È stato presentato venerdì 16 febbraio a Roma “MobilitAria 2018”, il rapporto realizzato dall’Istituto sull’Inquadramento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle ricerche (CNR-IIA) e dal Gruppo mobilità sostenibile del Kyoto Club. Un quadro d’insieme sulla qualità dell’aria e della mobilità urbana nelle 14 principali città italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia).

Per quanto riguarda la mobilità urbana, e in particolare l’utilizzo della bici nelle 14 città analizzate nel rapporto nel periodo compreso dal 2006 al 2016, emergono realtà interessanti e positive, ma anche conferme di problemi strutturali. Nelle città di Mestre, Milano, Bologna, Firenze, Torino aumentano le piste ciclabili, mentre il resto delle città ha pochissimi chilometri di reti dedicate. La città italiana dove si pedala di più è Firenze (9%), seguita da Mestre (8%), Bologna e Milano al 6% e Torino con il 3%. L’utilizzo della bicicletta è cresciuto nettamente negli ultimi anni nelle città che hanno a disposizione una strutturata di piste ciclabili, mentre resta un problema al sud con molte città che non dispongono di reti ciclabili. Dai dati raccolti nel rapporto emerge che le città italiane sono ancora molto lontane dalle note e migliori esperienze europee, e per raggiungere tali realtà è necessario l’impegno sia dei cittadini (usando molto di più la bici e meno le auto, sicuramente si migliorerebbe la qualità dell’aria), sia delle istituzioni pubbliche (con interventi mirati sulla mobilità sostenibile). La mobilità urbana ha sempre avuto poco spazio nell’agenda politica italiana, dominata dagli investimenti per grandi opere strategiche, con scarsa attenzione alle opere utili, ai servizi di trasporto e alla manutenzione delle reti. Negli ultimi anni, la bicicletta sembra finalmente aver acquisito dignità nelle scelte politiche. Governo e Parlamento hanno destinato nell’ultimo triennio alla creazione di ciclovie nazionali e alla crescita della bici in città, circa 550 milioni di euro. Un altro traguardo raggiunto è stato lo scorso dicembre 2017 l’approvazione della Legge 2/2018, “Legge Quadro per la mobilità ciclistica”.
Esaminando la città di Torino nel rapporto emerge che nel decennio in questione l’Amministrazione della città Sabauda ha attuato diversi provvedimenti per la mobilità sostenibile, ma i problemi di qualità dell’aria sono ancora persistenti e l’indice di motorizzazione è tra i più elevati tra le grandi città italiane con 639 auto ogni 1000 abitanti.
Nel 2013 è stato approvato il Biciplan, per la promozione delle piste ciclabili e corsie ciclabili. La rete è arrivata ad oggi a 198 Km e prevede entro il 2030 un piano di 310 Km. È presente un servizio di Bike Sharing attivo con più di 140 stazioni e 1050 biciclette che dovrebbe ampliarsi nel 2018. Mentre da dicembre 2017 è presente in città il servizio di Bike Sharing a flusso libero.

A.I.

www.kyotoclub.org/docs/mobilitaria_r3.pdf

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