breve pausa e giù non sulla vecchia strada militare che punta al Passo Croce e Peroni ormai quasi tutta franata, ma tenendo il sentiero che va verso destra e che scende nella Comba Emanuel, la ciclabilità nella parte alta (circa 300 m di dislivello) è praticamente nulla vista la presenza sul fondo del sentiero di ghiaia e pietre che rende l’equilibrio molto precario, se si cade, ci sono solo pietre, impossibile non farsi male. Si arriva così a un bivio, a sinistra si va al Colle Vittorio, noi dobbiamo tenere la traccia di destra, molto ben segnalata di rosso e numerata S11. Si imbocca quest’ultimo e, inaspettatamente si rivela tutto ciclabile fino a Prato Ciorliero m. 1950. Ora si segue per un breve tratto la sterrata e poi si imbocca il sentiero GTA sulla destra che tutto ciclabile e con passaggi spettacolari ci porta ad uscire a Frere, ora teniamo sempre la sterrata che segue la destra idrografica del Torrente e poco prima della Centrale dell’ENEL, bisogna guadare il torrente, e, se c’è molta acqua, o ci si riempie le scarpe oppure si tolgono e poi si rimettono(scegliete voi). Ora si segue l’asfalto per pochi chilometri e si chiude l’anello. Oppure da Frere si segue direttamente l’asfalto.
  • sito internet
  • Fonte CAI Pinerolo
Mercoledì, 23 Novembre 2011 08:55

Monte Costigliole (Valle Pellice-Angrogna)

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  • Punto di partenza e arrivo: Pinerolo m.367 circa
  • Ciclabilità: 95% salita, 95% discesa
  • Dislivello: 2200 m. circa
  • Sviluppo: 75 km circa
  • Difficoltà: OC/OC+
  • Attività individuale: Luciano.
  • Descrizione percorso: La partenza qui è data da Pinerolo, volendo accorciare si parte da Torre Pellice dal ponte sul torrente Angrogna, metri 550 circa e si comincia a pedalare puntando verso Pra del Torno, che ci arriviamo su strada asfaltata a pendenza costante, ancora 500 metri e l’asfalto finisce, arrivando al Ponte di Barmafreida al km 9 da Torre Pellice e 1015 metri di altitudine. Qui possiamo fare rifornimento di acqua, attraversiamo il ponte e la sterrata ci fa subito capire a cosa andiamo incontro, ad altri 9 chilometri di strada con dei tratti molto duri e con pochi metri da poter riprendere fiato, gioco forza quindi avere un’ottimo allenamento. Piano piano, mantenendo sempre la sterrata principale, arriviamo alla deviazione per il Rifugio del Sap verso sinistra km 12, la nostra sterrata prosegue a destra ancora sempre abbastanza impegnativa arrivando così all’Alpe Sella a metri 1804 e km 15,7 ca, proseguiamo verso l’Alpe della Sella Vecchia e dopo l’ultimo tornante verso destra precisamente il 6°, a quota 2050 circa e al km 19 circa, troviamo un’ometto con freccia rossa su pietra . Qui inizia il nostro sentiero e quindi, bici in spalla saliamo la scarpata della strada,e puntando verso sud-est, senza perdere mai di vista i pochi segni rossi del sentiero (poco evidente), in circa mezz’ora raggiungiamo con un’ultima ripida salita il Colle Chiot del Cavallo a metri 2216. Ora, andiamo a destra puntando ad un colletto poco più basso, si posa la bici e, se abbiamo voglia ed energie, proseguiamo seguendo verso ovest delle tracce di sentiero, in circa 15/20 minuti siamo sull’ometto di punta a metri 2385. Uno sguardo al panorama, e dopo aver riposato il tempo necessario a recuperare le forze, ritorniamo sui nostri passi a riprendere le bici al Colletto. Indossate le dovute protezioni, saliamo sui nostri cavalli di acciaio, e giù su un sentiero completamente ciclabile ma molto impegnativo, che non ci da tregua, e che ci porta a trovare la sterrata dell’Alpe Caugis a metri 2007 nel vallone di Subiasco, e poi sempre con la dovuta concentrazione (per via del fondo della sterrata che non permette di alzare lo sguardo se non si è fermi) transitiamo ai casolari di Pra la Comba a metri 1695 circa, poco sotto la Rocca Fautet e poi a Gran Serre.
  • sito internet
  • Fonte CAI Pinerolo
Martedì, 18 Ottobre 2011 07:19

LE COLLINE OVADESI. Ovada

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Lunghezza: 42 km circa
Asfalto/Sterrato: 18/24 km circa (43-57 %)
Dislivello: 1260m
Quota Max: 710m
Tempo di percorrenza: 4h circa
Cartografia:
Difficoltà : BC+/BC
Ciclibilità: 100%

Periodo Consigliato: Primavera, Autunno – da evitare i periodi troppo caldi (fattibile anche dopo periodi piovosi)

 

Superbo giro per le colline dell’Ovadese con sconfinamento nel vicino comune di Rossiglione (GE). Il percorso si snoda attraverso bellissime strade sterrate che permettono il raggiungimento di divertenti single-track divertenti e mai troppo difficili. Appagante da un punto di vista paesaggistico con la visione dei monti del vicino Parco delle Capanne di Marcarolo (Monte Tobbio, Figne, Pracaban) e da fondo sempre praticabile anche nei periodi umidi (da preferire comunque i periodi asciutti). I percorsi nel bosco non presentano radici ma solo foglie che possono nascondere comunque qualche ciotolo birbone. Da non perdere inoltre a fine gita la tradizionale Farinata, vera ciliegina sulla torta di questo ottimo itinerario.

 

Avvicinamento: dal casello di Ovada (Autostrada A26) si raggiunge la strada SS456 andando a sinistra verso  Ovada al primo bivio si prosegue diritto entrando in città alla rotonda si prende la seconda uscita andando in Corso Martiri della Libertà. Si oltrepassa il primo incrocio (sulla destra via 25 Aprile) per poi svoltare al successivo a destra parcheggiando nella vicina piazza Martiri della Benedicta (o piazza Rossa per via della pavimentazione)

 

Itinerario: dalla piazza (WP01) ci si immette a destra sul Corso Martiri della Libertà, al primo incrocio si va a sinistra immettendosi in Via Duchessa di Galliera fino alla sua fine dove all’incrocio andremo a destra. Al successivo incrocio incontreremo Corso Italia che prenderemo in direzione sinistra fino alla rotonda per seguire la strada SS456 per Molare (4 uscita della rotonda), dopo circa 2 km svoltiamo a sinistra (WP02) in direzione Frazione Requaglia. Si sale in direzione Costa di Ovada e si segue la strada che porta verso la località Termo, si entra nel Comune di Rossiglione e alla fine della larga sterrata abbiamo svoltato per la Località Casa Povie. Da lì ci si dirige verso la località Garonne passando per Bricco Saccone (Ruderi Cascina). Abbandonata la casa ci si dirige verso l’Agriturismo “La Maliarda” (siamo nella zona delle Valli del Latte). Ci si inoltra nel bosco attraverso un bellissimo single-track, dopo aver attraversato un ponte in tronchi si arriva alla Strada Costiera dove al margine sinistro incontriamo la Casa Gaioni (acqua). Ora non resta che attraversare il Torrente Orba nei pressi di un guado (WP05 – nei periodi piovosi difficoltà di attraversamento) e risalendo ancora su strada sterrata andiamo a raccordarci con la strada provinciale SP207 (Olbicella – Molare), si va a destra in direzione Molare fino ad arrivare il località Miralago (Lago artificiale di Ortiglieto sulla destra) dove si prende la strada inizialmente asfaltata a sinistra (WP06). Dopo poco l’asfalto lascia posto allo sterrato e con andamento ripido ma costante (attenzione alle numerosa canale di scolo costituite da tronchi) ci porta in Frazione San Luca, dove vicino alla chiesa possiamo riempire le nostre borracce (WP07). Ritorniamo indietro e dopo il cimitero imbocchiamo la strada sterrata che sale sulla nostra sinistra (WP08), al successivo incrocio (WP09) svoltiamo a destra per salire verso il Bricco del Ratto. Qua il fondo a tratti diventa difficile da pedalare, soprattutto nei periodi umidi (ma è l’unica parte del percorso con un simile fondo).

Si svolta poi in Località Crocetta, qua incomincia l’ultima divertente discesa (tratti tecnici – difficoltà in presenza di foglie) ci si dirige sulla strada che costeggia una casa (recinzione). Nei pressi dell’abitazione si svolta a sinistra per immettersi nel percorso verde (Area Attrezzata) che ci conduce alla Frazione Madonna delle Rocche (WP11) sulla provinciale SP207 (è possibile evitare la salita alla Fraz. San Luca e l’ultimo single-track andando diritti al WP06). Si a sinistra fino a Molare, arrivati alla Via Santuario (WP12) andiamo a destra passando sotto il paese e nei pressi del torrente Orba per un ultimo divertente e scorrevole tratto off-road. Si segue la strada fino ad arrivare a monte del ponte sul torrente (Via Roma) e sulla strada statale SS456, si prosegue a destra in direzione Ovada e dopo circa 5km si ritorna in città (trovando lungo il percorso sulla destra il WP02) per concludere il percorso nuovamente in Piazza M. della Benedicta

Martedì, 18 Ottobre 2011 07:16

I CALANCHI DELLA VAL LEMME. Arquata Scrivia

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Lunghezza: 30 Km circa
Asfalto/Sterrato: 27/3 Km circa (90/10 %)
Dislivello: 1050m circa
Quota Max: 600m
Tempo di percorrenza: 4h
Cartografia:
Difficoltà: MC – BC/MC
Ciclabilità: 97%

Periodo Consigliato: Primavera e Autunno (da evitare dopo periodi di pioggia prolungati)

 

Bellissimo itinerario che abbraccia una vasta zona della Val Lemme, in mezzo a boschi di castagni e di conifere, calanchi suggestivi e sentieri poco frequentati.

Quasi totalmente pedalabile ad eccezione di un paio di tratti molto ripidi e con fondo molto sconnesso.

E’ una gita che richiede un discreto allenamento a causa dei continui saliscendi e per la presenza di diverse salite lunghe ed impegnative, di contro non richiede particolari doti tecniche e può essere percorso con bici Front e Full (anche se con quest’ultima tipologia di bici il divertimento è maggiore). Da non affrontare dopo periodi di pioggia prolungata a causa della conformazione del suolo: tufo e argilla lo creano un fango terribile e colloso.

 

Avvicinamento:

Dal Casello di Vignole Borbera/Arquata andare a destra, passare il ponte sul Torrente Scrivia e arrivare all’incrocio, da lì andare a sinistra direzione Genova una volta arrivati nedi pressi del supermercato UNES (sinistra) parcheggiare vicino al negozio LA BICI.

 

Itinerario:

Dal parcheggio si passa davanti al negozio LA BICI e si imbocca il Viale Italia, alla fine girare a destra in Via Libarna e oltrepassare la Piazza dei Caduti per poi svoltare a destra in Via Montaldero (indicazioni per l’omonimo Santuario) che diventa sterrata in corrispondenza di un maneggio. Ora la salita si fa un pochino più accentuata ma sempre su fondo regolare, ignorare il primo bivio che sale a sinistra (WP02) e che porta al Santuario di Montaldero. Si arriva ad un quadrivio (WP04) e prendiamo la strada che sale a sinistra (cartello sentiero E1) inizialmente pedalabile anche se con forte inclinazione poi a causa del fondo molto sconnesso è necessario scendere e spingere (questo è il primo dei due tratti impedalabili a causa del fondo sconnesso). L’ultima parte di questa salita, indicativamente 100/150m ripermettono di salire in sella e ci fanno collinare vicino ad un pilone dell’alta tensione (sx). Da qua inizia un interessante single track nel bosco con divertenti saliscendi e un punto panoramico sul paese di Rigoroso (WP05) che ci porterà alla fine del bosco ad immetterci, dopo una splendida discesa, in una strada sterrata.

Proseguiamo a destra, sempre seguendo il segnavia E1, trovando il secondo tratto non pedalabile totalmente nei pressi di una cascina diroccata. Al termine del bosco incontriamo un prato sulla sinistra che verrà raggiunto individuando una piccola traccia di sentiero (WP06) sulla sinistra, lo prendiamo e dopo aver percorso il prato ci immettiamo in un sentiero dove andremo a sinistra. Altro bel single track in falsopiano con diversi sassoni da oltrepassare nei punti più bassi.

Quando arriviamo alla Chiesa non prendiamo la strada che scende a destra (case) ma continuiamo sul sentiero che passa alla destra della stessa (ignorando le diramazioni), altro single track senza particolari difficoltà che ci condurrà ad un tratto in discesa in mezzo ai calanchi: attenzione al fondo sconnesso e alla discreta esposizione a cui si è sottoposti. Alla fine della discesa una strada in mezzo al prato che non presenta nessuna difficoltà. Arrivati alle case si prosegue fino alla strada asfaltata girando a destra in direzione del paese di Sottovalle fino a raggiungere una fontana (WP07) giriamo a sinistra e poi subito a destra iniziando a salire prima su fondo asfaltato e poi su fondo ghiaioso, incontrando sulla destra prima degli orti e poi un prato delimitato da grosse pietre. Al primo bivio saliamo a sinistra (WP08) anche se si potrebbe continuare diritti ma ci toglieremmo una parte del divertimento…

Incomincia un’altra salita totalmente pedalabile per i più allenati, prima dolce e poi a tratti molto dura, che ci condurrà ad un altro single track favoloso in mezzo al bosco. Occorre fare attenzione a non prendere il sentiero verso sinistra con segnavia 3 che vi porterebbe a Borassi. Si esce dal bosco per poi rientrare dopo poco. Qua non si può sbagliare e dopo una prima parte di saliscendi non faticosi incontriamo l’inizio della discesa, in mezzo alla pinetaia, abbastanza ripida con fondo sassoso da affrontare in modo controllato vista la numerosa presenza di dossi taglia-acqua. Stare attenti nei pressi di una tornante a non continuare diritti (WP10).

Alla fine della discesa arriviamo sulla strada asfaltata che scende da Sottovalle e oltrepassato il torrente Lemme, saliamo leggermente e all’incrocio giriamo a destra entrando nel paese di Carrosio percorrendo la Via Odino (Acqua WP11) dove al termine della discesa svoltiamo a destra (WP12 indicazioni campo sportivo) riattraversando il torrente; l’asfalto finisce e lascia spazio nuovamente allo sterrato. Al primo bivio andiamo a sinistra (WP13) dove la strada inizia a salire prima in modo graduale e poi in modo deciso, dove solo i più allenati aiutati anche da un fondo ottimo riusciranno a non scendere dalla bici, per fortuna la sua parte finale si addolcisce e ci permette di arrivare al WP14 in sella. Siamo ora sul sentiero del Piona (che inizia da Gavi), andando a sinistra andiamo a Gavi noi invece proseguiamo a destra (fondo buono). Questa parte di sentiero è caratterizzato da diversi saliscendi in mezzo al bosco, incontriamo anche una parte rocciosa molto divertente dove possiamo scegliere se salire sfruttando la roccia o un nuovo sentierino sulla destra. In cima ad una salitella incontriamo un bivio (andando a sinistra ritorneremmo al paese di Sottovalle) dove si prosegue diritto per iniziare una discesa, il fondo non è dei migliori ma non presenta grosse difficoltà tecniche.

Alla radura altro bivio dove noi prenderemo la strada che sale un pochino verso sinistra. Ha inizio qua l’ennesimo single track prima sul crinale,poi nel bosco e nei calanchi caratterizzato da diversi salti e saltini. Prestare attenzione al fondo che, soprattutto nel finale della discesa, è molto sdrucciolevole. Arriviamo alle prime case di Pratolungo dove occorre moderare la velocità, scendiamo ora su asfalto e arriviamo al cimitero, all’incrocio si va a destra fino ad arrivare al cartello Vignar (WP16); svoltiamo a sinistra su fondo ghiaioso, inizia qua l’ultima salita che ci condurrà prima alla cascina diroccata che si vede sulla verticale del nostro percorso e poi al quadrivio incontrato all’inizio del giro (WP04). E’ l’ultima salita dura ma totalmente pedalabile sempre se allenati. Arrivati al quadrivio prendiamo la strada alla nostra sinistra (andando diritti ripercorremmo la strada fatta all’andata ma ci perderemmo l’ultimo bellissimo single track), ancora qualche piccolo strappo in salita e poi una lunga discesa verso Arquata; qualche toboga, alcuni saltini e tanto tanto divertimento. Attenzione che quando il sentiero diventa strada (via Carrara) non è inusuale incontrare cavalli ed escursionisti, si raccomanda di tenere un’andatura sempre controllata. La strada continua a scendere ma ritorna asfaltata e dopo essere transitati vicino alla Torre del Castello incontriamo le prime case del paese e sbuchiamo nuovamente in via Libarna (già percorsa all’andata).

Ora la traccia gps ripercorre la strada in senso inverso, però tenendo conto che è a senso unico converrebbe individuare la via San Gerolamo e prendere la SS35 (andare a sinistra direzione Serravalle). In breve in ogni caso si ritorna al punto di partenza.

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