Percorso ad anello, dallo sviluppo kilometrico contenuto, ma che affronta un buon dislivello in relazione alla lunghezza e che permette di cimentarsi con tutte le varianti in cui si può imbattere il cicloescursionista. Si percorreranno tratti su sentieri lastricati, sterrati e discese su scalini; tratti di asfalto e facili sterrati, nonché un tratto in salita su sentiero non ciclabile da affrontare con bici a spalla.

 

  • Partenza Pessinetto (To) - Parcheggio di fronte Trattoria "l Circul"
  • Dislivello 1140 m
  • Sviluppo 24 km
  • Difficoltà: BC/BC+ (Scala di difficoltà)
  • Periodo Da aprile a ottobre
  • Cartografia IGC 1:50.000 n. 2 Valli di Lanzo e Moncenisio
  • Accesso SP Valli di Lanzo
  • Descrizione

Valdostane Lasciata l'auto sul parcheggio antistante la Trattoria "'l Circul" (canoa appesa alla facciata), si percorrono pochi metri sulla Provinciale in direzione Ceres per imboccare subito una stradina in discesa e quindi il sottopasso della ferrovia a sx. Si attraversa quindi il bel ponte in legno sulla Stura (visibile dal parcheggio) e quindi si va a dx sulla vecchia mulattiera che congiungeva Pessinetto all'abitato di Mezzenile (fare attenzione al fondo scivoloso in caso di pioggia recente).
In leggera salita si supera una Cappella e quindi un caratteristico ponte in pietra e si prosegue fino a trovare l'asfalto di Via Murasse che scende da Mezzenile. Sulla destra imbocchiamo una larga scalinata in pietra che ci permette di raggiungere la fraz. Sabbioni. Si costeggia la ferrovia su asfalto, si attraversa la Stura e si giunge alla Provinciale che si percorre in salita (sx) fino al semaforo dove andremo a dx per Procaria. All'inizio del paese si imbocca Via Vernetti sulla dx e quindi subito a sx, Via Passiolo, che si inoltra nel bosco, dapprima su asfalto e quindi su sterrato.
Ad una radura (km 3,43 - 708 m) lo sterrato inizia a scendere e raggiunge la provinciale nei pressi dell'abitato di Fè. Si scende per un centinaio di metri a sx sulla provinciale fino a superare un paio di case: sulla dx, delimitata da una catena, scende una pista erbosa che, dopo un paio di tornanti supera un torrentello e si inoltra in un fitto bosco fino a costeggiare un depuratore di recente costruzione. Di qui parte uno sterrato carrozzabile fino ad un'azienda agricola dove ritroviamo l'asfalto. Lo abbandoniamo subito per attraversare un ponte pedonale in legno sulla Stura. Si gira subito a dx prima delle case poste sull'altra sponda (Regione Ponti) su un sentiero che attraversa prima un cortile e poi un prato (fare attenzione se vi è l'erba alta in quanto la traccia potrebbe essere poco visibile) e si raggiunge l'asfalto di Via Cantoira. Si riattraversa la Stura e si risale fino a Fè, dove si attraversa la Provinciale e si seguono le indicazioni per Cernesio.
Giunti nei pressi dell'abitato, si va a dx in Via Brusiera e si prosegue su ripido asfalto con numerosi tornanti nel bosco tralasciando tutte le deviazioni. Giunti a quota 950m, dopo 8,5 km si lascia l'sfalto (che prosegue verso il Passo della Croce e Chiaves) e si svolta a sx su sterrato (catena) seguendo le indicazioni per S. Giacomo. La salita alterna tratti più ripidi ad altri meno impegnativi, fino ad un nuovo bivio a dx (indicazione per S. Giacomo) dove si affrontano stretti tornanti erbosi fino a quota 1195m (km 10,50). Qui, in prossimità dell'ultimo tornante (proseguendo sulla strada si sale ancora per 200m e si giunge ad una baita dove la strada finisce), si imbocca la mulattiera che si stacca sulla sx (segni biancorossi sugli alberi e sulle rocce) e si risale, bici in spalle o a fianco, dove la larghezza del sentiero lo permette, fino ad un gruppo di baite dove e possibile risalire in sella per pochi metri. Si riprende a salire nel bel bosco di faggi, si attraversa una pietraia e si intravede tra gli alberi più radi la Baita San Giacomo, di proprietà del CAI di Lanzo che l'ha ristrutturata negli ultimi anni.
Il sentiero raggiunge un bello sterrato erboso poco a monte della Baita dove è possibile rifornirsi di acqua. Si sale ancora in un bellissimo bosco di betulle con sottobosco di mirtilli (e genziane fiorite tra aprile e maggio), fino ad un bivio: scendendo sulla sx si raggiunge in poche centinaia di metri la Chiesetta di San Giacomo, ben visibile e da cui si può ammirare il bellissimo panorama sulle testate della Val Grande e della Val d'Ala separate dalla dorsale che culmina nel Santuario di Santa Cristina, proprio davanti a noi.
Proseguendo sulla destra si costeggia una baita ristrutturata con un bel murales e si giunge ad un nuovo bivio: a sx si scende verso Vru e Cantoira, mentre a dx con poche pedalate raggiungiamo il Colle San Giacomo, ampia radura erbosa che divide la Val Grande di Lanzo dalla Valle Tesso (1458 m - 12,2 km). Scendiamo su sterrato (o in alternativa su un bel sentierino ciclabile più diretto che corre a sx della strada) fino alla carrozzabile che da Chiaves porta al Lago di Monastero, la attraversiamo e proseguiamo su un sentiero (segni biancorossi) che scende sulla dx in prossimità di un cippo eretto in ricordo di due partigiani caduti nel corso dell'ultimo conflitto.
Il sentiero è in gran parte ciclabile (80%), ma occorre prestare molta attenzione, soprattutto nella prima parte in quanto vi sono roccette affioranti e qualche salto che sconsigliano di rimanere in sella, a meno di essere dotati di ottima tecnica. La seconda parte risulta più scorrevole fino a raggiungere un più ampio sterrato che proviene dal Santuario di Marsaglia. Si prosegue in discesa fino a ritrovare l'asfalto in prossimità di un Pilone votivo. Si scende ancora fino alla Fontana Sistina (acqua) e quindi a Chiaves.
Dalla piazza del paese si affronta una breve salita in direzione Gisola e su ampio sterrato si scende sulla cresta spartiacque tra le due valli. Ad un primo bivio si trascura la deviazione di dx, che porta direttamente a Gisola, ma si prosegue sulla sx fino ad incontrare l'asfalto, evitando le numerose deviazioni che portano ad abitazioni sparse sulla montagna. Prima di giungere all'abitato di Tortore, dominato dall'imponente struttura del Santuario di Sant'Ignazio, ben visibile anche dalla pianura avvicinandosi alle valli di Lanzo, si imbocca una stretta stradina asfaltata sulla dx che dopo pochi metri finisce al cancello di una villa. Su sterrato si costeggia il muro di cinta della villa, purtroppo invaso da vegetazione e rovi per un breve tratto, percorrendo la vecchia mulattiera che univa Tortore a Gisola. Superata la villa il sentiero ritorna ben ciclabile e termina a Gisola, dopo aver superato un nuovo tratto di pochi metri invaso dai rovi. Si attraversa un piccolo campo sportivo e, attraverso la case del paese, si sbuca di fronte alla chiesa e di qui si raggiunge la SP 30 che unisce Pessinetto a Sant'Ignazio.
Si scende in direzione Pessinetto ed al secondo tornante si abbandona l'asfalto e ci si inoltra sulla dx nel bosco imboccando la bella mulattiera, recentemente ripulita dal CAI di Lanzo, che unisce Gisola con Pessinetto Fuori. E' necessario fare attenzione in quanto non è segnalata e non risulta visibile dalla strada a causa della folta vegetazione. La mulattiera scende con moderata pendenza ed è interamente ciclabile con un minimo di tecnica in prossimità di tratti più sconnessi o piccoli gradini di roccia fino ad un bivio: ci manteniamo sulla dx con indicazioni per Fraz. Costa, mentre proseguendo a sinistra si scende al Funtanass, sulla SP 30. Un bel sentiero a mezzacosta, interrotto in tre punti che ci obbligano a scendere dalla bicicletta per pochi metri a causa di frane e torrentelli, ci porta ad attraversare un prato e quindi ad un pilone votivo con bivio per Procaria. Si scende a sx ed in breve si giunge alle prime case della frazione Costa dove occorre scendere dal mezzo per affrontare una ripida scalinata con curva che termina davanti alla chiesetta di San Giuseppe. Di qui si raggiunge la SP 30 che si percorre a dx in discesa fino alle case di Pessinetto Fuori. Attraversato il paese si scende ancora su Pessinetto giungendo in breve alla SP delle Valli di Lanzo in prossimità del parcheggio dove abbiamo lasciato le auto.
Varianti Per chi non se la sentisse di affrontare lunghi tratti tecnici, scendendo dal Colle San Giacomo, giunti all'asfalto che porta al lago di Monastero, è possibile seguirlo in discesa fino a Chiaves ed evitare la prima mulattiera. Analogamente, dall'abitato di Gisola si può scendere su asfalto fino a Pessinetto evitando la seconda mulattiera che porta a frazione Costa. Note Itinerario sconsigliato in caso di pioggia.

 


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