Visualizza articoli per tag: cicloturismo

Giovedì, 30 Gennaio 2014 16:14

Ecovia Litoral dell'Algarve

Per il cicloturismo in Portogallo parlare dell'Ecovia Litoral dell'Algarve è d'obbligo: da Cabo de Sao Vicente a Vila Real de St. Antonio, l'ecovia do litoral  corre per 220 km circa lungo la costa dell'Algarve fra paesaggi mediterranei e paesi sempre uguali negli anni e nelle stagioni.

Da non perdere

  • Cabo de Sao Vicente, la fine del mondo
  • I paesaggi di Sagres
  • Porto e spiagge di Faro
  • Faraglioni di Lagos
  • Cittadella fortificata di Tavira

Dettagli tecnici

  • tempo: 2 giorni (media 110 km) - 3 giorni (70 km)
  • dislivello: 100 m circa
  • lunghezza: 220 km circa

Fonte e maggiori informazioni

Pubblicato in CICLOTURISMO
Argomento trattato:
Lunedì, 23 Dicembre 2013 11:15

Il programma di Biciviaggi FIAB 2014

Un programma di tutto rispetto, molto vario e accattivante, con proposte adatte a tutte le tipologie di soci FIAB, dai pedalatori incalliti, a chi desidera la vacanza facile, dai patiti dell'arte e della cultura ai ragazzi a cui piace divertirsi e ballare tra un tuffo e l'altro nel nostro splendido mediterraneo.

Ecco l'elenco dei biciviaggi:
L'anello delle Dolomiti
Dal ponte degli alpini alle montagne più belle del mondo.
12-19 luglio 2014

Alla scoperta del Sannio e dei Sanniti
Il Molise che non ti aspetti
19-26 luglio 2014

Baviera Romantica e ciclabile
Tra città imperiali e guioielli medioevali
26 luglio – 2 agosto 2014

Ungheria di terra e d'acqua
Dall'Austria a Budapest, passando dal Balaton
2-9 agosto 2014

La costa Est della Sardegna
Da Olbia a Orosei, mare e natura
18-23 agosto 2014

Taranta in bici Camp & Music
La Pizzica e il mare di Salento
23-30 agosto 2014

Il programma completo che verrà via via aggiornato si trova alla pagina: http://www.biciviaggi.it/viaggi_2014.htm

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Fonte: Fiab

Pubblicato in IN EVIDENZA
Argomento trattato:
Lunedì, 02 Dicembre 2013 07:55

EuroVelo 15: la ciclabile del Reno

EuroVelo15 è probabilmente l’itinerario della rete Eurovelo in condizioni migliori, ed anche quello che è stato più facile realizzare, perchè esisteva già. EuroVelo15 infatti ricalca interamente la pista ciclabile del Reno. Il Reno è uno dei più importanti fiumi d’Europa, dal punto di vista geografico come da quello storico: è stato infatti uno dei confini geopolitici più importanti in Europa, e la valle del Reno è stata teatro di numerose battaglie, dai tempi dei Romani (e anche prima probabilmente) fino alla Seconda Guerra Mondiale.

Pubblicato in IN EVIDENZA
Argomento trattato:
Giovedì, 21 Novembre 2013 07:57

Cicl@tur il primo salone dedicato al Cicloturismo

Dal 15 al 17 novembre, ad Arezzo, si è tenuto il primo salone italiano dedicato esclusivamente al cicloturismo "Cicl@tour". Tra gli eventi svolti, il seminario "Le reti ciclabili regionali e i servizi per il cicloturismo" con rappresentanti di Regione Toscana e FIAB, nella quale si è parlato della creazione di una Rete per fornire il massimo di supporto e ospitalità a chi cerca di visitare l'Italia.
E' appurato che l'Italia è al primo posto tra i luoghi del desiderio dei turisti sia tradizionali che a mezzo bici. Il forte sviluppo e la diffusione del cicloturismo in Italia influisce sull'organizzazione di eventi dedicati ai viaggi in bicicletta e al viaggio lento.Non riusciamo però a sfruttare appieno questo fenomeno perché in Italia non si riesce a "fare sistema" e a garantire infrastrutture adeguate e servizi come invece fanno i nostri competitor sul piano internazionale.
Quello del cicloturismo è un fenomeno cresciuto moltissimo negli ultimi cinque anni e che va evolvendosi sempre di più. Proprio gli agriturismi diventano naturali punti di riferimento per praticare e godere al meglio questo tipo di vacanza.
I cicloturisti sono in genere accomunati da una spiccata sensibilità ambientale e da una grande passione per la bicicletta sia come mezzo di trasporto che come stile di vita, da una vivace curiosità per i luoghi fuori dalle grandi rotte del turismo, in altre parole sono interessati allo Slow Travel tra paesaggi e tempi a misura d'uomo.
L'Italia è uno dei paesi leader nella produzione di biciclette (circa 25 milioni all'anno) ma non è facile dare numeri esatti sul fenomeno del cicloturismo. In Italia il turismo ha un grande peso sul PIL ,quota che dovrebbe tendere ad aumentare grazie anche al nostro clima che favorisce stagioni più lunghe e allo straordinario patrimonio dei nostri territori. Nel 2012 – secondo i dati Enit – sono arrivati in bici 450 mila turisti e di questi il 42% solo dalla Germania, il paese con il più alto numero di cicloamatori (se ne contano 2,5 milioni secondo i dati BTS) e dove il fenomeno è cresciuto negli ultimi due anni del 15 per cento. Le regioni più amate da questo tipo di turista sono il Veneto (oltre 80 mila presenze nel 2012), seguito da Toscana con 60 mila e e Lazio con 58 mila, seguite dal Trentino – Alto Adige (48 mila) e Lombardia (42 mila) e così via.
E' quindi opinione comune che il Sistema Cicloturistico Italiano- se adeguatamente supportato – possa arrivare in breve tempo a uguagliare i risultati ottenuti dai Paesi ove il sistema è ben più evoluto, pubblicizzato e strutturato. Sarebbe inoltre un grave errore considerare il Cicloturismo un turismo povero Riportiamo a titolo di esempio come alcune delle più famose rotte (vedasi http://www.bicitalia.org/eurovelo.htm) generino passaggi di cicloturisti per 800.000 persone nella valle della Loira, oltre il milione nel Camino de Santiago, mentre oltre 75 milioni di € costituiscono l' indotto generato dalla sola Ciclopista del Danubio, cifra perfino superata dalla Ciclopista dell'Elba ( oltre 840 km per 90 milioni circa). In Italia solo il Trentino si avvicina a queste cifre, la Provincia di Trento ha calcolato in 79 milioni di euro la ricaduta dal cicloturismo lungo le sue 4 principali Ciclovie.

Tra numerosi espositori sono stati presenti:
Tour Operator specifici e guide
Strutture ed eventi famosi quali l'Eroica e l'Intrepida
Associazioni e Onlus, in primis Fiab e TCI
Infine i Territori, che legano, secondo un filo ideale, le regioni del Trentino-Alto Adige ed il Friuli- tradizionali punti di ingresso in Italia per migliaia di cicloturisti - proseguendo poi secondo le direttrici delle maggiori ciclo vie europee come l'Eurovelo 7 ( che va da Capo Nord a Malta ) nelle Terre di Liguria ed Emilia, per arrivare poi alla Toscana, Umbria e Marche - veri centri nodali ove passano famose Strade come la via Francigena, il Cammino di San Francesco, la Ciclopista del Sole, la ciclopista tirrenica, la ciclopista dei due mari tirreno-adriatica, ed altre ancora che permettono di visitare e godere al meglio quello che è un paradiso per cicloturisti e appassionati di storia ed arte.

Fonte: www.arezzonotizie.it

Pubblicato in IN EVIDENZA
Argomento trattato:
Lunedì, 07 Ottobre 2013 11:15

Turismo sostenibile. La Ciclovia dell'Alta Murgia

Il 5 ottobre, è stato inaugurato, con l'escursione di circa duecento appassionati di trekking e mountain bike, la Ciclovia del Parco Nazionale dell'Alta Murgia "Jazzo Rosso - San Magno - Castel del Monte" che si sviluppa per una rete di 67 km suddivisi in 7 percorsi nei territori di Ruvo di Puglia, Corato e Andria. Il progetto del percorso ciclopedonale rappresenta una delle opere più importanti realizzate all'interno del Parco Nazionale dell'Alta Murgia: tutti i percorsi si caratterizzano come multifunzionali e sono in grado di soddisfare differenti utenze legate al turismo di natura. L'intera rete è, per le sue caratteristiche, percorribile con l'uso di mountain bike. Il taglio del nastro, effettuato dal Presidente del Parco Cesare Veronico, si è svolto presso Jazzo del Demonio (Ruvo di Puglia) alla presenza dell'Assessore Regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Giovanni Giannini, del Sindaco di Ruvo di Puglia Vito Nicola Ottombrini, dei delegati delle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, del Direttore dell'Ente Parco Fabio Modesti, di una rappresentanza del Corpo Forestale dello Stato e del personale dell'Ente Parco. Tutti i tracciati sono stati attrezzati con segnaletica, punti di sosta e quattro aree pic nic. L'opera è stata interamente progettata da personale interno al Parco ed è stata cofinanziata con fondi FESR per un ammontare totale di circa 400.000 Euro. Responsabili dell'organizzazione delle escursioni, le associazioni Asd Talos e CAT Bari che hanno curato tutti gli aspetti logistici dell'evento in collaborazione con i tecnici dell'Ente che hanno curato il progetto: l'Arch. Maria Giovanna Dell'Aglio, il Geom. Luigi Bombino, la Dott. Luciana Zollo.
"Con questo progetto – ha commentato il Presidente del Parco, Cesare Veronico – possiamo dire che abbiamo mezza Carta Europea del Turismo Sostenibile in tasca. Già questa mattina è stato allestito da Vivilitalia- Talenti Italiani il primo pacchetto turistico per chi, da tutta Europa, fosse interessato a percorrere i nostri itinerari: l'intermodalità del progetto prevede infatti che un turista possa partire da Berlino in aereo, arrivare all'aeroporto di Bari Palese e raggiungere direttamente, con il treno della Ferrotramviaria, la stazione di Ruvo da cui partire direttamente per il Castel del Monte.
Fonte: www.parcoaltamurgia.gov.it

Pubblicato in IN EVIDENZA

L'area delle Greater Blue Moutains, iscritta tra i Patrimoni dell'Umanità, si estende per oltre un milione di ettari. La regione presenta inoltre foreste tanto dense che l'albero più antico del mondo, il pino di Wollemi, è continuato a crescere indisturbato in una remota valle di questa zona fino al 1994.
L'area della Greater Blue Moutains offre percorsi e itinerari per ogni livello di difficoltà e lunghezza. Migliaia di chilometri di sentieri antincendio attraversano in questa zona le creste delle scarpate e scendono nelle valli sottostanti.
Potrete provare il vostro livello di preparazione fisica sui 120 chilometri di territorio collinoso da Glenbrook a Wentworth Falls. Questa pista vi farà attraversare il lato meridionale della cresta della montagna, soprannominata "Labirinto blu" dai primi esploratori confusi dalla conformazione labirintica delle creste, tutte uguali tra loro.
Esplorate i punti panoramici della Jamison Valley o seguite la rotta dell'esploratore George Caley sul percorso da completare in cinque ore lungo Mount Banks Road. Ammirate le stupende vedute dalle cime basaltiche di Mount Banks e i panorami che si aprono su Grose River Gorge. Al contrario di Caley, che vedendo la fitta nebbia su Grose Valley si arrese e non attraversò le Blue Mountains, voi non tornerete a Sydney delusi.
Seguite piste asfaltate lungo i 10 chilometri del tour di Blackheath, oltrepassando Govets Leap, Evans Lookout, Pulpit Rock e Perrys Lookdown. Lungo il Murphy's Trail tra Wentworth Falls e Woodford potrete fermarvi per fare una nuotata all'Ingar Picnic Ground. Avrete bisogno di questa sosta, dal momento che questa passeggiata della durata di tre-quattro ore comprende alcune brevi ma ripide parti in salita.
Fonte: www.australia.com/

Pubblicato in IN EVIDENZA
Argomento trattato:
Giovedì, 01 Agosto 2013 08:48

Puglia. Natura in bici

Oggi parte il progetto “Natura in Bici” grazie alla collaborazione tra Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino Orientale e le associazioni Apulia Activa A.S.D. e il Gallo Verde. 

“Natura in Bici” ha lo scopo di promuovere una mobilità alternativa per esplorare i territori compresi tra Manduria, le Riserve Naturali e il litorale jonico. Si può raggiungere la Masseria Marina a San Pietro in Bevagna con la propria auto o con il servizio di trasporto pubblico che parte con cadenza oraria da Manduria e San Pietro e noleggiare la bicicletta, direttamente in Masseria, pagando un piccolo contributo; un prezzo speciale e un piccolo omaggio per i più piccoli (noleggio a partire dai 10 anni).

Il servizio di noleggio è disponibile tutti i Martedì e Giovedì del mese di Agosto (9.30-13.00 e 16.30-20.00); le Associazioni Apulia Activa e Gallo Verde hanno in serbo diversi laboratori e degustazioni per intrattenere grandi e piccini a conclusione di queste giornate.

Un servizio di guida, sui diversi itinerari che raggiungono aree di particolare interesse storico-culturale e naturalistico, è disponibile su prenotazione chiamando il 335.6490571 e 327.2903112. In particolare, le cicloescursioni hanno come destinazione il Bosco dei Cuturi, la Salina dei Monaci, Torre Colimena, la Palude del Conte, Torre Borraco, le più belle spiagge del litorale, l’itinerario dei Trulli e degli ulivi secolari, la foce del Fiume Chidro e le sue gelide acque.

Manduria “questa perfetta sconosciuta” è un luogo di sole, mare e vento sulla pelle, di storia, arte e cultura negli occhi e nelle parole, è un luogo ricco di tradizioni conservate nella memoria e nelle mani di chi c’è stato e di chi difende questo meraviglioso “posto nel mondo”. Noi ci mettiamo l’esperienza, l’affidabilità, la voglia e la passione a voi non resta che lasciarci il cuore.

Fonte: beautifulpuglia.com

Pubblicato in IN EVIDENZA
Mercoledì, 04 Settembre 2013 08:56

Vigezzo in bici

La Valle Vigezzo è una valle unica tra quelle dell'Ossola. E' un corridoio tra l'Ossola e il Ticino, non ha un inizio e una fine, è un vasto altipiano a 800 m di quota coperto di boschi. Alle spalle dei paesi si apre l'ambiente naturale vigezzino: boschi radi di conifere, distese verdi, linee dolci, pascoli alberati, rustici pastorali che quasi si nascondono fra rocce e alberi nella vastità della montagna.
La carta dei percorsi ciclopedonali della Val Vigezzo riporta 15 percorsi consigliati di diverso grado di difficoltà che utilizzano in parte piste ciclabili recentemente realizzate in valle e in parte piste agricole o viabilità esistente. Un modo diverso per muoversi agevolmente e in libertà, per una pedalata all'aria aperta alla scoperta della dolcezza del paesaggio e della ricca tradizione artistica.

Scarica la Carta del Percorsi Ciclopedonali

maggiori info

Fonte: www.cmvo.it

Pubblicato in IN EVIDENZA

La nuova applicazione Corona di Delizie in bicicletta nasce da un’idea del Patto Territoriale Zona Ovest di Torino ed e’ stata finanziata dalla Regione Piemonte nell’ambito del progetto interregionale ”Cicloturismo ed altri itinerari alla scoperta del paesaggio, della cultura e della fede”, che coinvolge anche Umbria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia e Marche. La sua realizzazione ha visto la collaborazione tra gli assessorati regionali al Turismo e Sport, Cultura, Ambiente e Trasporti, con il supporto tecnico dell’Ipla, l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente, che ha seguito la georeferenziazione della rete ciclabile, e la consulenza di iMpronta per lo sviluppo e implementazione. Tra gli altri partner la Provincia di Torino, Turismo Torino e Provincia, il Parco del Po e della Collina Torinese, il Parco La Mandria, la Citta’ di Torino, i Comuni del circuito che hanno sottoscritto il Protocollo e l’Associazione Bici & Dintorni – FIAB Torino.

Fonte: Adnkronos

Pubblicato in IN EVIDENZA
Argomento trattato:
Martedì, 23 Luglio 2013 08:47

Le caratteristiche delle biciclette orizzontali

Per i viaggiatori su ruote uno degli aspetti principali del proprio mezzo è quello riguardante il comfort. Se poi parliamo di biciclette, sono estremamente rilevanti anche le caratteristiche dinamiche del mezzo e l’efficienza della trasmissione. Le biciclette orizzontali (o recumbent) sono molto indicata per il cicloturismo. Le recumbent (ovvero “sdraiato”) costituiscono una famiglia di biciclette in cui i pedali e la sella non sono collocati sull’asse verticale, bensì su quello orizzontale.

Questo comporta i seguenti benefici:

   la seduta diventa una vera e propria poltroncina, evitando così irritazioni e dolori perineali;

   le braccia non devono sostenere il peso del corpo, quindi i polsi non vengono sollecitati;

  le recumbent hanno generalmente un profilo più basso delle biciclette verticali, il che spesso si traduce in una minore resistenza aerodinamica.

In pratica abbiamo una bici che permette di percorrere chilometri su chilometri senza che il peso del ciclista si carichi sulla colonna vertebrale o altre parti “delicate”. La posizione distesa inoltre permette di far forza sulla schiena, trasformando la pedalata in un esercizio di squat, laddove con una bicicletta verticale ci si dovrebbe alzare in piedi sui pedali. Questo va nettamente a favore dei ciclisti più leggeri. Per quanto riguarda l’aerodinamica possiamo fare queste considerazioni: a basse velocità l’energia spesa dal ciclista serve a superare le resistenze meccaniche, ma per velocità superiori ai 12 km/h tutto l’incremento di energia va “sprecato” in resistenza aerodinamica. Pensate che Fred Rompelberg è riuscito a raggiungere con una bicicletta verticale la folle velocità media di 268.831 km/h mettendosi in scia dietro uno speciale dragster che gli annullava quasi completamente l’attrito con l’aria.

Per contro le recumbent presentano anche degli svantaggi:

   hanno dimensioni e pesi generalmente più elevati delle biciclette verticali;

   hanno una catena molto più lunga. Questo comporta che ci siano guide e rinvii che vanno a ridurre l’efficienza meccanica del mezzo;

   risentono maggiormente delle asperità del fondo stradale;

   hanno prezzi piuttosto elevati.

I primi due punti stanno a significare una semplice cosa: che se il pianura ed in discesa le recumbent hanno prestazioni decisamente superiori alle altre biciclette (essendo ambiti in cui il principale dispendio di energie è di tipo aerodinamico), in salita sono svantaggiate a causa delle resistenze meccaniche e del peso. In presenza di fondo stradale rovinato, con una bici verticale il ciclista può sollevarsi sulle proprie gambe ed attutire le vibrazioni e gli scossoni. Sulle recumbent ovviamente non si può. Benché ne esistano anche di ammortizzate, le biciclette orizzontali sono mezzi che si trovano a proprio agio su strade ben asfaltate. Un discorso che non abbiamo ancora affrontato è quello sulla sicurezza. Cadere da una recumbent è molto meno traumatico che cadere da una bici verticale, poiché il ciclista si trova più in basso. Anche la posizione assunta su questo tipo di mezzo riduce la possibilità di battere la testa in caso di collisioni. Ma anche sulla sicurezza ci possono essere dei contro: una minore visibilità ed una minore familiarità col mezzo nelle partenze e nelle fermate di emergenza. Tuttavia questi inconvenienti sono relativi: la scarsa visibilità è compensata dalla stravaganza del mezzo, mentre la familiarità si acquisisce con un po’ di allenamento.

Fonte: www.partireper.it

Pubblicato in IN EVIDENZA
Argomento trattato:

Itinerari

Tuttobike

Tutto quello che serve agli appassionati delle due ruote, punti vendita, assistenza, riparazioni e abbigliamento.