Svariate dominazioni ne hanno caratterizzato il territorio. Dalle tribù liguri degli Epanteri e degli Stazielli fino ai pirati musulmani, tanto che tra il XIX e il XX secolo conobbero un periodo di forte degrado e di estrema povertà (Nuto Revelli - Il mondo dei vinti). Il risveglio delle attività commerciali e il progressivo evolversi di città industriali come: Torino e Savona ha fatto sì che, la zona delle Langhe, cominciò una graduale crescita anche grazie a un rinnovato interesse per il mondo agreste.

Oggi, la zona collinare a sud del Piemonte rappresenta uno dei luoghi simbolo per la coltivazione di vitigni e la produzione di vino.
L’attrazione turistica insieme al forte interesse per la scoperta delle tradizioni enologiche della zona, ha fatto sì che si istituissero una serie di percorsi ciclabili in grado di documentare le radici storiche di un paesaggio ricco d’arte scenografica. Il percorso suggerito in questo vademecum per scoprire la zona delle Langhe è destinato a quei cicloturisti che con la bicicletta hanno già un “rapporto molto confidenziale”. La distanza (circa 55 km) caratterizzata in gran parte da salite che oscillano tra il 7 e l’8%, al fine di potersi gustare senza particolari difficoltà l’esperienza, consiglia un’attenta preparazione.
Il tour è “un frullato di emozioni e suggestioni” sia a livello panoramico: popolato da vigneti, macchie di noccioleti e boschi, e da case rurali tipiche della zona che delimitano le aree dei tanti paesini attraversati. Lungo tutto il percorso è costante la presenza di torri,castelli ed edifici religiosi.
L’itinerario prende il via da Bubbio. A caratterizzare l’inizio del percorso,una salita di 4 km al 4% che porta a Cassinasco. Giunti in cima s’imbocca la stradina secondaria di Bricco Bosetti che conduce a Canelli.Quindi si percorre la strada vecchia per Nizza Monferrato dove ammirare su di un’altura alla vostra sinistra la chiesetta di San Giovanni. Si svolta a sinistra per l’omonima frazione , dove inizia la salita che porta a San Marzano Oliveto, località in cui la coltivazione del melo contrasta con il dominio assoluto dei vigneti circostanti.
A questo punto imboccate la discesa in direzione regione Leiso e immettetevi sulla strada statale Alessandria-Asti. Qui, fate attenzione, nonostante sia un tratto di strada lungo meno di un km, lo stesso è molto trafficato. Al bivio Moasca-Calosso girate a sinistra in direzione San Bovo. Una piccola sosta nella suggestiva chiesetta e ripartite per Calosso, non prima di affrontare i tre kmdi salita che caratterizzano la sede stradale. Giunti nel paese è possibile ammirare un paesaggio composto solo ed esclusivamente da paesini circondati da vitigni e casali. Dopo una visita al castello e nella chiesa parrocchiale, ancora una ripida ascesa (breve tratto al 18%)e poi potrete degustare uno dei migliori caffè della zona. Adesso ripartite in discesa verso Piana del Salto ,quindi Santo Stefano Belbo: il paese natale di Cesare Pavese.
In questo punto del percorso, per fare ritorno alla base di partenza, è possibile scegliere fra una quantità di vie alternative molto interessanti. Quella consigliata in questa passeggiata cicloturistica è la strada che porta verso la frazione Serole. L’itinerario, inizia proprio nei pressi della vecchia casa natia di Pavese, prevede una salita non particolarmente impegnativa, ma abbastanza lunga (circa 8 km) e costantemente in ascesa. Immersa tra i vigneti e i boschi della zona, con le sue stupende visuali: a sinistra si può ammirare Canelli mentre a destra S. Stefano. Giunti in cima, si arriva al Falchetto, la località dove è ubicato il monumento in ricordo dell'avvenuta strage dei partigiani. Salendo ancora si può raggiungere il Santuario dei Caffi per poi fiondarsi lungo la ripida discesa che porta a casa Beccone.

Fonte: piste-ciclabili.com

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