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Venerdì, 16 Giugno 2017 09:32

Dalla “running machine” alle e-bike: la bici compie duecento anni

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La storia della bici è lunga e comincia all’incirca duecento anni fa a Mannheim: una piccola cittadina situata nel land tedesco del Baden-Württemberg.

 A cavalcarla, per la prima volta fu Karl Drais, un inventore tedesco diventato famoso per aver ideato la draisina: il veicolo a due ruote che sarà alla base del futuro sviluppo della bicicletta.

Naturalmente, oggi, l’epoca della “draisina” fa parte del passato.
L’evoluzione tecnologica, in poco meno di due secoli, ci ha consentito di muoverci con mezzi più validi ed efficienti.
Ma “la storia della bici”, nella sua semplicità arcaica, riesce sempre a raccontarci un mondo di avventure che “pedalano” un po’ in tutto il pianeta. Ci sono storie di ciclismo equatoriale, dove per non fare patire le alte temperature ai ciclisti sono state progettate biciclette con materiali fluorescenti, eventi divertenti come la campagna nazionale bimbimbici: l’appuntamento annuale che coinvolge milioni di bambini in tutto il mondo, ed un universo di aneddoti ed episodi drammatici, semplici, incredibili fino a quelli più eroici, di grandi corridori o semplici appassionati. Definiti di “Altri tempi”.
Storie di bici che non “usano” percorsi asfaltati o piste ciclabili per “viaggiare” e che in una penuria di tubolari, di mangiare e di dormire, “corrono” su strade sterrate di terra rossa, magari con addosso “ciclisti con divise improvvisate” dotati di una grinta che fa invidia ai ciclisti dei paesi più industrializzati, dove la bici è considerata principalmente un hobby.
Insomma storie collegate, se non “imparentate” che accomunano passione e sacrificio, giustizia ed equità sociale. Sì perché la bici è anche il “mezzo di locomozione democratico” per eccellenza!
L’anniversario della bicicletta ci da modo di riviverle e di ricordarle, perché alla fine, la bicicletta, nonostante l’era moderna è resistita al tempo come uno stile di vita e mobilità di inestimabile valore.

(G.M.)

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